Bluegrass Enduro Tour Castelbuono – la gara (FOTO)

[triridemtb.com di Vittorio Platania] Capire la Sicilia significa dunque per un siciliano capire se stesso, assolversi o condannarsi. Ma significa, insieme, definire il dissidio fondamentale che ci travaglia, l’oscillazione fra claustrofobia e claustrofilia, fra odio e amor di clausura, secondo che ci tenti l’espatrio o ci lusinghi l’intimità di una tana, la seduzione di vivere la vita con un vizio solitario. L’insularità, voglio dire, non è una segregazione solo geografica, ma se ne porta dietro altre: della provincia, della famiglia, della stanza, del proprio cuore. Da qui il nostro orgoglio, la diffidenza, il pudore; e il senso di essere diversi. Scriveva così Gesualdo Bufalino, parlando della Sicilia e dei siciliani.

Una terra che molti pensano sia solo spiagge, sole e mare ed invece c’è dell’altro. C’è tanto da scoprire una volta raggiunte le montagne. Lievi pendii che salgono verso il cielo, quasi a sfiorare le nuvole, forme sinuose e morbide che scendono dolcemente fino alle coste di un’isola diversa, dove usi e costumi si mischiano a suoni, odori e sapori di altri tempi. In Sicilia lo scorrere del tempo rallenta di colpo. Il suono di una campana la mattina, il fragore del mare, il silenzio dei monti e il lento chinarsi dei fiori sotto un leggero maestrale sembrano rallentare quasi trattenuti, anch’essi, da quell’orgoglio, da quella diffidenza, da quel pudore e dal quel senso di essere diversi.

Poi ancora un rintocco, questa volta più forte; ed ecco il rosso rubino di fichi d’india, il giallo della ginestra, le arance sanguigne con venature di porpora, le verdi distese di terra e quelle color senape di campi coltivati a frumento. Colori di una terra cordiale, dove è facile essere felici, dove bisogna imparare a vivere il tempo alla maniera siciliana, dove la parola impossibile perde ogni suo significato se scaturisce dall’amore o dall’odio. E quest’ultimo, in questa terra felice, non nasce mai da questioni di denaro.

L’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto […] La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra…chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita. J.W.Goethe.

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The Race

È mattino, il sole non è ancora alto nel cielo ed una leggera nebbia avvolge il massiccio del Carbonara. In paese la macchina organizzativa per il finale del Bluegrass Enduro Tour è già in movimento. Un’atmosfera quasi surreale. La centralissima piazza, che tra poche ore sarebbe stata colma da biker provenienti da tutta Europa è silenziosa, sprofondata in un sonno profondo. Gli organizzatori rivedono la gara in ogni dettaglio. Poche ore e si inizia a correre sui sentieri del Madonie MTB Resort. Un’idea, una sfida, una scommessa nata solo pochi anni fa. I trail builder madoniti hanno sviluppato una vera rete sentieristica, ancora in evoluzione, che reca al suo interno trail per tutti i gusti e tutte le discipline della mountain bike.

Sono da poco passate le 10:30 di un sabato mattino ancora tipicamente estivo, ma caratterizzato da una leggera e rinfrescante brezza che aiuterà i biker nelle ardue scalate del colle Milocca. In programma ben cinque PS per un totale di quasi 30 km di gara. La tensione tra gli organizzatori è di ordinaria amministrazione. Dopo lo scorso anno ed il primo evento di questa caratura, tutti sono a conoscenza dei propri ruoli e delle proprie mansioni.

Il presidente del Madonie MTB ResortDaniele Addamo, raggruppa tutti i partecipanti per un veloce briefing prima della partenza. Si parte subito per un primo e breve trasferimento che porterà i rider in cima a Cozzo Luminario. È proprio da questa vetta che domina, dall’alto dei suoi 1500 metri, Castelbuono che prenderà il via l’ultimo round del Bluegrass Enduro Tour.

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Intanto i fotografi, nell’attesa che i rider iniziano a percorrere la prima PS, pensano come ottenere un paio di epic shot. C’è poi anche chi simula il passaggio su una roccia e la posizione più o meno esatta dove il prossimo biker spiccherà il volo.

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La prima PS è un mix di tratti tortuosi ricchi di curve caratterizzate da un fondo prettamente roccioso e poi strutture in legno di castagno non lavorato, ricavato direttamente dai boschi delle Madonie. Il Sentiero dei Giganti è stato ancora una volta il trail di apertura. Un trail naturale che nasconde al suo interno veri e propri monumenti della natura, come ad esempio gli agrifogli giganti che risalgono all’ultima glaciazione.

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Quest’anno il Bluegrass Enduro Tour di Castelbuono ha fatto registrare un gran numero di rider stranieri, ma anche i rider siciliani non sono stati a guardare e tra questi anche Davide Camedda. Il rider ragusano è stato autore di un’ottima gara ed ha infiammato il pubblico PS dopo PS e curva dopo curva. Camedda rimane uno dei più completi biker di Sicilia e certamente uno dei più veloci e stilosi. Alla fine terminerà la gara in quarta posizione assoluta.

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Grande favorito per la vittoria finale lo scozzese Liam Monyhan, qui in azione sulla seconda PS. Se la prima prova speciale era caratterizzata da roccia e sezioni molto guidate, la seconda era decisamente l’opposto. Un trail veloce, molto scorrevole e dove si riescono a raggiungere velocità altissime. Ad arricchire il tutto anche qualche salto e una sezione ricca di radici che erano state inumidite dalla rugiada mattutina. Liam Monyhan ha però sbagliato durante la prima PS. Un errore che costerà caro al giovane biker scozzese e che lo relegherà in terza posizione assoluta.

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Chi invece si è rivelato all’altezza di ogni situazione e di ogni prova speciale è stato certamente l’italiano Nicola Fistolera. Stile da vendere e una bella guida pulita e veloce. Doti necessarie per eccellere nel moderno enduro. Nicola Fistolera vince l’overall della gara e la categoria Expert. L’enduro è sicuramente una disciplina di regolarità e Nicola ha dimostrato di essere il migliore interprete della gara siciliana ottenendo ottimi piazzamenti in ogni PS. Se la regolarità è fondamentale per far bene nell’enduro non possiamo non citare anche la capacità di ogni rider di interpretare il percorso gara. Essendo il Bluegrass Enduro Tour un circuito blind, dove non è possibile provare prima della gara, ogni rider deve adattarsi a sentieri praticamente sconosciuti, ed anche qui Nicola ha dimostrato di avere ottime capacità.

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Anche un folto pubblico di appassionati delle due ruote a partecipato attivamente all’evento. Per non essere fuori luogo il mitico Gianni “20MPH” Ventimiglia ha deciso di “tagliare fuori” una delle tre ruote della sua colorita Ape Piaggio. State tranquilli, Gianni ha un manico da paura e possiamo assicurarvi che il piccolo tre ruote è ancora integro e funzionante.

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Gli organizzatori hanno deciso di alternare prove speciali molto lunghe ad altre brevi e veloci. Una di queste si è corsa sul nuovissimo trail di Balzo del Gatto. Un sentiero caratterizzato da curve veloci e da sezioni abbastanza ripide. Nella foto sotto Liam Monyhan in azione.

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Decisamente ottima anche la prestazione del francese Camille Lepley, già vincitore della categoria Master del Bluegrass Enduro Tour 2014. Eccolo in azione sui sentieri madoniti.

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Dietro Lepley si è classificato il giovane rider Drew Carters. Un talento in netta crescita e del quale sentiremo sempre più parlare durante i prossimi anni. Carters ha commentato così la sua breve permanenza in Sicilia: “…il posto più sorprendente che abbia mai visitato. La Sicilia è stata uno spot grandioso per una gara come questa. Tornero sicuramente“.

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La quarta prova speciale è stata invece un mix di rocce e di sezioni molto tortuose e guidate. Una prova dura e sfiaccante, ma decisiva per l’overall. Per problemi legati infatti al nuovissimo sistema di cronometraggio, l’organizzazione della gara ha deciso di annullare l’ultima PS. Ciò nonostante i rider hanno potuto correre fino alla centralissima Piazza Margherita di Castelbuono.

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Lo spettacolo non è assolutamente mancato, sia per i rider che per gli spettatori. Tanti infatti i colpi di scena come ad esempio questo spettacolare sorpasso di Nicola Fistolera ai danni di Johan Wiertz.

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I sentieri del Madonie MTB Resort sono molto diversi fra di loro. Alcuni sono in larga misura aperti e le condizioni di visibilità sono tra le migliori. In altri invece i rider hanno dovuto vedersela con transizioni di luce molto particolari che possono giocare brutti scherzi, soprattutto a fine gara.

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Ed ecco l’arrivo nel centro di Castelbuono. In alto le montagne dove si è corsa la gara dominano incontrastate. Hannah Barnes alla fine è riuscita a prendere parte alle ultime due PS. Purtroppo per lei la sua bici è arrivata un pelo in ritardo.

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Questa foto potrebbe commentarsi da solo. Sorriso a trentadue denti dopo aver concluso la gara. Well done Jochen!

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Grande partecipazione del FreeCycles Crew. Questo team composto da ragazzi ed appassionati siciliani è una delle realtà più belle della nostra isola. Continuate così!

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Parafrasando il famoso film di Ficarra e Picone: …stanco? no, oggi no!

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Quando si dice una riparazione coi fiocchi…

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Gli abitanti di Castelbuono si stanno pian piano abituando alla presenza di mtb e di biker. Questa volta però la presenza di mtb era tale da tappezzare l’intera piazza.

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Gli scozzesi Carters e Monyhan e gli iralndesi Lavelle e Griffin dopo aver tagliato il traguardo. Anche per loro è stata un’esperienza unica e certamente da ripetere.

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Come ritirare facilmente le fettucce a fine gara…

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Denti rotti?! Nonostante la forte presenza di rocce la gara è terminata senza pesanti infortuni. Anche se questi quattro ragazzi potrebbero testimoniare il contrario…

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Dopo la gara l’organizzazione ha provveduto ad organizzare un pasta party con musica dal vivo. Prima di procedere alla cerimonia di chiusura, Jean Pierre Coupè di Bluegrass ha voluto ringraziare tutti i partecipanti.

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Ecco il podio assoluto. In prima posizione Nicola Fistolera, seconda piazza per Conor Lavelle mentre terza posizione per lo scozzese Liam Monyhan.

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Nella categoria Expert domina Nicola Fistolera. Seconda posizione per Liam Monyhan, mentre è terzo il siciliano Davide Camedda.

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Negli juniores vince Conor Lavelle seguito da Drew Carters in seconda posizione mentre è terzo il siciliano Riccardo Valenti.

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Dopo una gara così è necessario dissetarsi con la giusta bevanda. Bravo Nicola!

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The Day After

Il giorno successivo un piacevole tour di allmountain è stato scavalcato da un più comodo servizio di risalita. Rosario Mitra, vice presidente del Madonie MTB Resort, è stato uno degli uomini chiave per l’organizzazione di quest’evento. La sua maglietta la dice lunga e noi non possiamo che trovarci d’accordo.

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I sentieri da enduro hanno lasciato spazio a quelli più gravity oriented. Nella foto sotto ecco Conor Lavelle in azione su una delle piste da downhill del resort madonita.

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La bici di Hannah Barnes risultava smarrita fin a sabato pomeriggio. Per fortuna è arrivata in tempo per un paio di discese emozionanti.

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Dopo aver trascorso gli ultimi mesi in montagna a lavorare sui percorsi che avrebbero ospitato l’edizione 2014 del Bluegrass Enduro Tour, anche per Daniele Addamo è ora di una sana e meritata discesa.

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Come festeggiare una vittoria così bella? Naturalmente in sella alla propria bici.

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Liam alle prese con il salto finale della Castelbuono DH.

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Salsiccia alla cipolla? Provate quella madonita… non ve ne pentirete!

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Un bel barbeque è stato infatti il miglior modo di terminare una giornata in bici… almeno prima di dirigersi verso una calda spiaggia siciliana.

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Intanto si continuano a scambiare opinioni sulla gara e sui tracciati.

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Come smaltire per benino salsiccia ed altre leccornie? Anche se siamo a fine settembre le temperature sono perfette per un pomeriggio in spiaggia.

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Mare cristallino, acqua calda e un paio di tuffi. Risultato: divertimento assicurato!

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Anche i ragazzi dell’organizzazione hanno deciso di terminare l’evento con una bella nuotata. Giuseppe “Fonzarelli” approva quest’evento. Come potete ben vedere dalla sua espressione tipicamente “fonzarelliana”.

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Dopo le mille vicessitudini anche per Hannah è arrivato il momento di rilassarsi.

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Con questo scatto termina anche quest’avventura. Per i risultati completi della gara visitate il sito madoniemtbresort.com.

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Alla prossima!