Ancora un riconoscimento per Michele Di Donato. Le sue foto in mostra a Trieste

Apprendiamo dal profilo Facebook di Michele di Donato che alcune delle sue foto, specificatamente quelle del progetto “fautographie/prova ed errore”, realizzate per la mostra dedicata a Francesco Minà Palumbo e curata dall’artista castelbonese Vera Carollo, sono state selezionate per la sesta edizione de “Le Vie delle Foto”, una collettiva di “mostre singole” che si terrà a Trieste dall’1 al 30 aprile. Le foto di Michele di Donato saranno esposte in Piazza d’Unità, nell’idea di un network che collega tante location diverse della città.

Un modo interessante per rendere fruibile un’intero centro storico dando spazio e voce sia ad amatori che a professionisti, ma anche ad associazioni, aziende, realtà culturali o produttive, sia nazionali che internazionali.

«Quest’anno abbiamo dedicato una prima parte dell’evento ai casting call, nei mesi scorsi, mettendo in palio alcuni premi molto importanti, per tutti i fotografi che hanno spedito il loro portfolio – spiega Linda Simeone, ideatrice e organizzatrice de Le Vie delle Foto – abbiamo ricevuto ben 2mila foto da tutta Italia e tra questi tre sono risultati i fotografi vincitori. Ci siamo anche attivati per far conoscere la formula della nostra manifestazione oltre i confini del Friuli Venezia Giulia e dell’Italia, con grande successo. Ora siamo pronti con la seconda parte dell’evento, che consisterà in un mese di mostre fotografiche, dall’1 a 30 aprile, nel centro di Trieste».

(Fonte: spreafotografia.it)

Ci congratuliamo con Michele di Donato per quest’altro successo, oltre a quelli che abbiamo raccontato in questi ultimi mesi, in cui il “segreatario fotografo”, ha collezionato numerosi premi, ultimo quello della sedicesima “China International Photographic Art Exhibition”, nella sezione “Documentary”.

Qui di seguito le foto e il concept del progetto “fautographie/prova ed errore”

Titolo Opera/e :    fautographie/prova ed errore

Materiali e supporti:  Tutte le opere sono state ottenute utilizzando una reflex Pentax ME Super corredata da un obiettivo Holga Pinhole e pellicola Rollei Retro 100s. I negativi sono poi stati stampati su carta Hahnemühle Matt Fine Art (50×50) e poi applicati su Forex da 5mm.

Descrizione e concept dell’opera:  “fautographie”  (da faute: errore) è una rappresentazione di dierratologia fotografica, prova ed errore, appunto. Nella storia della fotografia la consacrazione ideologica dello scatto si ha con l’assunto bressoniano della teoria del momento decisivo. Io, invece, parto esattamente dall’opposto. Uso una fotocamera stenopeica, quindi non perseguo un istante, piuttosto incoraggio un evento a manifestarsi come si può incoraggiare una storia a raccontarsi. Lavoro con molta lentezza. La mia macchina fotografica non è libera di vagabondare; il punto in cui decido di collocarla non è dove sta per accadere qualcosa, ma là dove verrà riportato un certo numero di avvenimenti…cerco di trasformare i miei soggetti in narratori…cerco, in sostanza, di far svolgere alla macchina fotografica  un ruolo di ascolto, per cercare di catturare non solo il soggetto, ma anche l’energia che lo muove. Le foto esposte mettono in scena una ricerca nella quale la fotografia cade in errore e , per ciò stesso, esplora il suo confine e tocca il limite “dell’illecito”. Genera presenze, misteriose entità che si esprimono secondo tempi e modi inaspettati,  varcano i limiti del medium e alludono ad altri mondi possibili.

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