Arriva la condanna all’ergastolo per il primario della “clinica degli orrori”.

La procura di Milano ha dato il primo ergastolo ad un medico, nella storia della nostra Repubblica, per reato commesso nell’esercizio della sua professione. Il condannato è Pier Paolo Brega Massone, ex primario di chirurgia toracica della clinica Santa Rita di Milano. Ha commesso 4 omicidi volontari e tante altre follie in quella che i giornali hanno ribattezzato la “clinica degli orrori”. In pratica, falsificava le cartelle dei pazienti, effettuando delle operazioni chirurgiche ingiustificate, con il solo fine di ottenere i lauti rimborsi dal servizio sanitario della regione Lombardia. Con questi interventi inutili, sono morte 4 persone, 2 uomini e 2 donne, tra i 62 e gli 89 anni. Tante altre hanno rischiato di morire e sono rimasti lesionati. Il medico non si fermava nemmeno di fronte a malati terminali, ne martoriava i corpi e attuava delle vere e proprie mutilazioni. Assieme a Brega Massone, sono stati condannati i due medici che lavoravano in equipe con lui, Fabio Presicci e Marco Pransera, rispettivamente a 30 e 26 anni; così come i due anestesisti Giuseppe Sergio di Terlizzi e Gianandrea Bona e l’infermiera Enza La Corte, a un anno e sei mesi. In più, i condannati dovranno risarcire i familiari delle vittime con 100 mila euro, i familiari dei pazienti lesionati e la regione, L’ASL e le associazioni dei medici, costituitisi parte civile al processo. In tanti, dopo la sentenza di ergastolo, si sono stupiti perché sembra un provvedimento eccessivo, specie dopo che la prima parte del processo aveva punito il chirurgo con pene decisamente più lievi, anche per vizi di forma processuali. A me invece l’ergastolo pare del tutto appropriato. Oltre ad aver provocato la morte di 4 pazienti, c’è l’aggravante del fatto che il medico è una figura stimata e fidata, un parere di cui ci si fida. Immaginate questi vecchietti che entrano in clinica per un controllo di routine e gli viene diagnosticato un malore molto grave, che richiede un intervento urgente. Non potranno mai e poi mai sospettare che sia tutta una farsa, finalizzata alla truffa del sistema sanitario. Tra le dichiarazioni che mi hanno colpito di più, quella di un signore di circa sessant’anni che, ricoverato per un piccolo problema alla schiena, si è risvegliato senza un polmone. Senza nemmeno essere stato avvisato, è stato operato d’urgenza per un tumore (inesistente, è chiaro) ad un polmone. Il paziente si è insospettito perché, nonostante l’età, giocava regolarmente a calcetto una volta a settimana e faceva immersioni subacquee.

Per questa settimana è tutto, appuntamento a giovedì prossimo.

“Oltre Fiumara. Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.”