Caso Polizzotto, Repubblica sulle dimissioni del braccio destro del presidente

[palermo.repubblica.it] ALLA fine ha gettato la spugna: «Non ci sto a finire nel tritacarne mediatico, sui giornali ogni giorno c’è qualcuno che mi attacca per i miei incarichi, io ho la mia onorabilità da difendere». Così Stefano Polizzotto, a pranzo, comunica al governatore Rosario Crocetta la sua «scelta irrevocabile». «Mi dimetto da capo della segreteria tecnica», annuncia.

L’avvocato originario di Castelbuono, cerca così di evitare la «sovraesposizione mediatica» che, secondo lui, lo sta danneggiando. «Mi attaccano per i miei incarichi, come se non sapessero che spesso la gran parte di questi lavori li ho da ben prima di diventare capo staff del governatore, io sono un avvocato», dice tutto d’un fiato lasciando Palazzo d’Orleans. Anche se Crocetta assicura che «per lui un ruolo ci sarà sempre». «Penso di nominarlo consulente perché ho bisogno dei suoi pareri legali», dice il presidente della Regione.

Polizzotto era già entrato in fibrillazione qualche giorno fa, quando si era saputo dell’indagine a suo carico per abuso d’ufficio e truffa riguardo a una consulenza ricevuta dall’ospedale Cervello nel 2003 e rinnovata nel 2010. Ma a fare traboccare il vaso sono state anche altre «illazioni».

Come quella che arriva da Cefalù: al San Raffaele nei mesi scorsi è stata assunta una cognata di Polizzotto, e un altro cognato è entrato nell’orbita della Lato, società che offre servizi allo stesso ospedale, del quale l’avvocato è consulente per un incarico da circa 20 mila euro all’anno: «Questo è troppo – dice Polizzotto – sono consulente del San Raffaele da diversi anni e a mia cognata quel posto spettava come categoria protetta, in quanto orfana perché il padre è morto in un incidente sul lavoro. Per evitare polemiche ho chiesto perfino che le venisse applicato un contratto a tempo determinato e non indeterminato. L’altro mio cognato lavora in una società diversa dal San Raffaele. Insomma, qui c’è qualcuno che ha azionato una macchina del fango, ma io non ci sto».

Polizzotto è stato tirato in ballo nei giorni scorsi in altre polemiche per alcuni incarichi legali che ha mantenuto dopo la nomina a capo della segreteria di Crocetta: «Nessuno dice però che al presidente ho chiesto un contratto da collaboratore proprio per poter continuare la professione legale. Io da capo della segreteria non guadagno, anzi guadagnavo, come un dirigente ma la metà. E c’è di più: all’atto del mio insediamento ho presentato la mia dichiarazione dei redditi, così tutti possono rendersi conto che da libero professionista guadagno molto di più».

Certo è che Polizzotto ha consulenze con il Comune di Licata, con il San Raffaele, ha avuto altri incarichi per pareri dal Policlinico di Palermo e difese legali da Irsap e Sviluppo Italia. Allo stesso tempo ha ricevuto incarichi dall’Aiop, l’associazione delle cliniche private. Inoltre, appena insediatosi a Palazzo d’Orleans, Crocetta lo ha nominato nei consigli di amministrazione delle società più “calde”, perché lo considera «una delle poche persone di cui fidarsi davvero». Così Polizzotto oggi siede nei cda di Sas (la ex Multiservizi) e Ast.

Di fatto l’avvocato, che ha mosso i primi passi nello studio di Giovanni Pitruzzella, da novembre a oggi ha gestito in prima persona tutti i temi più scottanti e delicati dell’avventura del governatore. Assieme alla segretaria generale di Palazzo d’Orleans, Patrizia Monterosso, è stato l’uomo di fiducia assoluta dell’ex sindaco di Gela, che infatti non vuole privarsene: «Lo nominerò consulente», ripete. Polizzotto però, lasciando la segreteria tecnica, non avrà più la gestione di tutto il traffico di decreti e delibere che riguardano il governo, e a Palazzo d’Orleans come persona di «assoluta fiducia» del governatore rimarrà solo la Monterosso, che si è detta «molto dispiaciuta» della scelta fatta dall’avvocato.

Sul tavolo di Polizzotto c’erano vari dossier scottanti: dalla nomina dei manager della Sanità agli scandali dei governi passati che rischiano di travolgere le casse della Regione, come quello del censimento degli immobili e del fondo con la Pirelli Re o, ancora, del Consorzio autostrade. Anche il tema ufficio stampa era stato curato da Polizzotto, che aveva stilato le lettere di licenziamento ai giornalisti. A chi andranno adesso tutti questi dossier? Chi li gestirà?