Castelbuono in Comune. “Il sindaco Mario Cicero tace sull’indagine mafiosa Alastra e sui rapporti con Ippolito”

Silenzio non parla Mario Cicero. Infatti, il sindaco tace, sta zitto, muto, lingua tagliata, bocca cucita, ha perso la parola.
Il Sindaco si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma il Consiglio Comunale non è la Procura della Repubblica e i silenzi in mafia si leggono come omertosi, quando si conoscono i fatti. I silenzi sono inquietanti e lasciano solo dubbi, paure.
Che scena imbarazzante, al sindaco erano stati chiesti i chiarimenti sui discussi rapporti avuti con un soggetto tratto in arresto per mafia ma improvvisamente si è mangiato la lingua. 
E cosa aveva da nascondere?
Il sindaco,  tanto amante delle visiere per la trasparenza improvvisamente indossa la mascherina come bavaglio alle parole.
Il sindaco ci nasconde qualcosa, conosce i fatti e le persone, tanto è vero che, solo dopo avere visto la foto di Ippolito tratto in arresto nell’operazione Alastra, è saltato dalla sedia e si è recato dai Carabinieri.
Il sindaco aveva un solo dovere morale in consiglio comunale, avrebbe dovuto tranquillizzare la nostra comunità e invece ci voleva prendere in giro con la storiella dei suoi segreti. Ma non siamo pesci che abboccano alle fandonie del sindaco, lui sì è muto come un pesce. Ippolito era già tratto in arresto e i chiarimenti del sindaco per i rapporti con questo personaggio non avrebbero comportato alcun problema per le indagini.
Oppure c’è dell’altro che vuole tenerci nascosto?
L’interrogazione consiliare aveva lo scopo di rassicurare la nostra comunità, poiché eravamo sicuri delle spiegazioni che avrebbe fornito il sindaco che invece è rimasto muto, cercando di confondere le acque dimenticandosi che non esistono fatti privati (consorzio produttori madoniti) nella sfera pubblica di un politico specie quando si parla di mafia.
A queste domande doveva rispondere il mutanghero Mario Cicero:
– se e in che termini il Consorzio Produttori Madoniti, di cui è presidente il nostro attuale sindaco Mario Cicero, nella qualità di gestore delle aree mercatali di Irosa e Campofelice ha dato in affidamento celle frigorifere a Campofelice a tale sig. Pietro Ippolito, soggetto tratto in arresto per ragioni di mafia nelle recenti inchieste giudiziarie; 
– se e in che termini il nostro attuale sindaco Mario Cicero ha incontrato più volte il predetto Pietro Ippolito al fine dare in gestione il nostro macello comunale o parte di esso per consentire allo stesso la propria attività di commercializzazione e confezionamento di formaggi  sotto il marchio Principe;
– se e in che termini nell’ambito dell’attività del Consorzio Produttori Madoniti il soggetto in questione, tratto in arresto per mafia, è stato tra i partecipanti in una fiera in Belgio per la promozione dei nostri prodotti.

Era dovere morale e politico del sindaco fornire chiarezza cristallina sulla vicenda, doveva informare i cittadini e rendere una risoluta risposta a garanzia della nostra comunità contro ogni possibile insinuazione di dubbio, cedevolezza e opportunità mafiosa.
Per questo da oggi in poi potrà risparmiarsi ogni morale sulla mafia, le sue parole si sono trasformate in silenzio e suoi fatti ce li ha tenuti nascosti. 
 “Testa ca un parra si chiama cucuzza”, peccato che non eravamo al supermercato ma in consiglio comunale, e il suo silenzio ha riempito di una mortificante vergogna Castelbuono.

Il gruppo Consiliare e il Coordinamento CASTELBUONO IN COMUNE

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