Cefalù, allarme ambientale sul raddoppio ferroviario

[lavoceweb.com] L’allarme è già scattato sul progetto di raddoppio ferroviario Cefalù-Castelbuono, che presenterebbe varie criticità ambientali. È quello che sostengono gli esponenti di un comitato spontaneo costituito per evitare “effetti devastanti”. Su due siti in modo particolare: il fiume Carbone e il litorale di Sant’Ambrogio, uno degli arenili più frequentati e incontaminati.

Il raddoppio ferroviario è un’opera divisa in due lotti: quello che collega Ogliastrillo a Castelbuono è lungo 12,300 chilometri e comporterà una spesa di 530 milioni. Il progetto, dopo tanto tempo, è ora entrato nella fase conclusiva con la realizzazione di due gallerie: una a doppia canna, un’altra a canna singola con galleria di servizio. L’appalto è stato già assegnato all’impresa Toto, i lavori dovrebbero cominciare il mese prossimo. Il progetto prevede l’estrazione di oltre due milioni di metri cubi di materiale. Sarà conferito in una cava della zona che però non avrebbe una capacità sufficiente.
I promotori del comitato temono che i lavori possano minacciare il litorale di Sant’Ambrogio e il greto del fiume Carbone. Si tratta, fanno osservare, di una zona caratterizzata da fragilità idrogeologica. La viabilità sarà poi appesantita dalla spola di camion.
“Non siamo – avverte Virgilio Bellomo, uno dei promotori del comitato – contrari a un’opera pubblica che riteniamo indispensabile. Nessuno pensi quindi di avere a che fare con No-tav. Chiediamo però che vengano salvaguardate le attività ‘pulite’ di un territorio di enorme bellezza compatibili con la sua vocazione turistica e ambientale”.
Il comitato ha manifestato le proprie preoccupazioni al sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina. E chiede di sapere se il progetto abbia ottenuto almeno la valutazione di impatto ambientale.

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