“Bufale” quelle dell’amministrazione. E la donazione Romeo è ancora nel limbo

Tutt’altro che risolto il caso della collezione di “cimeli garibaldini” di Francesco Romeo, di cui abbiamo già scritto in più occasioni e raccontato le alterne vicende. Stando però all’ultima nota dell’amministrazione, pubblicata solo tre giorni, tutto lasciava presagire ad una definitiva risoluzione, lasciando intuire di una precedente interlocuzione tra ente destinatario e donatore. Sapendo tutti che il nodo della donazione è da sempre stata “soltanto” l’adeguatezza della sede, quale il senso altrimenti di indicare pubblicamente la presunta destinazione della collezione se non già accolta e ritenuta opportuna dal donatore ?
A giudicare dalla recente nota pubblicata su Facebook da Francesco Romeo, evidentemente questa “concertazione” non vi è mai stata e la “proposta” dell’amministrazione non è ritenuta ricevibile.

Parliamo di cose serie e non di BUFALE: la sala Montalto del Palazzo Reale di Palermo in 600mq di superficie espositiva non riuscì a contenere l’intera”collezione di cimeli”. Non è un caso che storici, esperti, e giornalisti l’abbiano considerata la più grande collezione esistente in Sicilia. Cosa che hanno perfettamente capito le istituzioni e i Comuni altri che si sono offerti di accoglierla.

In attesa di nuove, sulla vicenda è tornato il giornalista Antonio Fiasconaro sulle pagine de La Sicilia.

lasicilia-romeo“L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita”, scrisse Antonio Gramsci. Ed è quanto sta accadendo attorno alla “collezione Romeo”, un patrimonio storico-culturale di inestimabile valore. Centinaia di documenti, libri oggetti, dipinti, disegni che ruotano attorno a Giuseppe Garibaldi “Eroe dei due Mondi”. Oltre trent’anni di ricerche nel raccogliere un’enorme, quanto unica vetrina di cimeli garibaldini con tanto di catalogo a colori ed inventario. Apprezzati finora in diverse mostre, una su tutte quella organizzata dalla Federico II a Palazzo dei Normanni, visitata da migliaia e migliaia di appassionati, curiosi, ricercatori e storici del Risorgimento e dell’epopea delle “camicie rosse”. Ma questo prezioso patrimonio sembra non interessare a quei “soloni” della cultura castelbuonesi che, evidentemente, non hanno alcuna intenzione di approfittare del generoso dono che Francesco Romeo, originario di Castelbuono – è stato tra l’altro sindaco della cittadina madonita negli anni scorsi e fondatore del Museo Civico che il prossimo 24 Luglio taglia il traguardo del cinquantenario – vuole elargire. Romeo desidera una cosa sola: che il suo “tesoro” venga esposto al publico e perché no, a futura memoria, proprio nel suo paese. Castelbuono da culla della cultura di un tempo che fu’, oggi è “matrigna”, anzi è ben oltre, tomba dell’indifferenza. Sembra che le istituzioni locali stiano tentennando, si stanno perdendo nei labirinti della burocrazia senza prendere alcuna decisione. Così mentre la cittadina delle Madonie riflette, Francesco Romeo ha deciso di adottare una strategia , forse per portare allo scoperto i pseudo “intellettuali” del suo paese.”Questi cimeli sono tutta la mia vita – sottolinea con malinconia Romeo -io non chiedo soldi. Chiedo soltanto che il mio tesoro possa trovare una giusta collocazione in un Museo, possibilmente a Castelbuono, dove i giovani possano ammirarlo”. Insomma, chi vuole un museo di storia risorgimentale? Chi offre di più per accaparrarselo? Naturalmente è tutto gratis. Si sono fatti avanti finora il Comune di Marsala, quello di Caccamo ma anche la Fondazione “Guarino- Amelia” di Canicattì.

FB Romeo

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.