Avv. Mario Lupo: “Lettera di un ex ex all’illustre Sindaco… pirotecnico”

Illustre Sindaco… Pirotecnico,

ho voluto far passare i giorni di festa (… e anche quelli del maltempo che ne è seguito) prima di riscontrare la Sua lunga nota del 24 dicembre scorso (prot. generale n. 25649, prot. Gab./Sind. 704), inviata a me e ad altri tre ex sindaci e pubblicata sui blog locali, con la quale ha voluto rispondere alla lettera che Le abbiamo inviata il 14 dicembre per contestare la Sua decisione di arredare la sala consiliare del Municipio con la Sua fotografia e, per mascherare siffatta narcisistica decisione, anche con quelle dei sindaci e di un presunto tale succedutisi dal 1946.

E ciò, innanzitutto, perché Lei mi avrebbe ignorato, impegnato com’era (e come è) nelle Sue… “delittuose” e assurde attività demolitorie dell’edificio della Scuola Media. E poi perché ho approfittato dei giorni di festa per visitare (a spese mie… si capisce) tutti i circa 7.904 Comuni d’Italia per constatare di persona (… personalmente) se hanno in esposizione, nelle loro aule consiliari, o anche in altre sale,  la fotografia in piccolo o in grande formato o il ritratto pittorico del Sindaco in carica. Ovviamente, in nessuno dei quasi 8.000 comuni ho trovato appesa, a far bella mostra di sé, la foto o il ritratto del Sindaco in carica.

Alla mia domanda sul perché di questa gravissima mancanza di… riconoscenza, mi è stato risposto che un simile omaggio non può essere deciso dall’interessato che è in carica, perché l’atto sarebbe viziato non solo da mancanza di stile, ma da una sorta di interesse privato e personale in atti di ufficio: interesse privato a farsi ammirare…!!! E pertanto, un tale omaggio va deciso ed effettuato eventualmente da chi viene dopo di lui, sulla base però di meriti oggettivi e unanimemente riconosciuti.

I monumenti, insomma, ce li fanno, se lo meritiamo, quelli che vengono dopo di noi. Capito, illustre Sindaco… Pirotecnico? 

Lo so, lo so che Lei lo capisce, e proprio per questo ha pensato di aggirare il problema e di ammorbidire il diluvio di critiche che il Suo ritratto in aula consiliare avrebbe avuto se fosse stato affisso da solo, esponendo pure le foto dei sindaci succedutisi dal 1946, anche se per due o tre mesi, e anche la foto di uno mai eletto, ma soltanto facente funzioni per alcuni mesi. Nella fretta, ha pure storpiato il cognome del sindaco bimestrale (agosto-settembre 1950): a conferma di come Le importasse solo di esporre la Sua immagine… magari con la scusa che Lei è pure un …ex.

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Aggiungo, però, con comprensibile orgoglio, che ovunque sono stato, alla mia dichiarazione di essere di Castelbuono, mi sono stati rivolti grandi complimenti, perché tutti erano a conoscenza delle Sue grandiose imprese. E tutti mi hanno manifestato il loro apprezzamento per quello che Lei ha fatto, fa e farà per il nostro paese, magari demolendo questo e quello, altri alberi (anche di… rimembranza) ed altri edifici; paese perciò diventato davvero per merito Suo l’ombelico del mondo, frutto anche dei Suoi consolidati e riconosciuti “rapporti internazionali”, rafforzati dai nostri paesani, viventi in ogni parte del mondo, che Lei, con lungimirante visione, ha nominato Consoli (c’è qualcuno che se lo ricorda?), proprio per mantenere costanti i rapporti diplomatici e internazionali del nostro paese con le città e con gli Stati che li ospitano.

Tutti sapevano del Suo glorioso passato comunista, del Suo gemellaggio (a spese nostre…) con la Repubblica Socialista del Vietnam, delle Sue frequenti visite diplomatiche (sempre a spese nostre…) nelle varie contrade d’Italia e negli Stati esteri. Qualcuno addirittura mi ha ricordato la Sua richiesta fatta a Kofi Annan, allora Segretario delle Nazioni Unite, di essere inviato quale plenipotenziario in Palestina per convincere anzi costringere alla pace palestinesi ed israeliani, richiesta, purtroppo per palestinesi e israeliani, scioccamente non accolta.

Sono tornato, perciò, dal mio viaggio di istruzione (a spese mie…) fortificato e, ripeto, orgoglioso di essere cittadino di un paese governato da chi lo ha fatto diventare esempio per il mondo intero, realizzando quello che Lei definisce il “Sistema Paese”… unico ed irripetibile in altri luoghi, a meno che non La chiamino appositamente per prestarvi la Sua opera preziosa e unica… elevata, appunto, a “Sistema”. “Sistema” che, come Lei recentemente e seriamente ha annunziato, porterà il nostro paesello, che è tanto bello, ad essere riconosciuto, nientepocodimeno, dall’Unesco “Patrimonio dell’umanità”…!!!

Non solo quindi “ombelico del mondo”, ed esempio per tutto il mondo, non solo “paisi comi chisti mancu a Merica” come dicevano i nostri emigranti al loro ritorno: il nostro paese, su Sua proposta, legittimata dai Suoi eccezionali rapporti internazionali e dai tanti magnifici traguardi raggiunti da Lei, presto (… o quasi) sarà “Patrimonio dell’umanità”!!! (… anche per evitare che alle prossime elezioni il paese finisca in mano dei “nemici della cuntintizza” e cioè diventi “patrimonio… degli alieni”). Non possiamo che esserne fieri.

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Certo, quando il mio servizio segreto di informazioni comunali mi ha trasmesso le fotografie di ex sindaci morti e vivi esposti nell’aula consiliare, anche di chi lo fu per qualche mese, e anche di chi non lo fu mai avendo solo espletato da vicesindaco le funzioni sindacali per alcuni mesi, e, come se non bastasse, anche la foto di chi è in carica (…senza cravatta: forse perché non ha trovato chi gli facesse il nodo?), cioè di Lei, illustre Sindaco… Pirotecnico, sono rimasto di stucco.

Il misfatto è stato ufficializzato nella da Lei richiamata riunione del 17 dicembre, della quale è meglio non parlare. In sostanza, secondo Lei, il motivo che lo ha spinto ad installare siffatta galleria risiede nella considerazione che le foto servono per dare ai giovani memoria di quello che i fotografati avrebbero fatto per il paese. Sicchè, uno guarda la foto, e sa che cosa ha fatto il fotografato: se ha servito il paese con fedeltà e onore, risolvendo o cercando di risolvere i tanti e ricorrenti problemi cittadini; o se ha solo soddisfatto le proprie ambizioni personali, dimostrandosi inadatto al ruolo o incurante dell’interesse collettivo. Insomma, senza bisogno di leggere carte, documenti, cronache, etc. etc., si ha subito la “memoria” del nostro grande passato (ma anche… del presente). Un vero miracolo, dovuto alla profondità delle Sue singolari… e personali e… interessate teorie rievocative!!!

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Nella Sua lettera lamenta la nostra assenza (quella mia e degli altri tre ex sindaci) nell’«incontro in cui abbiamo ricordato l’uccisione del Sindaco Spallino nel 1921». Ebbene, devo precisare che fui io, nella mia lettera del 19 aprile 2021, di riscontro alla Sua lettera del 30 marzo precedente (prot. gen. 6643-Gab/Sind. 185), a dirLe (a proposito della intitolazione a questo e a quello di sale e di salette… nell’ex Convento di San Francesco) della ricorrenza proprio nel 1921 dei cento anni dall’uccisione del Sindaco Spallino. L’incontro da Lei improvvisato si è distinto per la semplicistica formalità di contributi, senza alcun approfondimento della personalità e delle doti amministrative di Antonio Spallino e dell’evento delittuoso che, volendo, avrebbe potuto essere fatto attraverso gli atti comunali di archivio,  o leggendo il libro del prof. Orazio Cancila “Pulcherrima civitas Castriboni”, o anche leggendo il numero straordinario de “il bancarello” del 27 settembre 1921. Al solito, questa è stata una delle tante simpatiche “scumazzate” alle quali ci ha abituati: intitolazioni; commemorazioni varie; premi a questo e a quello (anche a chi è estraneo al paese…); e ora pure un calendario dedicato alle nostre “eccellenze”… mensili (in totale perciò sono 12, uno per ogni mese!!!), etc, etc. 

E fui pure io che con la mia nota del 30 gennaio 2021, contestando l’assurda e “partitica” celebrazione da Lei fatta dei 100 anni del Partito Comunista, compito questo di un circolo politico non di un Ente locale, ironicamente e provocatoriamente Le facevo notare che aveva dimenticato di “celebrare i 100 anni del Partito Popolare-Democrazia Cristiana”, che venivano prima (1919) di quelli del PCd’I (1921); mancanza che Lei, prendendomi sul serio, ha ritenuto prontamente di superare improvvisando la intitolazione, il 27 marzo, dell’aula consiliare al sen. Vincenzo Carollo, con annesso “convegno sul ruolo della D.C. nello sviluppo economico, culturale e sociale nel ‘900 della nostra Nazione”, e comunicandomi anche (…con assoluta serietà), nella indicata lettera del 30 marzo 2021, quanto testualmente trascrivo:  «immagini che avevamo programmato per il 2020 una serie di conferenze in presenza con uomini di prestigio come Massimo D’Alema, Ciriaco De Mita, Claudio Martelli, La Malfa, Fini, per ripercorrere assieme la storia dei Partiti del ‘900. Tutto ciò lo avevamo pensato come Amministrazione Comunale sostituendoci al vuoto politico degli attuali partiti e intellettuali che si attardano giornalmente in  sterili polemiche sui social e su come occupare il potere nelle istituzioni e nei sottogoverni, senza nessuna visione di quello che deve fare la Nostra Nazione nei prossimi decenni sul piano economico, culturale e sociale per recuperare la dimensione strategica del ‘900 che quella classe politica ha saputo dare alla nostra Italia nello scenario internazionale». Io, rispettoso del ruolo del Comune che non può essere usato strumentalmente come circolo politico, mi guardai bene dal partecipare al “convegno” sul ruolo della DC, ma, a proposito “delle serie di conferenze… per recuperare la dimensione strategica del ‘900”, non potevo che arrendermi di fronte a così potenti cannonate, che andavano ben oltre la mia capacità di immaginazione, e mi limitai a scriverLe, nella lettera del 19 aprile 2021: «Meno male che c’è Lei… a preoccuparsi delle sorti dell’Italia per i prossimi decenni, e cioè la mia Amministrazione comunale, altrimenti chissà dove andranno a finire i nostri successori… figli e nipoti… Non dimentichi però di invitare, quando sarà il momento, fra i tanti attori di quel tempo felice da Lei citati (ossia D’Alema, De Mita, Martelli, La Malfa, Fini), anche Berlusconi e Bossi che assieme a Fini, come Lei sa bene, fecero la rivoluzione del 1994». 

Non so se e quando ci sarà consentito di assistere a questi eventi fondamentali per la storia d’Italia. Ma devo dirLe che è proprio per questi fantastici giochi pirotecnici che, nonostante tutto, e a dispetto anche delle… Sue attività demolitorie, non riesco a mettere di lato… la simpatia che provo da sempre nei Suoi confronti.

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Approfitto di questa lettera per segnalare l’assurda Sua decisione di confinare la foto dell’on. Pietro Sapienza, deputato e assessore regionale, consigliere comunale e vice Sindaco, che tanto fece per il paese e per i castelbuonesi, nel secondario corridoio del Municipio che conduce all’Ufficio Tecnico, anziché collocarla proprio nell’aula consiliare, come sarebbe stato giusto e doveroso per i suoi riconosciuti altissimi meriti. E invece Lei, pur di mettere in bella mostra nell’aula consiliare la sua immagine, ha scelto di farsi accompagnare dalle foto dei vari sindaci e di un vice-sindaco, i cui meriti sono inesistenti o poco significativi perché rientranti nell’ordinario svolgimento dei propri compiti, ad eccezione, ovviamente, di chi, ad esempio il sen. V. Carollo, si è distinto per il pluridecennale impegno per il paese. 

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Fatte queste precisazioni, tornando sulla passerella fotografica di sindaci, morti e vivi, va sottolineato che fra i vivi solo uno su otto ha accolto la Sua richiesta di farsi ammirare assieme a Lei, appeso nell’aula consiliare!!! Tutto questo non Le dice niente?

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Per finire, si chieda illustre Sindaco, perché dall’Unità d’Italia ad oggi gli organi comunali abbiano deciso di rendere omaggio, ponendo lapidi, ritratti e foto nell’aula consiliare, solo a quattro Sindaci: all’on. Mario Levante, Sindaco nel 1867, per la sua preziosa opera, assieme al medico Redanò, durante il colera di quell’anno; ad Antonio Gambaro (1873-1879) che, fra l’altro, si adoperò per acquistare in enfiteusi l’edificio del Municipio; ad Antonio Spallino, ucciso per la sua attività amministrativa; e nel 1954 a Mariano Raimondi, per avere, tra l’altro, operato per l’acquisto del Castello. Se Lei, come penso, non se lo chiederà, glielo ridico io: non spetta a noi innalzarci monumenti, sia pure solo fotografici, ma a quelli che verranno dopo e riconosceranno i nostri eventuali meriti, come gli amministratori venuti assai prima di noi fecero anche per il benemerito Nicolò Turrisi Colonna, morto il 13 maggio 1889, il cui ritratto fu ed è pure esposto nell’aula consiliare con la dedica: “Al barone Nicolò Turrisi Colonna, senatore del Regno, il Municipio unanime deliberava il 4 giugno 1889”.

I monumenti e le statue in vita se li facevano gli imperatori di tutte le epoche e i dittatori di ieri e di oggi. Lei a quale categoria ritiene di appartenere…?

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Adesso, ultime tre notazioni. 

1) Nella lettera del 30 marzo 2021, Lei ha voluto mettere in evidenza la Sua valenza internazionale, illustrando, come qui trascrivo testualmente, i «rapporti» da Lei «intrecciati di collaborazione con l’Ambasciatore Russo in Italia, ospite a Castelbuono nel 2006, con la presenza dei patriarchi della Chiesa ortodossa ospiti a Castelbuono nel 2019, con il Comune di Sinaia,» (Romania) «con cui abbiamo rapporti di collaborazione economica e culturale dal 2007,» (!!!) «con la città di Bucarest, lo stesso vale con l’ambasciatore presente in Italia del Vietnam. Faccio presente che la pandemia ha condizionato qualsiasi attività. Non sto qui ad evidenziare i vantaggi che ha avuto da tutto ciò Castelbuono, avremo occasione di parlarne in altri momenti» (il neretto è mio). Allora, mi raccomando, non è necessario che finisca la pandemia, ce li sveli una buona volta questi vantaggi avuti dal paese… addirittura dal 2006! Io non li ho visti… C’è qualcuno che li ha visti?

2) Un suo fedelissimo supporter ha ritenuto di sussurrarmi all’orecchio, mentre passavo davanti alla sede (sempre chiusa!) del Suo Movimento, in via Roma, che all’unanimità tutti i Suoi yes-man avrebbero deciso di farLe una sorpresa prima che termini questa consiliatura. 

Cambieranno la intitolazione della via dov’è ubicato il Municipio: non sarà più semplicemente “Via Sant’Anna” ma… “Via Santannuzza”! Si vuole così rendere perpetuo omaggio (altro che foto… senza cravatta, in attesa della Sua preannunziata biografia “I miei nodi”…) al nostro… Patrono (alias… Padrone), sia pure senza dimenticare del tutto la “Patronuzza”…

Le chiedo: la notizia è vera? O il Suo fedelissimo supporter mi ha voluto fare un simpatico scherzo, mettendo le mani avanti… per anticipare il futuro che ci attende?

3) Nella mia lettera del 19 aprile scorso, Le scrissi, a proposito dell’allora sola annunziata demolizione dell’edificio della Scuola Media, quanto qui testualmente voglio riportare: «Io non credo che la notizia sia vera. Ma se lo fosse, sarebbe un vero atto di follia!

Se proprio c’è necessità di costruire un nuovo edificio scolastico, perché demolire l’esistente che fa bella mostra di sé, perfettamente funzionante e sicuro? 

Se non si vuole utilizzarlo più per le scuole, potrebbe essere sempre utilizzato per uffici pubblici; o per le tante esigenze dei circoli e delle associazioni cittadine cui si potrebbe dare una sede degna; o magari, adattandolo anche per farne appartamenti per albergo o Bed  and Breakfast, affittandolo a privati operatori del settore.

Insomma, perché distruggere beni della comunità cittadina e sperperare denaro pubblico? Chi ha dato questo incredibile tipo di incarico al progettista? Perché il nuovo edificio, se proprio necessario, non lo si costruisce in altro luogo, magari nelle vicinanze dove c’è del terreno libero da costruzioni? 

Mi appello a Lei, dato che il progetto, anche se redatto, a quanto pare, su input della Regione, dovrà essere approvato dal Comune: impedisca un simile scempio che non avrebbe alcuna giustificazione e davvero non sarebbe capito dalla popolazione. A meno che, considerato l’ovvio altissimo e inutile costo della demolizione, le ragioni di tanto sperpero in effetti risiedano nell’aumentare il budget degli addetti ai lavori… 

Ma sono certo che Lei… saprà superare anche questo ostacolo!».

Mi sbagliavo evidentemente… perché non avevo tenuto conto della Sua gravissima “sindrome demolitoria”… Con il rischio però che tutto richiami l’attenzione della Corte dei Conti…

Senza dimenticare che l’unico accesso degli alunni nella parte ancora non demolita dell’edificio e usata come scuola, è rimasto quello di una scaletta, adesso ancora più ristretta per consentire anche il passaggio dei disabili, con gravissime, intuibili conseguenze in caso di evacuazione improvvisa e urgente dell’edificio.

Possibile che non solo Lei, ma quanti dovrebbero vigilare sono insensibili anche di fronte a un così grave pericolo?

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 Con i più cordiali saluti, faccio mille sinceri auguri a Lei, ma soprattutto… a tutti i paesani… per il nuovo anno. Che sia davvero nuovo…

L’ex ex Mario Lupo