Antonio Presti “quasi” assessore. In attesa di certezze su staff, fondi e indipendenza

Nel giro di poche ore potrebbe arrivare la decisione di Antonio Presti sull’incarico ad assessore regionale. Eppure “non si tratta di indecisione – precisano dallo staff del mecenate – ma di condizioni precise dettate in materia di staff, fondi e risorse necessarie, e volontà di mantenere una distanza assoluta dalla politica”.
Di Presti il nostro blog se ne era occupato sia recentemente – in occasione della presa di posizione di Adriana Scancarello (di cui consigliamo di rileggere il passaggio che ne descrive il profilo e la storia, soprattutto in relazione al nostro territorio) in merito alla candidatura al Senato – sia prima, in occasione delle tante e importanti attività culturali realizzate in partnership col Museo Civico.
In attesa di nuove (Crocetta aveva parlato di voler risolvere immediatamente dopo Pasqua) pubblichiamo l’opinione del giornalista Nino Amadore, che sentiamo di condividere.

[IL SUDDISTA] Mi piace veramente assai l?idea di Antonio Presti assessore ai Beni culturali della Regione siciliana. Mi piace tanto perché Antonio è un cultore del bello e ha una storia, come lui stesso racconta in una bella intervista a Livesicilia. Mi piace veramente assai perché Antonio è fuori dalle logiche del potere e lottizzatorie e come lui stesso racconta arriva a quel posto perché ha una storia, perché nella sua vita ha fatto scelte radicali, perché ha donato alla Sicilia ciò che poteva tenere per sé: la ricchezza, il potere, i soldi. E ha ragione quando dubita di fronte a ragionamente gretti e meschini che lo vogliono alla pari con chi è abituato solo a gestire il potere in nome e per conto di altri (spesso). La Fiumara d?arte, l?Atelier sul mare, le iniziative a Librino. Solo chi non conosce Antonio Presti può pensare che il sia l?impegno del?amico di Crocetta e basta. Antonio è un rivoluzionario vero, capace di scelte radicali, teorico di un mondo senza mafia e senza criminalità perché il ?bello ? come lui stesso dice ? è un ostacolo insuperabile per i mafiosi?. E allora la rivoluzione abbia inizio in un ambito come quello dei Beni culturali ingessato e da sempre occupato manu militari dalla politica alla stregua degli ospedali e delle Asl: si mantengono le clientele e si spediscono i nostri beni culturali all?estero nel periodo di maggiore presenza dei turisti in Sicilia. Come se il Louvre spedisse all?estero la Gioconda nel momento di maggiore affluenza. Questo siamo e contro questa logica ci vuole un rivoluzionario vero.