Cassa integrazione, via al bonus ai regionali per le pratiche: la ministra manda gli ispettori

La svolta, a meno di sorprese dell’ultimo istante, è in programma per oggi. Perché dalla Regione arriva un via libera di fatto al bonus di 10 euro per velocizzare l’analisi delle pratiche della cassa integrazione: “A questo punto – annuncia l’assessora regionale alla Funzione pubblica Bernardette Grasso – manderò una nota all’Aran perché lo smaltimento delle pratiche per la cassa integrazione in deroga sia inserita come obiettivo per sbloccare i premi già previsti per i dipendenti”. Si farebbe ricorso cioè al fondo da 30 milioni per il salario accessorio: una quota di quei soldi – le stime circolate ieri alla Regione oscillavano fra 300 e 350mila euro in tutto – andrebbe a chi si occupa della cassa integrazione in deroga. “Domani (oggi per chi legge, ndr) – rilancia il dirigente generale del dipartimento Lavoro Giovanni Vindigni – convocherò i sindacati per proporre loro la firma dell’accordo”.

Eppure, sullo sfondo, c’è già una battaglia pronta. Anzi due: da un lato i sindacati sono ora sul piede di guerra, perché vedono nella diffusione dei dettagli dell’accordo prima che questo fosse firmato un tentativo di delegittimare la categoria dei regionali. Così, nel giro di poche ore, nelle redazioni piovono note di fuoco contro la piattaforma informatica: un software per aspettare il quale la Sicilia è partita in ritardo di 20 giorni e che continua a funzionare a scartamento ridotto.

Vindigni, alla fine di aprile, l’ha esplicitamente ammesso in un tavolo con i sindacati e l’ordine dei Consulenti del lavoro: il programma è troppo rigido, e se c’è un minimo errore bisogna ricominciare da capo. Con conseguenze gravissime, vista la lentezza: c’è chi per aver indicato un codice di avviamento postale generico – ad esempio 90100 per Palermo, anziché quello specifico del quartiere – si è visto rifiutare la domanda ed è dovuto ripartire dall’ultimo posto della coda di priorità. 

L’altra battaglia è quella politica. Che ieri ha spinto la ministra Fabiana Dadone ad annunciare l’invio di ispettori: “Siamo in un momento delicatissimo per tutto il Paese – dice – e mi lascia attonita apprendere della richiesta di ulteriori bonus retributivi da parte dei sindacati dei dipendenti della Regione siciliana per lo sblocco delle pratiche sulla cassaintegrazione in deroga”. 

E intanto il Movimento 5 Stelle chiede già all’assessore regionale al Lavoro Antonio Scavone di riferire all’Ars sulla vicenda e Luca Sammartino di Italia viva chiede che sia invece il presidente della Regione a intervenire in aula su quello che giudica “un fallimento”, mentre il sindaco di Messina Cateno De Luca passa anche alle minacce: “Se entro questa settimana non si sbloccheranno tutte le pratiche di cassa integrazione ancora ferme – dice – andrò a Palermo ad occupare l’assessorato regionale del Lavoro”.

E mentre la Lega se la prende con i sindacati (“C’è un limite alla decenza”), il capogruppo di Italia viva al Senato Davide Faraone va all’attacco: “Mentre centinaia di migliaia di famiglie sono alla fame – osserva – la Regione speciale non riesce a fare una cosa normale: fare in fretta”.

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