Another brick in the wall

Riceviamo e pubblichiamo una lettura, finalmente non ovvia né ipocrita, dei fatti tragici di Lampedusa a cura di Sabrina Mediati.

Sono passate settimane (quattro) dal naufragio, uno dei più tragici a parere mainstream, avvenuto alle porte d’Europa. Attualmente gli sbarchi continuano, sia nella SIcilia orientale che nella parte più a sud verso Siracusa e Scicli. I numeri, che hanno ben poco a che fare con le opinioni, parlano di 74 sbarchi a Lampedusa e Catania da inizio anno per un totale di 9 mila persone vive per fortuna. Quindi nessuno scandalo, nessuna sorpresa, nessuna commozione, la quiete prima della tempesta direbbe qualcuno.

Cosa ci ha lasciato in eredità o in memoria, questa ennesima tragedia?

Lo spettacolo della frontiera, ancora una volta come nel 2011, è stato puntualmente messo in atto: un semplice domino di emozioni, rabbie, prese di distanza, opinioni che culminano con i soliti format politici.

Per fortuna, il nostro carissimo giornalettismo all’italiana ha svolto il suo compito: ci ha informati della tragedia quasi in ogni ora della giornata per quasi 6 giorni di seguito, ha scatenato ire da bancone, sorrisi nei bus, lacrime nei divani. E poi? dibattiti, dibatti ovunque: in privato e con te stesso, a tavola davanti alla minestra e lì nel nostro luogo dell’anima (facebook) abbiamo pubblicato 200 post. Possiamo ufficialmente  affermare che ci siamo fatti una chiara idea dell’immigrazione!

Grazie alla “tragedia”, che agli antichi greci serviva a ristabilire un ordine morale e sociale, abbiamo capito che agli immigrati, se va bene (ovvero se arrivano vivi), è d’obbligo l’iscrizione nel registro degli indagati per immigrazione clandestina. Sappiamo pure che l’unica possibilità per oltrepassare il mare e giungere a quella che molti chiamano “Fortezza Europa” è affidarsi alla mafia degli scafisti e che i reali responsabili peraltro raramente li trovi a bordo delle barche stracolme di migranti.

Grazie sempre al caro bombardamento mediatico abbiamo ripulito l’immagine dell’immigrato: ora tutta Italia sa che è un’immagine sempre uguale, generalissima, che mescola “vu cumprà” e albanesi, rumeni ed eristrei. Sono immagini costruite da stereotipi e pregiudizi semplici e talvolta razzisti che da 20 anni sfamano l’opinione pubblica. Si parla con le stesse parole dagli anni novanta sebbene quelle parole (immigrato, clandestino) condensino un ventaglio immenso di persone e situazioni differenti.

Sulle opinioni semplici ci sono state delle parti politiche che hanno costruito la loro militanza xenofoba mentre nel lato opposto (quello dei più buoni come direbbe Gaber) gli immigrati sollevano pietà e forte solidarietà. In più se tutto questo avviene in una piccola isola del Mediterraneo è ancora meglio “la giusta distanza” consente di controllare l’ansia dell’invasione!

Abbiamo capito che i migranti sono persone che scappano da situazioni difficili, che vanno assistiti in un primissimo momento ma l’obbiettivo delle politiche rivolte ai migranti dovrebbe essere quello di rendere indipendenti e non chiudere le persone per anni in centri d’accoglienza.

Abbiamo capito che li chiamano “sans papier” ma i documenti, i passaporti li hanno ma non hanno i visti e in molti paesi è difficile ottenere un visto per tantissimi motivi. La criminalità, quelle della cronoca quotidiana ci entra poco: non sono criminali perchè i veri criminali viaggiano in aereo disponendo di abbondanti somme di denaro.

Gli immigrati non ci rubano il lavoro perchè  quasi nessuno di loro, come fra qualche mese nessuno di noi trentenni italiani, può rimanere in Italia. I migranti infine, per chi si ostina ad associare immigrati/povertà, non sono neanche dei poveracci miseri e parassiti perchè per arrivare nelle coste dell’Europa si deve disporre di qualche soldino (si parla di 1600 dollari americani per gli eritrei), i poveri veri e propri rimangono nei paesi d’origine a farsi sfruttare dalle multinazionali (se sono fortunati).

Tra i migranti, ebbene si, ci sono farmacisti, professori e medici, lo rivela Emergency non la pubblicità!

Ebbene signore e signori, lo spauracchio dell’immigrato clandestino, dopo la tragedia di Ottobre è stato debellato!  La tragedia ci ha insegnato che gli immigrati in realtà non  esistono, esiste l’uomo che si sposta e una legge inefficace che penalizza il viaggio soprattutto quando il viaggio non è una vacanza.

Ma allora gli i migranti siamo noi oggi ma anche ieri e domani, sempre se ci daranno un visto work in Holiday per l’Australia, perchè di rimanere disoccupati non abbiamo voglia.

Sabrina Mediati

 

[Vignetta di Chappatte]

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