Castelbuono in Comune. “La democrazia non si proclama, ma si fa”

Domenica 16/2/2020 nella sala delle Capriate (Badia) si è svolta un’affollata assemblea cittadina indetta dal Movimento Castelbuono in Comune. I numerosi presenti hanno vissuto un intenso e lungo pomeriggio di ascolto attivo e di riflessione durante il quale si è “ritrovata” la tensione ideale e la determinazione propria della gente di Castelbuono. Abbiamo ascoltato da parte di relatori qualificati le tante problematiche che attanagliano il paese per le quali è urgente individuare iter da seguire per una loro rapida soluzione. 

L’aspetto più coinvolgente dell’incontro è stato il chiedersi quale senso attribuire ad un progetto di democrazia partecipata. E’ stata un’emozione per i componenti del Movimento per Castelbuono ritrovare nei presenti il piacere di essere informati sui percorsi contorti seguiti dall’Amministrazione Comunale che, di fatto, hanno impedito e impediscono di giungere alla realizzazione di opere pubbliche utili. I relatori  di ciascuna problematica non hanno deluso i presenti e con perizia e precisione hanno illustrato le debolezze della progettualità di ciascuna opera e le incomplete informazioni fornite dall’Amministrazione comunale. E’ stata effettuata una fedele ricostruzione non disgiunta da valutazioni tecniche e politiche dalla quale emergono le negligenze di un’Amministrazione Comunale che non riesce  a rispettare gli impegni presi. 

E’ stato un momento di dialogo pacato ed elegante che ha fatto emergere “le minoranze creative” dal buio che imperversa nel Palazzo Comunale e permesso di approdare ad un percorso condiviso  che porterà al superamento della crisi democratica dell’istituzione comunale. Il filo conduttore di tutto il dibattito è stato il costante riferimento implicito alla citazione del francese filosofo V.A. De Tocqueville: “E’ nel sonno della pubblica coscienza che maturano le dittature” inserita nel manifesto /avviso.

E’ stato un piacere ascoltare le parole dei tanti (coordinatore del PD e di Svolta popolare, Coordinatore del Movimento Castelbuono in Comune, moderatore e Consiglieri Comunali ed altri), che hanno coniugato il senso dell’essere democratici con la capacità di un amministratore di guardare non il presente ma dare prospettive per il futuro, quello di rivolgersi al Bene comune e non a quello individuale, quello di non riferirsi a scelte vantaggiose per le prossime elezioni e quello di scegliere per gli altri e non per se’ stessiE’ stato sottolineato che senza dialogo  si giunge presto alla pratica  dell’onnipotenza, alla scarsa garanzia contro gli abusi  e alla dimensione del “paternalismo autoritario” che trasforma i cittadini in sudditi

Un religioso silenzio ha accolto la sofferta narrazione del Giornalista Ignazio Maiorana, condannato dal Tribunale di Termini Imerese. Rispetto per la sentenza, ma nessuna legge dell’ordinamento giuridico italiano vieta ai cittadini di porsi degli interrogativi ed elargire un caloroso applauso di solidarietà. Segretamente, molti si chiedono se non è doverosa la restituzione della somma incassata. La narrazione della vicenda giudiziaria è stata intrisa di momenti di autoriflessione e considerazioni. Il giornalista ha dichiarato di “sentire la sua condizione di orfano perché privo di un paese che non ascolta  il suo bisogno/ dovere di narrare la verità .” 

E, sempre, facendo riferimento al contenuto della citazione di V.A. De Tocqueville è stato argomentato che una gestione antidemocratica conduce all’apatia, all’irresponsabilità individuale, alla rinuncia all’impegno politico e all’affidamento della res pubblica ad un potere “ onniscente” . Si chiede di avviare un percorso che escluda l’idea di risolvere i problemi che riguardano se stessi, che rinuncia all’idea della delega che spesso genera un rapporto clientelare. Condiviso  da tutti il  bisogno di riscoprire l’arte della Partecipazione attraverso la creazione di nuovi comitati e gruppi di studio e lavoro che vigilino e valutino i risultati  in modo oggettivo . 

L’assemblea si è chiusa con l’impegno d’intraprendere iniziative sinergiche tra tutti gli attori presenti per affrontare un percorso di democrazia partecipata nel quale verrà ascoltato il grido di tutti per vivere realmente la dimensione della cittadinanza attiva.Abbiamo il dovere di custodirci come comunità. Le parole di Don Milani “Se abbiamo un problema in comune e cerchiamo di risolverlo da soli si chiama Egoismo, Ma se lo risolviamo insieme si chiama Politica” saranno la luce per il futuro. Coinvolgente è stato l’invito del Consigliere Sottile rivolto ai giovani di Castelbuono perché partecipino a pieno titolo alla gestione della res pubblica. Il Movimento Castelbuono in Comune sarà il contenitore democratico pronto ad accogliere i portatori di valori e non di interessi.

Per il coordinamento di Castelbuono in Comune

Prof.ssa  Giusy Minutella

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