Articolo sul viaggio in Spagna della banda “G. Verdi” di Castelbuono

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E’ un piacere condividere con tutti l’articolo che Matias Lopez Lopez, professore di filologia latina all’Universit? di Lleida, ha pubblicato sul quotidiano spagnolo “La Manana”, in seguito al viaggio della banda “G. Verdi” di Castelbuono proprio a Lleida e tradotto dal caro Nicola Barreca. Li ringraziamo ancora di cuore per tutto quello che hanno fatto per noi.

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Io c?ero

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Molto spesso, le feste sono come il calcio:? il ricordo dell’ultimo goal ? l?unica cosa che conta. Molto spesso, le feste sono come l’amore:?il ricordo dell’ultimo bacio o dell’ultimo barlume d?avventura si porta via il ricordo di tutta la storia che forma parte di noi stessi e senza la quale non saremmo arrivati fino al punto in cui siamo. Per questa ragione precisamente, la festa ? festa:? il concerto di oggi cancella le tracce di quello di ieri, cos? come domani le lampadine spente ci riporteranno ai nostri discorsi quotidiani e, come in una sottile nebbia, ci sembrer? quasi un sogno che ci siano stati momenti da ricordare. Niente possiede il dono dell?eternit?:?la vita, per cominciare, ? peritura.

Ma, parafrasando il titolo di un film che ? uscito nelle sale cinematografiche nel 2008, una banda ci ha visitato. ? stato cos? bello e cos? innovativo che un impellente impulso storiografico esige che resti traccia di quanto accaduto. Sabato 26 e domenica 27 settembre la Banda siciliana dell’Associazione “Giuseppe Verdi” di Castelbuono (Palermo ? Italia) ? stata a Lleida in occasione delle Feste d?Autunno;? ed ? stata un?apoteosi. Bene:? il 26 ha dato un concerto sinfonico – insieme all’encomiabile Coro “Sant Miquel” – ed il 27 ci ha donato (vero e proprio regalo, un atto d?amore) una sfilata musicale per le strade e piazze dell’Asse Commerciale della citt?;?ma questo non ? stato tutto:? venerd? 25 ? arrivata ed ha provato, e quel pomeriggio i suoi musicisti hanno compreso che nell’Auditorio?”Enric Granados” le conquiste non avvengono per automatismi da funzionari, bens? per un atto di generosa donazione e di sincera implicazione con l’arte (che ? la stessa cosa che l’anima), e fino a tal punto questa verit? ? solida che loro, “musicisti di paese” che chiss? come sono arrivati nella remota Ilerda sfidando tutte le previsioni, ci hanno servito su un vassoio d?oro la riflessione su quanto sia conveniente per la citt? che vi sia un “ricambio d?aria” nei corridoi chiusi del ‘questo ? mio’; ma neanche questo ? tutto:? gioved? 24 la Banda ? sbarcata tra noi – dico bene:? ? sbarcata -, perch? la maggioranza dei suoi strumenti e delle sue divise e dei suoi simboli e dei suoi omaggi e di altrettante sorprese che portava nel cuore avevano intrapreso un viaggio da Palermo fino a Barcellona addirittura in nave (in italiano si dice ?con la nave?:? suona poetico ed avventuroso, quasi epico, ma d?altronde la “Giuseppe Verdi” non era disposta a svolgere un mero tramite, bens? si era preparata – come lo facevano gli antichi idealisti ? a conquistare un luogo, questo luogo, Lleida).

Pertanto, con la degna partecipazione del Coro “Sant Miquel”, anch?esso costituito per un atto d?amore solo per l’evento musicale del 26 settembre, la Banda “Giuseppe Verdi” ha dato una doppia magistrale lezione d?onest? qui, a Lleida.

Il concerto all’Auditorio ? stato straordinariamente brillante:?chi ha ascoltato quei pezzi del repertorio classico italiano di ogni tempo ha avuto l’opportunit? di assistere, sotto l’esperta e sensibile battuta del Maestro Enzo Toscano, ad una vera esibizione di sonorit? coraggiosa e compatta, ricca e debitamente sfumata;?a mio giudizio, e senza voler sminuire il resto del programma presentato, va sottolineata l’interpretazione di Etrusca, opera frutto del coraggio dell’ispirazione del direttore musicale della “Giuseppe Verdi”, il gi? citato Enzo Toscano. Gli artisti che hanno formato parte del progetto non dimenticheranno mai il post-concerto:?per una logica ben comprensibile ed allo stesso tempo voluttuosa, l’alto grado di responsabilit? e di sana tensione amorosa che le parti avevano liberamente contratto sono sfociate in una catarsi ad esse direttamente proporzionale, cio?, in una magnifica cerimonia delle emozioni.?Ci vorr? molto tempo prima che i camerini dell’Auditorio tornino a rivivere un simile spettacolo di promiscua allegria (siciliani cantando La Puntaire, catalani cantando Sicilia bedda…; non dimenticher? facilmente le lacrime commoventi del pi? veterano tra i membri della Banda “Giuseppe Verdi”, un simpatico ? e, certamente, competente – musicista di flicorno baritono che da un angolo osservava discretamente e con certa curiosit? quelle esternazioni d?allegria…: ? evidente che si stava godendo il delizioso frutto di una gigantesca scommessa collettiva vinta).

La presenza per le strade della Banda “Giuseppe Verdi” la domenica pomeriggio ha costituito poi un vero sfoggio d?autenticit? in molti sensi. Una banda acquisisce la sua vera dimensione – il suo pi? alto significato – quando, senza sotterfugi e senza pregiudizi, ?feconda? con le sue marce e con le sue melodie la moltitudine che l?attende. Per tale ragione e per nessun altra, per il suo assoluto dominio della sfilata, la Banda “Giuseppe Verdi” ? un’eccellente banda;? ha cominciato il suo giro alle sei di pomeriggio presso la Cattedrale Nuova davanti ad un pubblico di dieci o dodici persone alquanto sorprese, e da l? fino alla Piazza di Sant Francesc v?erano gi? ai suoi piedi varie centinaia di devoti ammiratori -ed il dato ? eloquente-; dopo, ? stato un vero delirio:? gli applausi ed i saluti entusiasti d?affetto da entrambi i lati delle strade, l?esaltante recital in un bagno di folla – soprattutto nella sua parte finale – nello scenario della Piazza Sant Joan, l’arrivederci -cos? difficile da realizzare, quasi alle dieci di sera nel posto da cui si era partiti- (cio? quattro ore dopo il verde di partenza?). Una banda di musica ? esattamente questo:? una formazione che, con buona intonazione, con nobile sonorit? in tutte le sue sezioni, con un repertorio specifico che non sente la mancanza della solennit? di una sala da concerto, va incontro alla gente per far direttamente l’amore con essa;?insomma, una buona banda non esige dalla gente n? silenzio, n? il prezzo d?un pedaggio specifico, n? un livello di comprensione determinato. Indubbiamente ? possibile che una banda che suona bene per strada lo faccia anche in un teatro!: la Banda “Giuseppe Verdi” di Castelbuono l’ha dimostrato abbondantemente a Lleida;? ci? nonostante, che nessuno sia tratto in inganno:?sono abbondanti le perversioni, come quella che si ostina a voler fare d?una banda un’orchestra senza che arrivi ad essere n? l?una n? l?altra.

? difficile, molto difficile, riportare nella cronaca quello che abita negli interstizi dei sentimenti pi? profondi. Una banda in carne ed ossa ci ha visitati:? benvenuta! La mia gratitudine – e quella di molti dei miei concittadini – ad Enzo Toscano ed alla sua coorte di spiriti puri;? la mia gratitudine al combattivo Coro “Sant Miquel”, alla splendida direttrice di voci Agn?s Sell?s ed alla squisita Direzione dell’IES “Josep Lladonosa” (alla testa della quale, il mio affettuoso compagno di studi universitari Xavier Sol?); la mia gratitudine all’amico fraterno Nicola Barreca ed alle sue titaniche capacit? intellettuali;? il mio pi? leale riconoscimento alla Paeria ed all’ottimo funzionamento del suo IMAC:? al Sindaco ?ngel Ros, all?Assessore Montse Parra, a Llu?s Sanmart?n, a Ram?n Calder?, a Tonet Rufi?, a Pau Plana;? la mia strizzata d’occhio di complicit? alla Direzione dell’Auditorio “Enric Granados”: a Puri Terrado, a Salvador Capdevila, a Ferran Mas;? il mio cordiale abbraccio al buon amico Albert Hortal;? ed i miei baci – che sono casti – per Meritxell Nus, della cui implicita grande eleganza ci siamo nutriti per la presentazione della serata nell’Auditorio. ? da ben educati essere riconoscenti;? e che consti nei Verbali:? non si nasce ‘ben educati’, ma bisogna cercare di esserlo costantemente giorno dopo giorno.

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Mat?as L?pez L?pez

(Professore Titolare di Filologia Latina, UdL)????????????????????????????

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