“Amo il Pd, impariamo ad amarlo. Così, forse, nascerà”

[RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO] Ho imparato che si ama qualcuno e/o qualcosa quando, nonostante i difetti, quel qualcuno e/o qualcosa è nella tua mente e ti fa battere il cuore.

Amo il Pd.

Amo il Pd quando si fanno le primarie per poi perdere le secondarie.

Amo il Pd quando si fanno le primarie “aperte” per eleggere un Segretario.

Amo il Pd quando Renzi  è Segretario perché non potrà più dire che la colpa è di qualcun altro.

Amo il Pd quando a Palermo Faraone perde le primarie con Ferrandelli, si allea con Orlando contro Ferrandelli  e  vota per le primarie diventando componente della Segreteria Nazionale.

Amo il Pd quando Ferrandelli, sostenuto a Sindaco di Palermo con una iniziativa partecipatissima di Massimo D’Alema al Teatro Politeama, diventa sostenitore della “rottamazione” di Massimo D’Alema.

Amo il Pd quando Lupo, Segretario Regionale, festeggia a Castelbuono la vittoria del Sindaco Tumminello.

Amo il Pd quando Lupo appoggia Renzi perché l’accordo politico prevede il mantenimento del suo ruolo di Segretario Regionale.

Amo il Pd quando Miceli, segretario provinciale sostenuto da Lupo, chiama il Presidente del seggio del Circolo di Castelbuono per fare votare chi, come Faraone a Palermo, aveva perso le primarie a Castelbuono e sostenne un candidato sindaco diverso  da chi aveva vinto le primarie.

Amo il Pd quando chi ha sostenuto Polizzotto o Tumminello da candidato al consiglio comunale e/o assessore designato si presenta al seggio del Circolo del Pd per votare per le primarie ed eleggere il Segretario.

Amo il Pd quando il seggio per le primarie non viene posto nella sezione del Circolo.

Amo il Pd quando le riunioni degli organi direttivi del Circolo non si fanno in sezione ma in case o studi privati.

Amo il Pd quando un Coordinamento incontra il Segretario Provinciale neoletto in una casa e/o studio privato e non nella sezione.

Amo il Pd quando, nonostante le indennità di mandato prodotte dalle  vittorie elettorali, si lasciano i debiti  delle campagne elettorali mettendo in difficoltà il Circolo relativamente al pagamento della sezione e/o per lo svolgimento del l’attività politica.

Amo il Pd quando si chiede un contributo straordinario per ripianare i debiti  o 2 euro per le primarie a un pensionato al minimo e ad un disoccupato.

Amo il Pd quando si decide di chiudere la sezione.

Amo il Pd quando la meritocrazia è al contrario: ti candidi per diventare amministratore, anche semplicemente di un condominio, perdi e diventi dirigente nazionale del Partito.

Amo il Pd perché se si perde è comunque colpa della CGIL.

Amo il Pd quando un lavoratore, incazzato (anche con la CGIL) perché il Pd ha votato la legge Fornero, paga 2 euro vota per il Segretario; e sceglie Renzi, il solo fra Civati e Cuperlo, che dice che la legge Fornero non si tocca.

Amo il Pd quando negli organi direttivi del Circolo di Castelbuono ci sono non iscritti o iscritti ad altro Circolo.

Amo il Pd quando ci si iscrive al Circolo di Castelbuono perché ti danno la tessera a Pollina.

Amo il Pd quando non si fanno assemblee con gli iscritti.

Amo il Pd quando non si coinvolge la deputazione nazionale e regionale per iniziative ed attività politiche.

Amo il Pd quando la deputazione nazionale e regionale non si fa coinvolgere nelle iniziative e nelle attività politiche e non dà il proprio contributo economico.

Amo il Pd quando il Pd è offeso da chi se ne va dal Pd perché accusa gli altri livelli del Pd di aver fatto come egli stesso nel proprio ambito.

Amo il Pd di Roma, di Castelbuono e di Palermo.

Amo il Pd quando si pensa una cosa, se ne dice un’altra e se ne fa un’altra ancora.

Amo il Pd quando la morale e l’etica è a slabbratura variabile.

Amo il Pd perché sono iscritto al Pd.

Amo il Pd perché esisterebbe il Pd anche se non  ci fossi iscritto io.

Quando tutti ameremo il Pd, forse, solo allora nascerà il Pd.

A Castelbuono, a Palermo e a Roma.

Vincenzo Capuana

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