9° sett.: Baby Sant’Anna

Escono i primi nomi ufficiali. Proprio come nella processione della nostra patrona: con la parata delle istituzioni ed i gendarmi. C’è anche tutto il resto: la banda, i Giovani, la gente in preghiera e quella scalza. Questi che – devoti – seguono perché hanno “fatto il voto”. Ma stavolta, per non scomodare troppo una similitudine sconveniente, saremo brevi.

Il voto. La firma. 57 firme a sublimare una disponibilità di candidatura risaputa: Marione Cicerone (che a forza di usarlo questo nome c’è oramai il rischio che si consumi). Con la sede del Piddiri che per un’ora sembra una sala d’attesa per un parto che non arriva. Fallace Letteria ad un candidato mai nato.
Per il dispiacere di molti, desiderosi di debuttare – finalmente – con una dialettica interna. Macchè: pasta ca’ sarsa. Sarà che questa pasta è talmente buona che… nessuno si lagna. Più facile credere nella teoria dei gatti sornioni, dalle famose unghie retrattili. Tant’è; sabato si ritorna in assemblea dove, per ratificare la candidatura, si dovrà confermare con almeno il 51% degli iscritti (ca 170). E non è una battaglia così scontata: lui, come Don Chichotte, contro i nemici invisibili. L’Unione – meno i rifondelli – sta a guardare, non più molto disposta ad ulteriori indugi e controconferme. Anche perché – ed è l’altro nome uscito dal cilindro dello scorso weekend – l’Unità Civica ha un proprio candidato, celebrato con brindisi e mangiate: Sandro Bonomo. Una fumata bianca inattesa, che ha lasciato di sasso molti attori del reality. Altri, anche navigati, intravedono che il buonuomo sia di facciata, a “capro” di future strategie.
Dicevamo: c’è la sfilata, c’è Sant’Annuzza coi de-voti, e c’è la banda: già, a destra pare facciano le primarie. Vi promettiamo che cercheremo lo spartito di questa orchestra e vi sveleremo quale è il loro secondo accordo. E soprattutto i ruoli: chi il direttore e chi il primo trombone.