“Benvenuti in Italia. Osservazioni dal paese col più bel punto di vista del mondo.”

Salve a tutti, nel numero odierno di questa rubrica mi soffermerò su un tema che mi appassiona da sempre e che sento fortemente dentro, sopratutto perché da ieri sera non penso ad altro, visto il bel momento di condivisione trascorso con alcuni amici. Si tratta del tema dell’immigrazione. Nello specifico dell’immigrazione in Italia. E gli amici con cui ho approfondito sono stranieri provenienti da diverse parti del mondo che vivono a Bologna, perlopiù senza fissa dimora (chiamateli senzatetto, barboni, clochard, come preferite, significa sempre la stessa cosa). Non vi tedierò con lunaggini filosofiche e discorsi prolissi sul perché e il per come si decide di spostarsi, dei processi storico-politici, degli accordi tra i paesi. No. Mi limiterò ad elencare i punti chiave che sono emersi, come dati di fatto che ogni cittadino italiano secondo me dovrebbe sapere. Ammetto che io non li conoscevo tutti prima di ieri. Innanzitutto l’Italia è considerata l’Eldorado, il paese dei sogni, dove tutto è bello, si vive bene, si mangia bene etc. etc., in un caso addirittura è emerso che l’Italia è considerato il paese dove si fanno soldi facili visto che una ragazza, tale Ruby, ha guadagnato centinaia di migliaia di Euro grazie alla benevolenza di un vecchietto italiano (incredibile c’entra sempre lui!). Una volta arrivato in Italia, tipicamente il sogno svanisce e si capisce che si è presa una grandissima cantonata. Il lavoro non c’è neppure per gli italiani, figurarsi per gli stranieri. E si comincia così la vita di strada. In una città come Bologna, non mancano i posti dove si può ricevere un pasto gratuito. A pranzo e cena è sopratutto la Caritas a dispensare un piatto a chiunque lo chieda, così come vestiti o coperte. Anche la chiesa islamica, come ci dicono i migranti musulmani, è organizzata in modo simile. Le tre moschee della città danno cibo e abbigliamenti a chiunque ne abbia bisogno, spesso senza nemmeno guardarli in faccia. A quanto pare è un privilegio dovuto alle laute donazioni dei facoltosi musulmani dei paesi mediorientali arricchitisi grazie al petrolio, che vengono distribuite per tutti i fratelli bisognosi sparsi per il mondo (N.B.: religione è anche questo). Le cure mediche, poi, sono per tutti, ma veramente per tutti, e sono totalmente gratuite. Ricevono cure anche gli immigrati irregolari, che seppur non hanno un documento di riconoscimento hanno un tesserino del Servizio Sanitario Nazionale che gli permette di essere curati comunque. Questo funziona, lo assicurano tutti, anche perché questi amici ne hanno usufruito spesso, c’è chi addirittura ha subito 8 interventi chirurgici. Un tetto per dormire invece spesso manca. Esistono dei dormitori ma non riescono a coprire la grande quantità di richieste e allora ci si arrangia sotto i portici, alla stazione, o, per chi ne ha la fortuna, in case abbandonate, che conoscono solo in pochissimi e che non rivelano il segreto a nessuno. Trovo imbarazzante l’idea che in centinaia in questo lungo inverno, dove anche dentro casa sentivo freddo, abbiano passato la notte fuori (e sono sopravvissuti). Ho anche chiesto a questi amici perché sono fuggiti dal loro paese e ho scoperto che non sempre sono stati spinti dalla necessità o dall’impellenza di trovare un lavoro per sopravvivere. In tanti casi si cerca la libertà che nel proprio paese non si ha, oppure si fugge dalla famiglia con cui si ha litigato, oppure è il padre che a calci in culo dice “vattene, fatti una vita e renditi conto di com’è fatto il mondo”. Nei casi che trovo più tragici, e mi riferisco alle migrazioni dal continente africano, si investe una vita di sacrifici della famiglia intera, l’eredità, il pezzo di terra, per comprarsi il lungo viaggio che da un villaggio porta ad attraversare il Sahara, arrivare in Libia, restare mesi nascosto in scantinati e poi pagare circa 4 mila Euro (!!!) per un posto in un barcone che attraversa il mediterraneo, che non sai mai se arrivi e come arrivi. Nel caso del’amico africano che era con noi, il barcone dove ha fatto la traversata ha contato 10 vittime prima di arrivare a Lampedusa. In tanti si indebitano per poi dover ripagare con una vita da schiavi e le donne, in moltissimi casi, per farlo devono prostituirsi, spesso venendo ingannate. Poi l’avventura continua all’interno dei CIE (centri di identificazione ed espulsione), luoghi di detenzione dove si è trattati come bestie, si subiscono maltrattamenti all’oscuro dell’opinione pubblica (giornalisti e semplici cittadini non possono entrarvi), tutto questo anche se non si è mai commesso nessun crimine. Le storie potrebbero continuare ancora a lungo, ma voglio concludere qui con un aspetto positivo del nostro paese. L’Italia è un paese libero. Chiunque qui sente di poter esprimere la propria opinione e poter sempre dire ciò che pensa e anche cambiare idea, perché si fanno sempre tante chiacchiere, e quando non si dicono vane stupidaggini, può capitare anche di incontrare gente interessante con cui scoprire realtà del tuo paese ignote e viste da qui, a migliaia di chilometri di distanza, può capitare che le cose cambino. Nel nostro paese è lecito cambiare idea, e si presta ad essere quel punto di vista diverso che ti fa ragionare. Tanti migranti avremo ancora e tanti migranti italiani sono andati a cercare fortuna altrove. Il bilancio, tra emigrati e immigrati ha avuto un cambio di rotta nel 1963. Da allora ci sono più ingressi di stranieri ed è via via sensibilmente diminuita, fino quasi a sparire, l’era delle partenze di massa per le americhe o la Germania e il Belgio. Da allora tante cose sono cambiate e sembra che le novità abbiamo fatto dimenticare in fretta quello che è stato. C’è da dire che tanti ragazzi vanno ancora via da qui, con motivazioni nemmeno troppo diverse da quelle che avevano i nostri nonni e i nostri padri. Di contro l’idea che il nostro sia il paese sei balocchi è difficile da estirpare, è un falso mito ancora esistente e fortissimo nel resto del mondo, per convincersi del contrario è necessario vivere la nostra miseria e accorgersi che in realtà era solo un miraggio. Per il resto .. Benvenuti in Italia.

Grazie per l’attenzione, appuntamento alla prossima settimana.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?

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