“Castelbuono, falso avvocato sotto processo”

[Giornale di Sicilia – Giuseppe Spallino] Si sarebbe spacciato per avvocato, truffando migliaia di euro a diversi cittadini che erano ricorsi a lui per il patrocinio in cause civili. Con questa accusa è stato citato a giudizio Giuseppe La Grua, personaggio molto conosciuto a Castelbuono, laureato in Giurisprudenza a Camerino e già praticante avvocato, ma mai abilitato per l’esercizio della professione forense. La Procura termitana ha aperto due inchieste giudiziarie per truffa, una delle quali è ancora in corso ed è condotta dal pubblico ministero Giacomo Brandini.
Uno dei denuncianti ha raccontato ai carabinieri della locale stazione che La Grua, incontrandolo per caso da un medico alcuni giorni dopo un’operazione chirurgica, gli ha chiesto cosa fosse successo. «Io gli raccontai dell’accaduto – ha dichiarato l’uomo a verbale – e lui qualificandosi come avvocato mi disse che sicuramente l’intervento non era andato bene per negligenza dei medici», e pertanto «mi consigliava di avviare una procedura legale contro l’istituto ospedaliero San Raffaele-Giuseppe Giglio di Cefalù».
Per avviare la causa contro il nosocomio La Grua avrebbe incassato 1.320 euro, pagati mediante assegni bancari, e una macchina che doveva essere venduta al prezzo di 700 euro. «Quindi – precisò il denunciante ai militari dell’Arma – formalmente figura una vendita, ma di fatto l’avvocato La Grua non ha mai pagato niente perché voleva l’auto come forma di ulteriore acconto». L’uomo, inoltre, gli avrebbe dato un’altra somma che ammontava a 200 euro per avviare una causa contro l’ex datore di lavoro del figlio, che era stato licenziato prima del termine contrattuale.
Avendo constatato che non era stata svolta ancora nessuna procedura legale, la presunta vittima si è recata a casa di La Grua e prese un assegno «firmato ma non intestato», che al momento dell’incasso «risultava protestato, di conseguenza mi viene addebitata la somma di euro 99,38».
Giuseppe La Grua adesso è stato citato a giudizio per truffa, ma è finito sotto processo anche per altri due procedimenti paralleli: in questi casi i reati contestati sono di appropriazione indebita e minacce e ingiurie su Facebook, indagine quest’ultima che è stata condotta direttamente dal procuratore di Termini Imerese Alfredo Morvillo.
L’imputato al momento non ha un difensore, poiché il suo avvocato ha rinunciato al mandato e così la prima udienza a suo carico ha subito un rinvio. Attualmente, inoltre, risulta all’estero. (*GIUSP*)

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