“Castelbuono e l’accoglienza che FAI”

Le giornate del FAI sono un autentico toccasana.
Il FAI riesce, meglio di quasi tutti e forse al pari delle vecchie giornate di Salvalarte di Legambiente (con finalità un po’ diverse), a richiamare con forza l’attenzione sull’immenso patrimonio artistico italiano e a restituire ad un pubblico vasto e solitamente distratto la fruizione delle meraviglie sotto casa. Sembra quasi la “domenica tipo” dell’Italia “come-dovrebbe-essere”: 750 siti aperti, 600.000 visitatori stimati, 7.000 volontari e 22.000 apprendisti ciceroni.
Numeri che rendono la misura di un successo esteso in tutta la penisola, e che riguardano a pieno titolo anche Castelbuono. Splendida l’atmosfera, preparatissime le piccole guide, tanti i visitatori e tutti molto soddisfatti. Un ottimo lavoro, ben orchestrato e gestito ad ogni livello: a partire dal prof. Marsiglia, passando per le Istituzioni e fino ai singoli apprendisti ciceroni.
Ma il neo – ahinoi – c’è e merita di non rimanere sottaciuto.

La cartolina di questo numero rende eloquente un altro tipo di “accoglienza” che cominciamo ad offrire sempre più ai visitatori. Il sacchetto non è infatti un episodio isolato, ma si trova spesso in compagnia di altri, specie nei week end, nei dintorni dell’area castellana. Abbiamo avuto più di una volta prova diretta e uguale segnalazione da amici.
Ovviamente più volte abbiamo scansato o persino nascosto nelle nostre auto questi simpatici biglietti da visita, ma purtroppo oggi non rappresentano più una casistica trascurabile e meritano quantomeno una nostra cartolina.

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