“Bere il sangue della moglie e in bici da Marsala a Torino.”

Oggi chiamarsi Riina vuol dire ancora incutere timore. A Corleone, poco pi? di un mese fa ? stato arrestato Gaetano Riina, fratello del capo dei capi Tot?, con l’accusa di associazione mafiosa. Nelle indagini dei GIP emergono prove lampanti di estorsione ai danni di imprenditori locali, i quali per?, chiamati a risponderne dalle forze dell’ordine, hanno tutti negato l’evidenza. In un caso, addirittura, vi ? un’intercettazione in cui un imprenditore ortofrutticolo chiama a casa Riina e si interessa in prima persona su come poter fare a mettersi a posto con il pizzo da versare. Incredibile. Chiss? quanto ancora dovremo aspettare affinch? la paura venga sopraffatta dal senso civico. Quanto ancora le associazioni, la societ? civile dovranno operare per convincere che quella denuncia ? la strada giusta e quanti imprenditori dovranno recarsi dai magistrati per dimostrare agli altri colleghi che esista un’alternativa. Quanto dovremo ancora crescere prima che questi abbiano il coraggio di denunciare, con le prove lampanti sotto il naso e con l’estorsore dietro le sbarre. Non so quanto tempo dovr? trascorrere, so solo che quel giorno vorrei essere ancora in vita.

Igor D’India, un filmaker palermitano, ha scalato l’Italia. In bici da Marsala a Torino in 3 settimane ha ripercorso l’impresa di Garibaldi e i mille nella conquista dell’unit? d’Italia. Ma se 150 anni fa si dovettero arrestare a Teano. L’eroe dei nostri giorni ? riuscito nell’impresa di ricongiungere col suo viaggio l’Italia. Un’altra differenza tra le due esperienze ? che quest’ultima ha usufruito massicciamente della tecnologia, con la narrazione del viaggio minuto per minuto e interviste per raccontare l’Italia di oggi fatte con uno smartphone e il diario di bordo aggiornato sul suo sito personale (www.igordindia.it/myblog). E’ il viaggio dell’unit? versione 2.0. Igor ha attraversato lo stivale in tenuta garibaldina, con camicia rossa e fazzoletto tricolore al collo e adesso ? di ritorno a Palermo, ma stavolta partendo via nave dal porto di Genova.

In India, nello stato del Medhya Pradesh, un uomo ha per anni bevuto il sangue di sua moglie perch? “lo faceva diventare pi? forte e virile”. La signora racconta che il suo sangue veniva aspirato con una siringa e versato in un bicchiere e quindi bevuto, il tutto sotto minaccia di morte. La strana pratica ? andata avanti anche durante la gravidanza e successivamente al parto, in quest’ultimo caso per? la signora perdeva troppo sangue e spesso era vittima di svenimenti e debolezze fisiche, cos? finalmente ne ha parlato coi suoi genitori ed ha poi denunciato il marito. Adesso la donna si trova a dover vivere e provvedere al bambino da sola ma non dovr? pi? preoccuparsi di dissetare il marito, una sorta di dracula dei giorni nostri, con il suo sangue.

Per oggi ? tutto, a Gioved? prossimo.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?