«Black cat»: nessuna custodia cautelare per i castelbuonesi coinvolti

[Giornale di Sicilia – 5 luglio] Il 31 maggio scorso furono arrestati in 33, ma l’elenco degli indagati nell’ambito dell’operazione dei carabinieri denominata «Black Cat» – con la quale gli inquirenti ritengono di aver smantellato i mandamenti mafiosi di San Mauro Castelverde e di Trabia – è molto più lungo. Sono 80 infatti le persone iscritte nel registro degli indagati e 47 sono rimaste a piede libero.
Per diverse di loro infatti la Procura aveva chiesto l’applicazione di una misura cautelare, ma il gip Fabrizio Molinari ha deciso di respingere l’istanza. Adesso la vicenda giudiziaria di molti indagati si è spostata davanti al tribunale del riesame. In diversi casi infatti il procuratore Leonardo Agueci ed i sostituti Sergio Demontis, Ennio Petrigni, Siro De Flammineis, Bruno Brucoli e Gaspare Spedale hanno chiesto nuovamente l’applicazione della custodia cautelare. I giudici in molti casi sono ancora in riserva.
Finora è stato accolto il ricorso per il presunto capomafia di Gangi, Peppino Barreca. Secondo il riesame – a differenza di quanto sostenuto dal gip – l’indagato dovrebbe andare in carcere. La sua difesa però farà ricorso in Cassazione e, se la decisione dovesse essere confermata, solo allora Barreca potrebbe finire in cella.
In altri casi il ricorso dei pm è stato respinto e gli indagati sono rimasti dunque a piede libero. È stato così per Antonio Corradino e Gioacchino Martorana, entrambi originari di Castelbuono, nonché per Andrea Di Gangi, di Polizzi Generosa, assistiti dagli avvocati Giuseppe Minà e Vincenzo Lo Re.
Per alcuni, invece, che erano stati arrestati a fine maggio, il riesame ha deciso di annullare, parzialmente o totalmente, l’ordinanza di custodia cautelare. Per Pietro Termini, di Polizzi Generosa, difeso dall’avvocato Giovanni Russo Alesi, i giudici hanno ritenuto fondate le accuse di tentata estorsione aggravata dall’aver agevolato Cosa nostra e di tre episodi di furto, ma non quella di associazione mafiosa. L’indagato resta comunque in carcere.
Per Giuseppe Rio il riesame ha integralmente annullato l’ordinanza di custodia cautelare. L’indagato (difeso anche lui dall’avvocato Giuseppe Minà) resta però in cella perché detenuto per altra causa. Infine per Salvatore Abbadessa, originario di Termini Imerese e difeso dall’avvocato Stefano Vitale, accusato di associazione mafiosa e di tentata estorsione aggravata dall’aver favorito Cosa nostra, l’ordinanza è stata integralmente annullata dai giudici del tribunale del riesame e l’indagato è tornato libero.
Nei prossimi giorni arriverà l’esito degli altri ricorsi avanzati dalla Procura, mentre su diversi fronti proseguono le indagini dei carabinieri del Gruppo Monreale e di quelli di Termini Imerese.
I sindaci di 27 Comuni della provincia hanno annunciato nei giorni scorsi che si costituiranno parte civile nel processo contro presunti boss e gregari dei mandamenti di San Mauro Castelverde e di Trabia.

Sandra Figliuolo
Giuseppe Spallino

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