Assenteismo. Interviene il sindaco Cicero

Sulla vicenda balzata agli onori della cronaca, non solo regionale, relativa alle indagini e alle misure cautelari legate ai casi di assenteismo dal posto di lavoro, è arrivato il commento del sindaco di Castelbuono Mario Cicero:

«Io nel 2016 non ero in carica quando sono iniziate le indagini. Già da questo pomeriggio, quando sarà notificato il provvedimento al Comune, farò tutto quanto previsto dalla legge in questi casi che sono dolorosi per tutti. Valuteremo di costituirci parte civile. Questi comportamenti non sono tollerabili .

Successivamente su Facebook: “L’Amministrazione adotterà tutti gli atti amministrativi di competenza per difendere la propria immagine.Nel pieno rispetto dell’attività giudiziaria avviata dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese nonché di quella investigativa dei Carabinieri, l’Amministrazione comunale auspica che i dipendenti coinvolti in questa triste vicenda che ha colpito il Comune di Castelbuono possano dimostrare la loro estraneità ai fatti. L’Amministrazione comunale comunica che il Segretario Generale ha attivato le procedure disciplinari previste dalla vigente normativa e dai Contratti di lavoro e pertanto, già domani, sono stati convocati i componenti dell’Ufficio Provvedimenti Disciplinari per esaminare e valutare le singole situazioni contestate e l’irrogazione delle relative sanzioni. Ribadiamo l’auspicio che i dipendenti coinvolti possano dimostrare la loro estraneità ai fatti. Qualora ciò non avvenisse l’Amministrazione Comunale adotterà tutti gli atti amministrativi di competenza per difendere l’immagine di Castelbuono e l’efficienza della macchina amministrativa del Comune. Siamo certi che la nostra comunità, riconosciuta a livello internazionale come comunità laboriosa, onesta e operosa, non sarà offuscata da questa triste vicenda. »

Così Repubblica Palermo, invece, in un articolo di oggi, di cui alleghiamo anche il video:

A Castelbuono due impiegate, una alla biblioteca comunale, l’altra ai servizi scolastici, si coprivano a vicenda. Una strisciava il badge della collega in modo tale che l’altra poteva assentarsi dal luogo di lavoro per fare la spesa o per andare a trovare il padre che gestisce un panificio.

Un impiegato dell’ufficio protocollo al municipio lasciava spesso il posto di lavoro a bordo della sua auto o della bici e andando in giro per il paese: nei bar, in banca, dal barbiere o dal meccanico.

Un dipendente dello staff della segreteria del sindaco è stato sorpreso fuori dal Municipio subito dopo avere timbrato il cartellino. Tra gli indagati anche un’addetta al Castello che durante l’orario di servizio si è recata in un atelier di moda.

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