Casinò, Cefalù bocciata. Non avrà una casa da gioco

[LAVOCEWEB] Cefalù perde l’ultima puntata al tavolo del casinò. Era in corsa con Taormina per aprire una sala da gioco. Taormina ce l’ha fatta, Cefalù è stata invece bocciata nella legge-voto dell’Ars. Al suo posto l’aula ha scelto la candidatura a sorpresa di Palermo. Il testo passerà al vaglio del Parlamento nazionale perché la Regione non ha in materia potestà legislativa primaria
Il ddl-voto è passato a maggioranza, col voto contrario dei 12 deputati 5stelle e con 4 astenuti.
Eppure era stato l’assessore Michela Stancheris ad annunciare qualche mese fa che pensava di aprire due casinò in Sicilia. Aveva indicato anche le città destinate a ospitarli come una carta del rilancio turistico. C’era stato anche il voto favorevole in commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale.
Destra e sinistra si sono ritrovate d’accordo. E lo eano anche i sindaci di Cefalù e Taormina. Il testo della proposta, primo firmatario il deputato Lino Leanza (articolo 4), inizialmente prevedeva solo Taormina che già negli anni Cinquanta e Sessanta aveva aperto, con il cavaliere Domenico Garnaschelli, una sala da gioco a villa Mon Repos. Un emendamento in commissione ha però aperto la strada anche a un casinò in provincia di Palermo. E naturalmente la scelta si è orientata verso Cefalù. Ma alla fine è prevalsa la candidatura di Palermo.
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