Bocciata la proposta del Ncd di nominare i disoccupati come scrutatori. Intervista a Gianclelia Cucco

[ilcaleidoscopio.info]Nella politica castelbuonese brucia ancora la sconfitta del Nuovo Centro Destra, che in Consiglio comunale aveva proposto di nominare come scrutatori alle prossime elezioni europee i disoccupati. Per questo abbiamo intervistato il presidente del consesso consiliare Gianclelia Cucco.

Come definisce la bocciatura della vostra proposta in Consiglio comunale? «Quella del 28 aprile in Consiglio comunale è stata un’occasione mancata».

Perché? «L’approvazione dell’ordine del giorno proposto dal Ncd relativo alla nomina degli scrutatori tra coloro che iscritti all’albo comunale sono disoccupati/inoccupati o studenti, poteva essere un piccolo segnale d’attenzione e sensibilità verso coloro che a causa della crisi oggi versano in una situazione di disagio economico. Una goccia nell’oceano, ma pur sempre una goccia».

Come giudica la posizione assunta dalla maggioranza e dalla minoranza? «Non voglio dare giudizi poiché la nostra era una proposta, e come tutte le proposte possono essere accolte o respinte secondo le regole della democrazia. Posso solo dirle la sensazione che ho provato: sia la maggioranza che la minoranza mi sono sembrati distanti e insensibili alle richieste di aiuto che arrivano quotidianamente dai cittadini, aumentando così quella distanza dalla politica. In Consiglio hanno alzato un muro motivando che lo status di disoccupato/inoccupato o studente era troppo generico. Il capogruppo del Ncd, Fabio Capuana, ha replicato che si poteva modificare la proposta richiedendo il possesso di ulteriori e più specifici requisiti per le varie categorie e inserendo un limite al reddito annuo percepito. Tutto ciò è stato ribadito anche dalla sottoscritta, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Non sarebbe stata la prima volta che una proposta, una mozione, un emendamento o un ordine del giorno presentato da un gruppo consiliare, venisse modificato nel corso della seduta consiliare per essere votato e condiviso dall’intero Consiglio».

Ma non per quest’ordine del giorno. «Infatti, è stato bocciato».

Ha pensato che la bocciatura c’è stata perché la proposta è venuta dal Movimento 5 Stelle e fatta propria dal Ncd? «Se così fosse sarei non solo delusa moralmente per le aspettative disattese di tanti castelbuonesi, ma anche politicamente perché la politica  è dialogo, costruzione e condivisione per il bene comune, al di là delle appartenenze».

Quindi cambiamo argomento e passiamo alla sua scelta di aderire al Ncd… «Voglio subito precisare che il mio percorso politico è sempre stato nella destra moderata e centrista. Alle ultime elezioni amministrative del 2012, ma anche in quelle del 2007, i miei elettori sono stati di centrodestra. Ho aderito al Ncd perché è un movimento politico dalle radici ben salde e dalle idee chiare, perché credo nel progetto di Alfano, in una rivoluzione liberale che non c’è stata con Berlusconi».

Ma il suo collega Fabio Capuana quando aveva presentato l’istanza per la costituzione all’interno del Consiglio del gruppo Ncd, lei mi aveva dichiarato che non vi avrebbe aderito. Cosa le ha fatto cambiare idea? «Inizialmente, avevo deciso di non far parte del gruppo Ncd per due ragioni. Primo perché in questo momento ricoprendo la carica di presidente del Consiglio comunale lo avevo ritenuto inopportuno. Secondo perché per aderire al Ncd dovevo uscire dal gruppo “Castelbuono in Movimento” che rappresenta la lista con la quale mi sono candidata e in cui sono stata eletta, una lista civica in cui sono raggruppati soggetti che fanno riferimento ad  ideologie politiche diverse tra loro, ma che hanno condiviso e creduto nello stesso progetto per Castelbuono al di là delle appartenenze. In seguito, essendoci state delle opposizioni da parte dei consiglieri di maggioranza circa la costituzione del gruppo da parte del vicepresidente Fabio Capuana, ho cambiato idea…».

La critica è stata che il Regolamento dei lavori consiliari non prevede la costituzione di un gruppo consiliare con un consigliere. «L’art. 8 bis lett. d del nostro Regolamento prevede che “ciascun Gruppo è costituito da almeno due Consiglieri comunali”. Invece la lett. g prevede che “Su richiesta scritta da parte di un Consigliere il Presidente d’intesa con i Capigruppo può derogare al numero minimo di Consiglieri necessari per la costituzione del Gruppo” qualora “il Consigliere rappresenti la lista in cui è stato eletto oppure appartenga ad una formazione politica presente in Parlamento”».

E allora cosa è successo? «Da presidente del Consiglio, pur avendo discrezionalità di deroga sulla costituzione di un gruppo con un solo consigliere, non avendo travata l’intesa con i capigruppo (la maggioranza era contraria, mentre la minoranza era favorevole), ho cercato di superare le resistenze chiedendo un parere al segretario generale del Comune, ma non è stato sufficiente. Poi i fatti del 19 marzo del mancato insediamento del Mini Consiglio degli alunni della Scuola media mi hanno fatto maturare l’idea di costituire insieme a Fabio Capuana il gruppo consiliare Ncd superando così deroghe e interpretazioni, come quella di addurre che il nostro Consiglio comunale è stato eletto con un sistema maggioritario che configura in esso la formazione di due schieramenti, maggioranza e minoranza, espressioni delle prime liste più votate; in quanto, sempre a mio avviso, la vita e l’attività degli organi rappresentativi non rispecchia astratti esiti elettorali ma i convincimenti e i comportamenti degli eletti».

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