Caso #Volkswagen, ecco gli scenari possibili sul territorio di Castelbuono e delle Madonie

[Riceviamo  e pubblichiamo] Nel territorio di Castelbuono sono numerosissimi gli utenti e consumatori stradali che si sono affidati al celebre marchio automobilistico. In molti ci avete scritto per capire come tutelarsi, nel caso in cui le indagini avviate dal Ministero dovessero avere riscontro positivo.
Ecco un breve articolo per tutti gli utenti delle Madonie interessati.

Milioni di auto sotto accusa in Usa, richiami e panico che serpeggiano fra i consumatori. Chi ha acquistato un prodotto che avrebbe dovuto avere determinate caratteristiche, e ne ha ricevuto uno diverso, potrebbe chiedere un risarcimento del danno. In aggiunta, laddove l’omologazione delle vetture venisse meno, potrebbero esserci anche problemi di copertura assicurativa.

Le conseguenze sul piano legale, quindi, non sono indifferenti. Il regolamento di riferimento nella Ue è il 715/2007 che vieta l’uso di impianti di manipolazione che riducano l’efficacia dei sistemi di controllo delle emissioni e altre condotte illecite.
Ogni veicolo truccato, quindi, potrebbe costare alla Volkswagen 37.500 dollari di sanzione negli Stati Uniti, in tutto il conto ammonterebbe a 18 miliardi. Ma vi è di più. Oltre alla pena pecuniaria i dirigenti della Volkswagen rischierebbero di finire sotto inchiesta da parte del Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti per violazione delle norme antismog.
Motivo per cui il gruppo ha già accantonato 6,5 miliardi di euro per far fronte alle spese legate allo scandalo. Tutto questo senza calcolare l’enorme danno di immagine che simili rivelazioni comportano per una potenza mondiale del settore, che da sempre investe sulla propria anima green.

A ben vedere il tema è delicato, perché il livello di emissioni di un’auto è uno degli elementi chiave della vicenda. Tema, peraltro, attuale.

E se si riuscisse a dimostrare che effettivamente un’auto in realtà non corrisponde (vuoi per un trucco di software, vuoi per una truffa in fase di controllo, per corruzione o per un errore tecnico, fate voi…) a quanto rilevato in sede di omologazione, allora il veicolo – qui la legge parla chiaro – andrebbe ritirato dalla circolazione, salvo poi essere riammesso dopo essere rientrato nelle specifiche identificate dalla carta di circolazione (quella che nel gergo si chiama “libretto.
E noi italiani, cosa dobbiamo fare?

Considerando gli 11 milioni di esemplari truccati confessati da Volkswagen, è probabile che l’inchiesta coinvolga anche auto che circolano sulle nostre strade. Quali poi potranno essere le rivalse legali ed economiche nei confronti della casa dipenderà dagli esiti delle indagini e dalla raccolta di dati più dettagliati.
Giova a tal uopo rilevare che anche l’Italia aderisce alla direttiva quadro 2007/46/CE, che indica principi comuni e validi per tutti in merito all’omologazione dei veicoli a motore. In particolare, è sufficiente che un’auto venga certificata in regola da un omologatore (solitamente un soggetto terzo, non indipendente e non pubblico) di un singolo paese perché sia automaticamente immatricolata anche negli altri stati, senza dover sottostare a ulteriori controlli.
Per questo motivo il nostro Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha interpellato direttamente, oltre a Volkswagen, anche il KBA (Kraftfahrt-Bundesamt), ossia l’omologatore tedesco che ha effettuato le verifiche sulle auto del marchio.  Siamo in attesa, quindi, di capire se la situazione ha anche colpito il mercato italiano.
Come tutelarsi in caso di riscontro positivo?
Il nostro studio è convenzionato con due importanti studi legali specializzati in Diritto Ambientale, aventi sede a Londra, con cui siamo in costante aggiornamento in merito agli sviluppi della vicenda.
Ove ciò fosse confermato (auto truccata) saremo pronti per promuovere le opportune azioni del caso a mezzo tutela collettiva e individuale.
Per info: studiolegale.fasano@alice.it