Avere un Gauguin in casa e non saperlo. Milionario per caso.

Avere in casa un Gauguin e un Bonnard è privilegio di pochi. Quadri di valore inestimabile, che possono permettersi solo ricchi intellettuali. Oppure la gente di buon cuore. A quest’ultima categoria appartiene il signor Nicolò, settantenne siciliano, ex operaio FIAT. Li ha avuti appesi nel soggiorno di casa per quarant’anni. Non poteva sapere che quei quadri comprati all’asta degli oggetti smarriti sui treni, alla stazione di Torino, un pomeriggio della primavera del 1975, erano due capolavori. Non poteva sapere neppure che erano quadri rubati a Londra agli inizi degli anni ’70, abbandonati in un treno per Torino, al confine Francia-Italia, per paura, e che non era “rumenta, spazzatura” così come sosteneva il battitore d’asta. Però gli erano piaciuti moltissimo, e aveva rilanciato fino quarantacinquemila lire per averli, quasi un quarto del suo stipendio mensile. Li ha voluti con sé a condividere tutti i momenti importanti della vita della sua famiglia. Sempre lì, sulla parete del soggiorno, a scandire il tempo della vita, dalle ricorrenze più importanti, i compleanni, le feste; per poi partire assieme alla famiglia per il ritorno in Sicilia, a metà degli anni ’90, lasciando Torino, la FIAT e la vita di fabbrica. Il figlio, intanto, crescendo si appassionava a quei bei dipinti e alla storia che poteva celarsi dietro. Fin quando, da studente di architettura, volle approfondire di più le dediche poste dietro e la firma a stento leggibile, fino a scoprire che si trattava di dipinti originali. Adesso i capolavori sono stati recuperati dai carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, e sono sotto tutela dello Stato, che li ha presentati in pompa magna. Si tratta di “Fruits sur une table ou nature morte au petit chien” (“Frutti su una tavola o natura morte con cagnolino”) di Paul Gauguin, valore 15-35 milioni di Euro e del dipinto di Pierre Bonnard “La femme aux deux fauteuils” (“Donna con due poltrone”), valore 600 mila Euro. Al signor Nicolò non resterà niente, una parete ormai vuota, e la soddisfazione di esser stato milionario e aver avuto in casa per quarant’anni, senza saperlo, due capolavori dell’impressionismo, per una sola questione di buon gusto.

Alla prossima settimana.

“Oltre Fiumara. Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.”

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