Appello ai Castelbuonesi per una “Coscienza Generazionale”

Gli spazi per dibattere della cosa pubblica non si sono estinti, ma sono pi? volatili, pi? eterei e provare a fare ragionamenti, che portino a soluzioni reali, pu? risultare difficile soprattutto se non si ha una platea di confronto stimolante.

Castelbuono.org permette di ridurre alcune di queste “distanze” e di contribuire alla crescita della nostra comunit? anche concedendo spazi ad interventi, spero non fuori luogo, ma forse ?fuori tempo? come quello che seguir?.

Il mio ? un appello. Proposte di idee ma anche di azioni.

La mia modesta esperienza mi racconta di vite di giovani Castelbuonesi divise fra lo sforzo di finire gli studi e quello di far nascere e vivere la propria impresa, fra il coraggio di emigrare e quello di restare, fra le difficolt? di diventare un professionista affermato e il silenzio del lavoro in nero e sottopagato.

L’insieme di queste ed altre situazioni rappresenta una realt? che a volte sembra distante da noi. Una realt? paradossalmente invisibile che non riusciamo a far emergere poich?, secondo il mio parere, manca una ?coscienza di classe generazionale?. Qualcuno ci ha definito la ?generazione del disincanto? e non a tutti i torti.

Sia chiaro, quando scrivo ?noi? mi riferisco agli stessi attori, mi riferisco a questa classe di generazioni, fra i venti e i trentacinque anni, orfane di utopie ma ricche di idee.

Il virus dell’antipolitica ha infettato la societ? in genere, allontanando maggiormente i giovani dalla politica e peggio ancora dalle istituzioni. Ho riscontrato questo dato nella mia esperienza da assessore e continuo a riscontrarlo tutt’ora. In genere si ha una percezione della cosa pubblica e della politica come ostacoli alle proprie volont?, ai propri progetti e ai propri sogni.

Credo in realt? che manchi alla nostra classe generazionale la capacit? di fare blocco sociale, di fare massa critica, di essere soggetto protagonista propositivo nella nostra comunit? e di questo, in onest?, non se ne pu? incolpare del tutto la politica o i politici che fin qui hanno guidato le amministrazioni.

C’? bisogno di superare lo scoramento che ? dato dall’insieme delle incertezze sul futuro e dal suo precariato e di ammettere onestamente che questa classe generazionale non sa tirare fuori il ?coraggio collettivo? di fare le scelte per la nostra comunit? in prima persona. Troppo facile nascondersi dietro il gioco della critica fine a se stessa.

Chi mi conosce sa che in politica sono sempre stato schierato e diretto, della politica non mi sono mai piaciuti i teatrini e i balletti della stessa. Dir? quindi una cosa chiara: le prossime elezioni comunali devono segnare per questa “classe generazionale” un nuovo impegno, un patto con noi stessi e con il nostro paese, un patto per dire che non saremo indifferenti ma che saremo partecipi, protagonisti, sicuri del fatto che possediamo vissuti personali, esperienze professionali e capacit? intellettuali per fare bene alla nostra collettivit?.

Ma non mi dilungo, vado alle idee, alle proposte. Poche cose per iniziare, il resto verr? se questo appello avr? seguito.

Chiedo e propongo ai ragazzi e alle ragazze dai 18 ai 35 anni di:

1)?aprire uno spazio di confronto reale e di autoconvocarci in un’Assemblea Generazionale per provare a discutere sui temi e sui problemi che viviamo nella nostra comunit? provando a individuare NOI le soluzioni.

2) costituire uno strumento di informazione e confronto costante (anche virtuale).

3) creare uno spazio informativo informale, gratuito, facilmente accessibile, di semplice utilizzo che garantisca a chi ne faccia richiesta l?anonimato, dove l?utente possa trovare ascolto e informazioni tramite suppor ti informatici o cartacei su tutto quanto gli possa essere utile e interessare (diritti, doveri, accesso al lavoro, consulenza per la formazione del lavoro, spazi a favore dei giovani, prevenzione, tempo libero, colonie e campi di vacanza, au pair, monitori, volontariato, sessualit? e affettivit?, lotta alle dipendenze, alimentazione, borse di studio, ecc.).

Tre piccoli semplici passi. Siamo ?costretti? dalla storia che avanza ad aprire il confronto sul nostro futuro e su quello di Castelbuono, con gli amici, con le loro comitive, nei posti di lavoro, nelle scuole e nelle piazze. L’indifferenza deve essere sostituita con il coraggio e la voglia di partecipare. Di decidere noi se e quando sar? il momento di prendere in mano il testimone della storia per ?governare? i processi storico-politico-economico e sociali di Castelbuono.

Altri prima di noi l’hanno fatto e ci sono riusciti. I risultati sono sotto il giudizio libero di ogni cittadino ed ? ora, secondo me, di passare da cittadini che giudicano a cittadini che si faranno giudicare.

Giuseppe Genchi

 

 

 

20 Commenti

  1. Caro Peppe io sono d’accordo con te! E ti appoggerei pure! Se e solo se questa iniziativa fosse totalmente apartitica e abbracciasse la volont? di tutti, per l’interesse di tutti i castelbuonesi! E ripeto lontano dalle influenze partitiche di destra e di sinistra!

  2. Caro Daniele, mi conosci e sai come la penso. Comprendo che nelle dinamiche locali la stima e la fiducia esulano dall’appartenenza degli schieramenti politici. Ma sono sicuro che converrai con me che la condivisione di alcuni valori ? essenziale. ?Le politiche liberiste nel mercato del lavoro di questi anni hanno prodotto “generazioni senza futuro” ed io credo che per stare insieme bisogna almeno condividere la critica a questo sistema. Altrimenti verrebbe meno a mio parere, lo scatto d’orgoglio che questa generazione deve avere. Stare insieme solo perch? abbiamo omogeneit? anagrafiche non conta se non sappiamo identificare un modello di comunit? a partire da valori comuni.

  3. Appunto perch? ti conosco so che se si rimane comunque nel recinto delle proprie i dee non si va da nessuna parte! Bisogna saper criticare anche la propria fede! Soprattutto se quest’ultima ti ha delusa. Rompiamo gli schemi, abbracciamo il bene assoluto per tutti. La visione del mondo non ? solo di destra o di sinistra! Il modello deve essere il cittadino fine a se stesso! Il bene del medesimo e della comunit?! Almeno io ormai la vedo cos

  4. Per Anonimo: di solito chi nasconde la propria identit? non nasconde solo quello. Ma sarebbe giusto ricordare che le prebende di cui si parla io vi ho rinunciato per motivi che ho ritenuto pi? importanti. Non mi ritengo quindi uno in cerca di prebende ma in cerca di aprire uno spazio politico e di confronto.
    Sarebbe bello se Lei facesse lo stesso. Ovviamente a “viso scoperto”.?
    Colgo comunque l’occasione per ringraziare quanti privatamente mi hanno espresso il loro giudizio positivo sulla mia proposta.?
    A breve ci saranno importanti aggiornamenti.

  5. grande peppe,bravo daniele,fuori luogo l anonimo,che magari sara anche amico di qualche politico castelbuonese che da 30 anni se la spassa a spese nostre.gente e giovani come a peppe sarebbere utili e importantissimi per il bene della nostra comunita,ma non vengono capiti e sono troppo puliti per svolgere il propio lavoro senza essere condizionati da forze maggiori.in bocca al lupo per l iniziativa a tutti noi che vi parteciperemo

  6. In bocca al lupo davvero. L’iniziativa mi pare sacrosanta e opportuna anche nei tempi. Peraltro il tema mi ? caro anche perch? sono stato recentemente indicato dal sig. Romeo – sull’ultimo numero de Le Madonie – come esemplificazione di una rottura generazionale praticamente insanabile. Analisi che in parte condivido (anche se lui circoscrive il problema al fatto che non ? stata adeguatamente tramandata tutta la sua magnificenza) ma ritengo recuperabile. Quantomeno per noi (dei “18-35” anni) nell’evitare di “restare inespressi” e vittime di quell’apparente distacco figo scelto, ad esempio, da chi ha solo qualche anno pi? di noi. Un’intera generazione che non si ? sporcata le mani…

    Io ci sono (ma fino ad un certo punto).?
    Sicuramente offrendo in pieno il blog, anche con una sezione specifica o in altre modalit? che torneranno utili al dibattito.

    Una sola richiesta: cerchiamo di evitare il pi? possibile il termine Giovani, che altrimenti si rimane come spesso le Donne in politica: bandierine vuote, schemi mentali utili a continuare con l’autoconfinamento che fino ad adesso – tranne rare eccezioni – ci meritiamo.

  7. Compagno Peppe Genchi,
    non solo condivido la tua iniziativa ma laddove dovesse servire anche un luogo fisico sono a Nostra disposizione i locali della Camera del Lavoro come gi? lo sono, gratuitamente, per il Circolo della Sinistra Giovanile e 2 Associazioni culturali che fanno teatro.
    Un vecchi saggio cinese dice che ?quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento?; la Nostra generazione, sotto il ricatto di qualche prebenda, non ? libera di costruire mulini a vento e continua, purtroppo, ad aiutare chi, costruisce muri, per salvaguardare nel sistema devastato dal berlusconismo (che ? cosa diversa di Berlusconi), il proprio interesse e le proprie piccole ambizioni di potere (tutte le ambizioni sono legittime in ogni caso).
    Ma sar? ineluttabile il cambiamento non certo col ?renzismo ? che si alimenta in una logica ?levati tu ca mi ci metto io? ma in una generazione che con la partecipazione, LIBERA dal ricatto della prebenda ed autonoma nel pensiero e nell?azione, avr? il talento, la voglia e il coraggio di costruire il proprio futuro partendo dai luoghi di lavoro, dove c?? il dramma dei colori che il lavoro assume dal ?nero? al ?bianco? passando per ogni tonalit? dell?iride. E la mia preoccupazione ? che questa generazione potrebbe anche non essere la Nostra.
    Ma chi sapr? interpetrare il cambiamento vincer? nella Societ? e nelle elezioni a Roma, in Sicilia e a Castelbuono; e mi auguro che ad interpretare il cambiamento a Roma , in Sicilia e a Castelbuono sia il Pd e il centrosinistra nella sua interezza.
    Proponi delle azioni, che condivido, ma rilancio con altre azioni:
    – partecipazione alla manifestazione del Pd a Roma il 5 novembre (come Segretario del Circolo tematico dei Forestali di Palermo sono disponibili tutti i posti necessari per partire con il treno speciale – quota partecipazione 10 euro);
    – partecipazione alle iniziative di lotta della CGIL e/o della Confindustria visto che ci accumuna, ?bizzarramente?,lo stesso giudizio su questa fase politica (dove sono CISL e UIL???);
    – organizzazione di una iniziativa di contestazione al Ministro On. Saverio Romano che il 28 ottobre far? passerella a Castelbuono; tale contestazione non tanto e non solo per la questione morale ma perch? esponente del Governo pi? siciliano della storia (Schifani, Alfano, Miccich?, Romano, Prestigiacomo) ma pi? antisiciliano della storia per quanto concerne le politiche (ricordate vicenda fondi FAS con Berlusconi che disse testualemente ?Non d? i fondi FAS alla Sicilia perch? verrebbero usati per pagare i forestali? e non li ha ancora dati?).
    Devo dire che ? ?curioso? vedere il Ministro On. Saverio Romano in passerella a Castelbuono quando il Pd in Parlamento, compatto, ha votato per il suo arresto ed all?ARS, con il coraggio del Gruppo Parlamentare del PD guidato dal Compagno Cracolici, ? stato messo all?opposizione insieme a Schifani, Miccich?, Alfano and company.
    La partecipazione, dunque, come atto di resistenza e cambiamento al berlusconismo che cova dentro ognuno di Noi.
    L?appartenenza non ? un limite se integrata con la capacit? di includere e non di escludere perch? la pensi diversamente da me e per questo sei contro di me e contro le mie ambizioni.
    Buon lavoro.

  8. “Si inizia un giorno a esser rivoluzionario e non si finisce pi? di esserlo, perch? ogni giorno la conoscenza si arricchisce, le idee si chiariscono, lo spirito si rafforza e nessuno pu? dire che era pi? rivoluzionario ieri di oggi o che domani sar? meno rivoluzionario di oggi”, cos? scriveva Fidel Castro……Dimenticava, il buon Fidel, di scrivere che vale per quelli che vanno dai 18 ai 35 anni. Ma lui non aveva la “coscienza di classe generazionale”. Noi s?. Grazie Genchi

  9. Il contesto nel quale ci troviamo a ragionare – che non credo richieda uno stato di mobilitazione permanente (anche se forse una rivolta potrebbe essere necessaria) n? un?ascesa di un supergiovane, richiede certamente una presa di coscienza generazionale ma nell’incontro dei rispettivi punti di vista.?Riflettiamo sull’importanza che hanno i giovani nelle associazioni culturali, nelle organizzazioni legate alla innovazione o alla ricerca (spin-off, aziende di servizi informatici o web o ad elevata professionalit?), in questi settori ove vige un’unica regola per andare avanti: fare e bene. Viene premiato il merito, la capacit?, la competenza specifica.Invece in una Nazione, un esempio per tutti, in cui il primo requisito di un curriculum, specie per le donne, deve essere nell’ 80% dei casi la bellezza fisica, porta a credere che sia necessario un cambiamento nei modelli di riferimento. ?La lunga transizione dei giovani verso l?et? adulta ? stata scambiata per patologia da curare senza che vi fossero margini per la loro promozione come risorsa. Cosa voglio dire: nel campo del lavoro assistiamo da decenni a decantazioni in stages o progetti formativi banditi da tutte le organizzazioni pubbliche esistenti sul suolo italiano a beneficio di aziende o degli stessi enti (ministeri, comuni, tribunali etc?): questo ha comportato un salto, un vuoto o in alcuni casi un blocco delle professionalit? e delle competenze pratiche da acquisire o nella impossibilit? concreta di mettersi alla prova. Inutile dirlo, ma pi? si va avanti in questa direzione e pi? si rischia di allargare questo divario e di ipotecare il futuro delle nuove generazioni.?Oltre alla critica ad un sistema economico in cui la finanza, attraverso l’indebitamento privato, ha creato l’illusione di sopperire alle disuguaglianze sociali, ? necessario condividere un secco BASTA all’attuale sistema di rapporto tra formazione e lavoro e collateralmente pretendere un cambiamento circa la qualit? del lavoro e la precariet? dello stesso.?L?attualit? richiede un cambiamento culturale, un intervento politico ragionato cui ognuno trova le ragioni nella propria storia personale.?Cambiamento, sviluppo e innovazione sono determinati da una pi? ampia e qualificata partecipazione e occupazione dei giovani: essere esclusi non significa solo non poter ricevere qualcosa ma anche e soprattutto essere nell?impossibilit? di dare qualcosa. ?i giovani devono poter esercitare fin da ora un?influenza sulle decisioni e sulle attivit? e non unicamente ad uno stadio ulteriore della loro vita?.Infine la partecipazione ? momento fondamentale per educare ad una responsabilit? matura. Questo ? possibile quando si dispone della possibilit? effettiva di esercitare un potere sulle articolazioni della comunit?. La partecipazione dei giovani – su problemi specifici del vivere comune e in percorsi dove anche gli adulti sono implicati – deve consentire loro di sviluppare un ruolo incisivo in progetti e decisioni le cui attivit? e i cui effetti hanno valenza pubblica se si parla di istituzioni o l’accesso a cariche di responsabilit? se si parla di lavoro privato. ??

  10. Concordo. Il fatto che certi fermenti ci siano nel periodo pre-elettorale ? normale: ? un momento in cui tutti si pongono domande e pensano alle prospettive future.
    Unica critica: attenti a parlare di categorie come i giovani tra i 18 e 35 anni..altrimenti la prossima volta i giovani saranno tra i 18 e i 40. …e io li ho superati comunque. In tutti gli altri Paesi si ? giovani fino a 26…o fino a 80

  11. Concordo con le analisi fatte fin qui.
    E’ chiaro che non verr? appeso un cartello ” non sono graditi over 35″ ma si parte dalla considerazione che le problematiche per queste fasce di generazione sono pi? omogenee.
    Molti dei ragazzi che hanno in linea di principio aderito all’appello, spingono per organizzare un incontro entro fine ottobre. Propongo domenica 23 ottobre. Su orari e luogo ci mettiamo d’accordo in seguito.
    Per anonimo: il tuo anonimato parla da se. (Grazie comunque per il tuo contributo)

  12. Caro Genchi, non riesci a commentare nemmeno una frase di Fidel Castro perch? ? riportata da un anonimo infingardo? ( infingardo agg. [affine a infingere, con suffisso spreg.]. ? 1. ant. Che s?infinge, che simula, quindi falso, mentitore, o anche, riferito a cose, ingannevole, illusorio. 2. Di persona che, per cattiva volont?, fugge ogni fatica, ed ? molto lenta e pigra nell?operare; fannullone, poltrone: essere, mostrarsi i.; servi, soldati i.; spesso sostantivato: ? un i., ? un branco d?infingardi. In usi estens., pigro, indolente, apatico: animo i., mente i., addormentarsi in una i. inazione. ?) Suvvia, un poco di sana ironia non guasta. Ti vedo gi? Sindaco del post Cicero Che dirti: hasta la victoria siempre!
    (Peccato che questo “contributo” lo leggiamo solo io e tu!!!)

  13. E io, invece, scrivo di “giovani” in quanto essere tali ? un indimenticabile appuntamento con la vita. Se scrivo, tuttavia, di giovani, beh . . . devo scrivere anche dei “vecchi” come me (72 e “u zuz?”). Cosa importa, vi chiedo e mi chiedo, eseere giovani o vecchi quando la pulsazione della vita ? sentita e vissuta come deve essere ? Oggi il neo-presidente della BCE e ancora presidente della BdI, Mario Draghi, ha detto: “Senza giovani non si cresce”. Ha inventato l’ acqua calda ! E allora, giovani e vecchi, riprendiamoci l’ Italia e Castelbuono e mandiamo a dire ai politicanti che la malapolitica sono loro e che la POLITICA siamo noi. Si, proprio noi con i nostri sani principi a connettere i valori fondamentali democratici (dignit? umana, libert?, ugualianza, giustizia sociale), i valori morali (individuali, sociali, ecologici), i valori economici (economia ecologica e sociale di mercato/libert? contrattuale, lavoro/commercio, valore dei beni). E allora soffermiamoci a considerare per un momento la nostra “humana conditio” vacillante tra distruttivit? e emancipazione e, guardando in avanti, proponiamoci di incominciare a cambiare quel che che c’ ? da cambiare in noi stessi, prima, per cambiare quel che c’ ? da cambiare negli altri, poi. Incominciamo da Castelbuono trasformandoci in una “pressure group” che incalza la malapolitica per farla diventare POLITICA. Che ne pensate ?

  14. Caro Orphys, purtroppo devo dire che la generazione dei forestali ha contribuito moltissimo alla crisi dei giovani siciliani. Per quanto riguarda sindacati, mi sembra abbiano sempre agito a favore dei nostri “padri” ed anche loro ci hanno messo del loro nel creare questa situazione di m….. Io spero vinca la sinistra (ecologia e libert?) a livello nazionale, ma bisognerebbe rottamare molti vecchi leader.

  15. Ogni singolo e ogni persona deve trovare fiducia in se’ e nell’altro. Rimboccarsi le maniche e fare passi concreti. Cominciando a misurarsi sul fare.?Sono tante le intelligenze che noto e anche l’entusiasmo e l’energia nell’indole di molti. Facciamo in modo che ?esplodano con forza.Ai giovani e ai meno giovaniA chi sa coltivare il sogno in un futuro migliore e a chi vuole spendersi per il bene comune…regalo la splendida luna di questa serata.

  16. ?Io non ero informato della “passerella” di Romano a Castelbuono! Ma sono d’accordo per un eventuale contestazione! Un ministro salvato dalla casta, (indagato dalla Procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Nel luglio 2011 il Giudice per le indagini preliminari chiede l’imputazione coatta di Romano e conseguentemente la Procura di Palermo ne chiede il rinvio a giudizio, in quanto secondo i PM:”Nella sua veste di esponente politico di spicco avrebbe consapevolmente e fattivamente contribuito al sostegno ed al rafforzamento dell’associazione mafiosa”.Nel 2009, il testimone di giustizia, dichiarante di mafia, Massimo Ciancimino (figlio dell’ex sindaco mafioso Vito Ciancimino) lo accusa di avergli pagato tangenti per 100 000 euro per questo ? iscritto nel registro degli indagati della DDA di Palermo per concorso in corruzione aggravata dal favoreggiamento di Cosa Nostra assieme ai politici dell’Udc Tot? Cuffaro e Salvatore Cintola e del Pdl Carlo Vizzini. L’accusa della Direzione Distrettuale Antimafia ? fondata su delle intercettazioni tra Romano e l’avvocato Gianni Lapis, prestanome della famiglia Ciancimino.Nelle motivazioni della sentenza con cui, nel febbraio 2011, i Giudici della Corte Suprema di Cassazione hanno condannato Tot? Cuffaro per favoreggiamento aggravato nei confronti di Cosa Nostra, Saverio Romano viene coinvolto in merito ad un incontro tra lo stesso Romano e Cuffaro con il boss Angelo Siino, soprannominato il ministro dei Lavori pubblici di Cosa Nostra, per chiederne il sostegno elettorale in occasione delle elezioni regionali siciliane del 1991.Nel settembre 2011 anche il pentito Stefano Lo Verso accusa Romano di essere legato alla cosca mafiosa di Villabate. Fonte Wikipedia) del quale vorrei che non mettesse piede a Castelbuono. Vabb?! Ma dopo Sgarbi e altri eccellenti nomi…. Tanto si sa! Noi siamo il paese del “Gattopardo” -“Tutto cambi per restare uguale!”-
    Tanto fanno sempre comodi st? pezzi da 90! Ehhh! Si avvicinano le elezioni……

  17. Quando ho letto l’invito di Peppe che inca targato nella sua nota su Facebbok, mi e’ piaciuto il voler mettere in discussione un periodo, secondo me troppo lungo, in cui a Castelbuono non ?si e’ fatta politica. Perch? a Castelbuono la politica non si fa pi? da anni. Questo il dato, per me, assolutamente positivo. La cosa che non mi piace molto e’ stereotipare la cosa coinvolgendo solo i giovani…credo che ognuno di noi conosca persone che ?avrebbero ?voglia di dire la loro, e l’eta non e’ mai un limite a questo. Molti non si ritrovano nei partiti anche ?se ? a Castelbuono partiti non ce ne sono, per cui non limitiamo questo momento ad un ciclo , quello dei 18/35 che di per s’? e’ un limite. Il confronto, io credo si tale, se lo si fa con chi ha cose da dire, non esibendo un determinato anno di nascita…Ad Maiora

  18. Ho l’ impressione che dei tanti aspetti trattati pochi hanno a che vedere con iniziative concrete di lavoro. Non metto in dubbio che si tratti di considerazioni talune pertinenti e necessarie, tuttavia le finalit? dell’ iniziativa devono essere altre: 1.: Promuovere lavoro e occupazione; 2. Pungere la malapolitica a tutti i livelli sollecitandola a darsi un habitus di buonapolitica; 3. Salvare Castelbuono dal degrado edilizio introducendo nel dibattito propositi nuovi sulla qualit? della vita (QdV) in termini di ecologia, sostenibilit?, traffico, abbandonare la ristretta localista visione dei problemi coinvolgendo tutti i Comuni del Comprensorio i cui Sindaci dovrebbero incontrarsi a scadenze pre-calendarizzate per discutere chiari ordini del giorno; fare cultura vera, etc. Insomma, uscire dallo schema gattopardesco di voler cambiare tutto per non cambiare nulla.

  19. Sulla “generazione del disincanto” sono pienamente d’accordo. Ma il punto, in realt?, non ? nemmeno questo. Voglio sperare che nel futuro del nostro paese non ci siano solo slogan e promesse, personaggi pi? o meno famosi che ci raccontano la rava e la fava, mentre il paese ansima e precipita. Buone intenzioni e cattive abitudini. Grandi idee, ma nessuno in grado di realizzarle…?Al paese non serve una nuova politica. L’ennesima nuova politica. Fatta magari da figure nuove, ma che sono identiche a quelle vecchie. Fatta con modalit? pi? o meno diverse, ma in fondo sempre nello stesso modo. Al paese serve una politica nuova. Con modi, mezzi e strumenti completamente nuovi. Con nuove persone, magari, ma soprattutto con abitudini e comportamenti completamente nuovi.?Insomma:.. deve cambiare tutto. O quasi… E non ? una questione anagrafica, legata al nome o all’et? dei papabili nuovi candidati: ? una questione strutturale, legata soprattutto al sistema politico vecchio.I vecchi trucchetti che hanno fatto la storia ed il successo del nostro paese, non sono pi? buoni, non funzionano pi?. Non servono pi?. Ma oramai si sono talmente cristallizzati, e profondamente radicati in abitudini divenute oramai prassi comune, che non si pu? ?credere di doverli estirpare uno ad uno. Scovarli uno ad uno. E sconfiggerli uno ad uno. Serve una pulizia generale. ?

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