Castelbuono e Gratteri uniti contro i suidi

[MADONIENEWS – 4 sett. 07] La problematica dei suidi ritorna sempre di piu? di attualità nelle Madonie, inoltre dopo gli incendi che hanno devastato significativi e vasti pezzi del territorio, si prevede il concentramento in quelle parti delle Madonie che non hanno subito incendi.
Aggressioni, panico tra i cittadini, frutteti ed orti distrutti, strade divelte, muretti di recinzione abbattuti, questo è quello che lasciano i suidi al loro passaggio, per queste motivazioni il Sindaco di Castelbuono Mario Cicero e il Sindaco di Gratteri Giuseppe Muffoletto hanno tenuto giorno 29.08.07 un incontro invitando: Il Direttore dell?Assessorato Regionale  Agricoltura e Foreste Ripartizione Faunistica e Venatoria ? Direzione Foreste di  Palermo; il Direttore dell?Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente di  Palermo; il  Direttore dell?Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Palermo; il Presidente dell?Ente Parco delle Madonie di Petralia Sottana (PA); il Presidente del WWF Sezione Sicilia Via E. Albanese di  Palermo; il  Presidente di Legambiente di  Palermo; il  Presidente del CAI  di Palermo; il  Presidente di  ITALIA NOSTRA di Palermo.
Erano presenti alla riunione; Mario Cicero Sindaco di Castelbuono; Giuseppe Muffoletto Sindaco di Gratteri; Domenico Fontana Presidente Lega Ambiente Sicilia; Massimo Belli dell?Isca Presidente Ente Parco delle Madonie; Salvatore Carollo Direttore Ente Parco delle Madonie; Filippo Provenzano  per l?Ispettorato Dipartimentale delle Foreste; Giuseppe Bonomo Funzionario dell?Ente Parco delle Madonie, per la Ripartizione Faunistica e Venatoria  hanno dato comunicazione dell?impossibilità a partecipare alla riunione  in quanto i funzionari erano impegnati in altri incontri istituzionali.
?Da questo incontro?, sottolinea il Sindaco di Castelbuono Mario Cicero, ?viene fuori come non vi è nessuna esigenza di trovare altre soluzioni normative, ma di attuare quelle già esistenti, impegnando con un protocollo d?intesa tutte le istituzioni interessate al problema e le associazioni ambientaliste affinché si possa ridimensionare   nel nostro territorio la presenza dei suidi e il controllo dei daini e delle capre inselvatichite. Si da mandato all?Ente Parco delle Madonie di  predisporre il protocollo d?intesa.

3 Commenti

  1. Potremmo parlare dei cinghia-maiali che hanno invaso i boschi e le campagne.
    Potremmo parlare del pericolo che essi costituiscono.
    Potremmo studiarne statisticamente il tasso di nascita.
    Potremmo chiedere i contributi per i danni subiti.
    Potremmo acquistare carne di cinghiale dal nostro macellaio di fiducia.
    Potremmo ringraziare Colui che ha introdotto i cinghiali nel Parco delle Madonie.
    Potremmo illustrare la ?geniale? invenzione detta ?gabbia?, ultimo ritrovato tecnologico, il cui fine ultimo dovrebbe essere la cattura dei cinghiali.
    Potremmo: io che scrivo e il responsabile del sito che autorizza la pubblicazione
    dell?articolo.
    Tuttavia, temendo la querela da parte di qualche ?porco grosso?, vigliaccamente si rinuncia a tali maldestri propositi e, diplomaticamente, si invitano i visitatori del sito castelbuono.org, a di-vertire l?amore per gli animali, verso altra specie a noi meno dannosa: la formica. Suggeriamo dunque una innocua e piacevole lettura: ?La formica argentina? di Italo Calvino, di cui riportiamo un brano.
    Chiesi: -Ma, quest?uomo, chi lo manda?
    – E chi vuole che lo mandi? ? disse Reginaudo. ? E? l?uomo del?Ente per la lotta contro la formica argentina, l?impiegato che viene a mettere la melassa in tutti i giardini nelle case. Quei piattini lì, vede? E la moglie: – Melassa avvelenata… – e fece un risolino come se la sapesse lunga.
    – E le ammazza? ? Queste mie domande erano un gioco estenuante; già lo sapevo; ogni tanto pareva che tutto fosse lì lì per risolversi e poi ricominciavano le complicazioni.
    Il signor Reginaudo scosse il capo come se avessi detto una cosa sconveniente.
    ? Ma no… Veleno a dosi minime, si capisce… Melassa zuccherata di cui le formiche sono ghiotte. Le operaie devono tornare al formicaio, nutrire con queste piccolissime dosi di veleno le regine, che in questo modo, prima o poi, devono morire avvelenate. Non volli domandare se, prima o poi, morissero davvero. Capivo che il signor Reginaudo m?informava di questo procedimento col tono di chi, personalmente, sostiene un concetto diverso, ma sente il dovere di riferire obiettivamente e con rispetto l?opinione ufficiale dell?autorità. Sua moglie invece, con l?intolleranza
    propria delle donne, non si peritava di manifestare la sua avversione per il sistema della melassa, e sottolineava il discorso del marito con risatine maligne, con battute ironiche: atteggiamento che a lui doveva apparire in qualche modo fuori luogo o troppo azzardato, perché cercava di darle sulla voce e ad ogni modo d?attenuare quest?impressione di disfattismo, non proprio contraddicendola completamente ? forse perche? in privato anche lui s?esprimeva cosi?, e anche peggio -, ma cercando di
    darle piccoli esempi d?equanimita?, come: – Be?, ora tu esageri, Claudia… Certo molto efficace non e?, ma puo? servire… Poi lo fanno gratuitamente… Bisogna aspettare qualche anno prima di giudicare…
    – Qualche anno? Sara? vent?anni che mettono quella roba li?, e ogni anno le formiche si moltiplicano.
    … …
    – Il ricostituente, viene a dare alle formiche, quello li?: il ricostituente, altro che il veleno! ? E la signora Reginaudo, di rincalzo, in un tono un po? mellifluo: – Il giorno che non ci fossero piu? formiche i funzionari dell?Ente dove andrebbero? Quindi, cosa
    vuole che facciano, signora mia?
    – Le ingrassano, ecco quello che fanno! ? concluse con ira la signora Aglaura.
    Italo Calvino, La formica argentina

  2. Alla fine del’articolo si legge:

    “Si da mandato all?Ente Parco delle Madonie di predisporre il protocollo d?intesa.”

    Il che non vuol dire che se ne lavano le mani…
    Piuttosto significa che si affida la risoluzione del problema all’ “Uomo della formica”.

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