Caso Denise, la PM che indagò sulla scomparsa: “Gioacchino Genchi spiegò come la Corona riuscì a sfuggire alle intercettazioni”

[GioacchinoGenchi.it] Il magistrato Maria Angioni, che si era occupata del caso di Denise Pipitone, la bambina scomparsa a Mazara del Vallo nel 2004, è intervenuta al programma “La vita in diretta”, in onda su Rai 2 e condotto da Alberto Matano.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Denise sarebbe stata rapita dalla sorellastra Jessica Pulizzi con la complicità della madre Anna Corona e dell’ex fidanzato Gaspare Ghaleb per motivi sottesi a «vendetta e gelosia perché Denise e Jessica Pulizzi sono figlie dello stesso padre, Piero Pulizzi». La posizione di Anna Corona, indagata in un secondo filone d’indagine per sequestro di minorenne, è stata archiviata dal gip di Marsala nel dicembre 2013. Il 19 aprile 2017 la Cassazione confermò in via definitiva l’assoluzione di Jessica Pulizzi. Per gli addebiti dell’ex fidanzato, al termine del processo di secondo grado è intervenuta la prescrizione del reato.

Dure le parole del magistrato sul contesto ambientale in cui si svolgevano le indagini: «Durante lo stesso processo, quindi in maniera molto pubblica, il consulente tecnico della Procura di allora, il dottore Genchi, ha detto chiaramente: “Anna Corona usò il telefono che le era stato dato da una persona vicina agli ambienti della polizia giudiziaria. La Corona in questo modo riuscì a sfuggire alle intercettazioni”. Gioacchino Genchi disse: “Questo causò una percentuale addirittura fra il 60 e l’80% di perdita di possibili informazioni”. Questo è stato detto nel processo da un testimone tecnico importante».

L’intervista dal minuto 31:45. Qui il video.

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