« Caso “Erica” archiviato: una bolla di sapone. Assordante silenzio dell’amministrazione comunale »

L’INTERVENTO DEL CAPOGRUPPO FIASCONARO NELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 30 DICEMBRE 2013
Desiseriamo richiamare l’attenzione del Consiglio comunale su una vicenda della quale lo stesso è stato interessato da dibattito e discussione, e che ha caratterizzato il periodo conclusivo della scorsa consiliatura.
Ci riferiamo alla questione della coop. ERICA, che aveva coinvolto la precedente Amministrazione comunale, il responsabile del settore Tecnico ed in particolare l’allora assessore Nicola D’Ippolito.
E’ stata una delle vicende con le quali si è voluto inquinare e avvelenare il clima politico pre-elettorale delle ultime amministrative.
Attività a cui hanno partecipato anche esponenti di “Castelbuono in Movimento”, con comizi, accuse, illazioni, richieste di dimissioni dell’assessore D’Ippolito.
Noi non abbiamo mai avuto un minimo dubbio circa l’operato dell’Assessore D’Ippolito e dell’Amministrazione comunale Cicero; tuttavia il Sindaco Cicero ha ritenuto di rendere dichiarazioni spontanee dalle quali è stata avviata l’indagine della Procura della Repubblica di Termini Imerese: proprio a volere fugare ogni dubbio, proprio per l’attaccamento a quell’etica pubblica a cui si fece riferimento in quelle accuse, ponendola alla base di quella richiesta di dimissioni.
Ora che la vicenda si è chiusa con l’archiviazione del procedimento penale avviato, che abbiamo appreso dalla notizia pubblicata da “Supra U Ponti” (che si può leggere sul link https://docs.google.com/a/i54.it/file/d/0B5x8bxoTFkrPVWt0aFlwTGYyVFU/edit), desideriamo esprimere pubblico compiacimento e rivolgere all’amico e compagno di tante battaglie Nicola D’Ippolito i nostri sinceri sentimenti di rinnovata stima, in relazione ad una vicenda che lo aveva colpito e ferito anche sul piano personale, in quanto gli attacchi e le accuse ne avevano offuscato la reputazione.
Sul piano amministrativo, peraltro, ancora in questa consiliatura, si è provveduto a liquidare il pagamento di quelle prestazioni rese dalla cooperativa in questione, che, altrimenti, se non fossero state regolari non sarebbero state pagate.
Oggi, quanti si sono resi protagonisti di voler addensare sul paese quel clima di avvelenamento dovrebbero fare, quanto meno, una serie autocritica e ne dovrebbero trarre le conseguenze.