Andrea Prestianni, capogruppo Democratici per Castelbuono, interviene nello scambio tra il Sindaco e il Circolo PD

Pubblichiamo il seguente messaggio, condiviso da Andrea Prestianni, Capogruppo consiliare “Democratici per Castelbuono”, sul suo profilo Facebook, in cui interviene nel dibattito della ultime settimane tra il Sindaco Mario Cicero e il segretario del Circolo PD Giuseppe Fiasconaro.

Da quando ho iniziato a fare politica, ormai diversi anni fa, ho sempre guardato con rispetto e ammirazione quanti, più grandi e con più esperienza di me, potessero trasmettermi conoscenza, entusiasmo, valori, idee.

L’attuale segretario del PD Giuseppe Fiasconaro, insieme ad altri amici e compagni, è stato uno di questi. Anche quando i nostri percorsi si sono divisi e le nostre valutazioni sono state diverse, non è mai mancato da parte mia il rispetto e il riconoscimento del valore umano e politico.

In diverse occasioni, dopo le elezioni amministrative del 2017 abbiamo avuto modo di confrontarci: ricordo in particolare la riunione tra il gruppo dirigente del PD e quello del Movimento Democratici per Castelbuono e l’assemblea del PD alla quale sono stato chiamato ad intervenire (sempre in rappresentanza del Movimento di cui, da esponente di sinistra, mi onoro di far parte) sentendomi rispondere «il PD andrà per la sua strada, chi vorrà ci starà». Auguri.

Nonostante tutto noi non ci siamo mai tirati indietro al confronto, abbiamo sempre espresso la nostra volontà di riaprire un dialogo tra le forze progressiste, impegno certamente difficile ma doveroso nel rispetto della storia e della tradizione di governo dei democratici in questa comunità.

Di fronte a questo tentativo di dialogo abbiamo trovato il muro di gomma del gruppo dirigente del PD, che una volta pone la questione della doppia tessera, un’altra alimenta polemiche sterili e poco rispettose del ruolo di una forza politica che dovrebbe guardare all’interesse pubblico e non a quello privato, un’altra ancora non sente il bisogno di contribuire alle riflessioni che a livello territoriale altri vorrebbero condividere, etc.

Muro di gomma pubblico, che poi diventa ambiguità (o cinismo politico) quando in privato ci vengono chiesti “segnali” di apertura e a quel punto… Amici come prima? No, grazie.

Fa sorridere il richiamo ai princìpi democratici, quando di democratico (nel senso di “potere del popolo” e il popolo lo avete abbandonato da molto tempo) il PD non ha più nulla.

Il gruppo dirigente del PD appare più che altro un’oligarchia egocentrica e aristocratica, detentrice di verità assolute. Poi in realtà ci accorgiamo della sua mediocrità (è sotto gli occhi di tutti e non serviva certo che lo scrivesse Mario Cicero) e della sua incapacità di confrontarsi con l’Amministrazione, anche criticamente, su temi e argomenti non pretestuosi, e senza scadere nella ridicola e mortificante difesa di interessi privati, come fanno notare anche alcuni iscritti e simpatizzanti delusi dalla “gestione personalistica” del partito da parte di questo gruppo dirigente.

Nelle ultime uscite pubbliche del PD ed in generale nella condotta della linea politica di quel circolo infatti non riesco a riconoscere lo stesso slancio che mi aveva portato diversi anni fa ad apprezzare l’impegno attivo di donne, uomini, amministratori e semplici militanti. Anche nei momenti di contrapposizione forte, con la passata Amministrazione, mai il PD aveva raggiunto tale livello di bassezza. Mai quella parte politica era arrivata ad umiliare la sua storia e la sua tradizione politica.

In particolare nelle ultime settimane il gruppo dirigente del PD locale ha raggiunto vette di “alta politica” inimmaginabili fino a poco prima con attacchi continui, messaggi provocatori e prese di posizione su tutto e contro tutti, Sindaco, Assessori, Consiglieri comunali di maggioranza, compreso il sottoscritto.

Nell’ultimo intervento si pretende il rispetto istituzionale (mi chiedo quando questo sia venuto meno) e si prendono le distanze da un «linguaggio antidemocratico, offensivo e volgare che minaccia il pluralismo e le idee di pensiero», lo stesso linguaggio che consente al PD di definire le azioni dell’Amministrazione «sciacallaggio mediatico», «scene deplorevoli» (v. miserevole, penoso, vergognoso, meritevole di biasimo), «fatto esecrabile» (v. che suscita sgomento e ripugnanza, abominevole, riprovevole, condannabile, deprecabile), etc.

Dunque, per una mia personale comprensione, il gruppo dirigente del PD pretende rispetto istituzionale e non può essere considerato “mediocre”. Al contrario noi che siamo chiamati ad amministrare il paese e rappresentiamo la maggioranza relativa dei cittadini in Consiglio comunale possiamo essere accusati di azioni miserevoli, penose, abominevoli, ripugnanti, etc. Complimenti per la vostra idea di “rispetto democratico”, sicuramente è diversa dalla mia e ne sono orgoglioso.

Quello che emerge è solo la loro profonda rabbia e stizza, che li tiene prigionieri e non consente loro di guardare al futuro. A ciò si aggiunge una pericolosa deriva, inaspettata per una forza politica che dovrebbe essere considerata responsabile e che invece tende a mistificare fatti e circostanze distorcendoli a proprio piacimento o ancora peggio, pur di attaccare l’Amministrazione comunale, arriva a strumentalizzare alla stregua di un Salvini qualunque l’emergenza sanitaria nazionale come quella che stiamo vivendo in queste settimane, mentre il governo chiede la collaborazione e la responsabilità di tutti i cittadini e delle forze politiche.

La mia sensazione è che il gruppo dirigente del PD non riesca a ragionare serenamente sulla propria azione politica e sia in preda all’isteria di qualche suo componente umorale. La dolorosa vicenda della commemorazione e intitolazione del plesso scolastico all’on. Gino Carollo lo dimostra ancora una volta.

All’inizio di quest’anno avevo accolto con entusiasmo la loro proposta di dar corso alla delibera sull’intitolazione dei plessi scolastici a illustri concittadini castelbuonesi. Tra questi in particolare un vincolo affettivo familiare e politico mi legava alle figure dell’on. Pietro Sapienza e dell’on. Gino Carollo. Per questa ragione avevo apprezzato ancora di più la disponibilità del Sindaco ad accogliere quella richiesta.

Non conosco e mi rifiuto di conoscere le ragioni che hanno indotto il PD a cambiare così freneticamente opinione, mi limito solamente ad osservare che una forza politica seria e responsabile non può inseguire l’umore del giorno così come un’Amministrazione comunale non può essere “prigioniera” dei capricci di una forza politica ballerina.

La cosa che ferisce più di tutte è il tentativo goffo di impossessarsi dell’eredità politica, segnale di un’arroganza inaudita. Mi chiedo se non dia più forza al ricordo di un grande uomo e politico un’eredità diffusa, larga, condivisa anziché una inutile ed evitabile speculazione politica?

So bene che nel PD continuano a militare donne e uomini, amici e compagni generosi, a loro riconosco la stessa passione che ha animato il mio impegno politico in questi anni. A loro chiedo di impegnarsi per evitare che questo gruppo dirigente continui ad umiliare la storia e la tradizione di quel partito e della sinistra, un gruppo dirigente pronto a vendersi al miglior offerente e di imbarcare tutto e tutti pur di avere un ruolo e un riconoscimento, un gruppo dirigente che fa dell’autoreferenzialità l’elemento essenziale della sua azione politica, proprio gli stessi motivi che hanno fatto naufragare il progetto iniziale di Andiamo Oltre.

Si pongano i dirigenti del PD poche e semplici domande sul declino di quel circolo, sulla delusione di tanti iscritti e simpatizzanti storici. Non sarebbe utile un po’ di sana autocritica? Se il PD a Castelbuono ha perso la sua centralità non è colpa degli altri, ma il mero risultato delle azioni del suo gruppo dirigente.

Non è un problema di rispetto istituzionale, ma di rispetto umano e politico. Questo è venuto meno nel corso del tempo da parte del gruppo dirigente del PD. Le scelte di campo in politica sono importanti e necessarie, ho sperato fino alla fine di poter camminare insieme su un terreno comune ma mi rendo conto che il percorso tracciato non può essere nemmeno lontanamente condivisibile, e ne prendo atto con grande amarezza.

La mia speranza resta sempre nell’auspicato rinnovamento politico di quel partito, anche raccogliendo i segnali di apertura e inclusione che arrivano dai movimenti e dalla società civile, fino ad oggi rimasti inascoltati.

Fino ad allora non posso fare altro che augurare al PD una buona strada, diversa e alternativa dalla nostra, insieme ai loro nuovi “compagni”. Resta il rammarico per una tradizione e un’eredità politica tradita, ma resta forte in me la volontà di lavorare sempre di più, insieme a chi ci starà, per rilanciare in chiave futura la partecipazione al governo dei processi decisionali di una nuova classe dirigente dell’area progressista castelbuonese.

Andrea Prestianni
Capogruppo consiliare “Democratici per Castelbuono”

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