Caso Montante, i rapporti con Lirio Abbate e Giuseppe Oddo

Riportiamo una parte di un articolo apparso su Meridionews.it in cui si da riferimento ai rapporti di Antonio Calogero Montante con diverse personalità del mondo dell’informazione, tra cui Giuseppe Oddo e Lirio Abbate. 

I RAPPORTI CON LIVESICILIA
Dei rapporti tra Montante e il quotidiano online Livesicilia parlerà agli inquirenti il giornalista del Sole 24 Ore Giuseppe Oddo. Quest’ultimo è stato in ottimi rapporti, almeno fino al 2013, con Montante a cui avrebbe chiesto un’intercessione per tutelare la sua posizione all’interno del quotidiano economico, dove non si sarebbe sentito valorizzato dal suo caporedattore. Motivo per cui, sentito dai pm di Caltanissetta, «avrebbe evitato di riferire circostanze compromettenti sul conto di Montante».

Oddo, tuttavia, racconta ai magistrati che nel luglio 2013 Montante gli avrebbe parlato «in modo non lusinghiero del quotidiano online, esortandolo ad attaccarlo giornalisticamente e facendogli presente che il direttore, Francesco Foresta, e uno degli azionisti, Giuseppe Amato, avessero “familiari legati alla mafia”». Secondo la ricostruzione di Oddo, Montante gli avrebbe consegnato «alcune carte, che egli aveva giudicato scarsamente rilevanti, poiché dalle stesse si evincevano, al più, notizie che potevano riguardare “il padre di Foresta per vicissitudini giudiziarie non legate alla mafia”», ma Montante avrebbe incalzato, raccontando anche di un presunto parente di Amato che sarebbe stato ucciso «in un agguato di mafia».

«Vale la pena – scrivono a commento della deposizione gli inquirenti – richiamare in questa sede le dichiarazioni di Oddo» a dimostrazione di come Montante, nel non gradire l’operato dei redattori di LiveSicilia, avesse fornito dei documenti «all’evidente fine di utilizzarlo per la redazione di un pezzo giornalistico, che doveva servire a supportare le sue illazioni circa la mafiosità di costoro». Da allora, di acqua sotto i ponti ne è passata. Francesco Foresta è morto dopo una lunga malattia il 10 gennaio del 2015. Nel suo messaggio d’addio, a conferma del legame che si era creato con Montante, ha rivolto anche un pensiero all’imprenditore, che proprio nella malattia gli è poi stato molto vicino: «Dagli angeli della speranza – aveva scritto Foresta – al mio angelo custode, Antonello. Lui sa perché. Non lo dimentichi mai».

IL RAPPORTO CON LIRIO ABBATE
Il nome del giornalista Lirio Abbate viene fuori a partire dalla testimonianza resa da Maria Sole Vizzini, revisore contabile dell’Ast, a proposito del tentativo di fusione tra la stessa società e la Jonica Trasporti, partecipata della Regione di cui Montante possedeva una piccola quota che, in caso di fusione e successiva privatizzazione dell’Ast, avrebbe comportato per Montante il diritto di prelazione sull’acquisto delle azioni in vendita.

Il presidente facente funzioni della partecipata, Giulio Cusumano, racconterà in seguito di aver ricevuto pressioni, legate anche alla sua vita privata, per concretizzare la fusione delle due società. Pressioni di cui Cusumano aveva parlato anche a Maria Sole Vizzini. Quest’ultima «aveva potuto comprendere – scrivono gli inquirenti – che ciò che le aveva raccontato Cusumano potesse avere un suo fondamento, in quanto era stata contattata dal giornalista Lirio Abbate, col quale aveva un rapporto di buona conoscenza, che le aveva domandato se corrispondessero a verità le notizie sulla vita privata di Cusumano» che circolavano.

Ma gli inquirenti precisano anche che «dal contenuto della cartella di Montante denominata Tutti emerge la sussistenza di ottimi rapporti tra lo stesso imprenditore e il giornalista Lirio Abbate, risalenti già al 2008». Colazioni, pranzi, cene, un Ferragosto insieme in barca insieme, tutti meticolosamente appuntati da Montante fino al 2013, che testimoniano quella «sussistenza di ottimi rapporti» tra i due.

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