Cefalù e Taormina puntano una carta al tavolo dei casinò

[LAVOCEWEB] L?assessore Michela Stancheris lo aveva annunciato qualche mese fa: pensava ad aprire due casinò in Sicilia, uno a Cefalù e l?altro a Taormina. E in effetti è una carta che la Regione sta puntando sul tavolo del rilancio turistico. E non solo. È un percorso che è appena cominciato ma non avrà un andamento facile: numerose iniziative legislative si sono nel passato perse per strada. Ma ieri è stato fatto un importante passo avanti con il voto favorevole (contrari i Cinquestelle) in commissione Affari istituzionali dell?assemblea regionale.
Destra e sinistra sembrano d?accordo. E lo sono anche i sindaci di Cefalù e Taormina, destinate a ospitare le case da gioco. Il testo della proposta, primo firmatario il deputato Lino Leanza (articolo 4), inizialmente prevedeva solo Taormina che già negli anni Cinquanta e Sessanta aveva aperto, con il cavaliere Domenico Garnaschelli, una sala da gioco a villa Mon Repos. Un emendamento in commissione ha però aperto la strada anche a un casinò in provincia di Palermo. E naturalmente la scelta è orientata verso Cefalù .
Entusiasta il sindaco di Taormina, Ligio Giardina: ?Vedremo cosa farà Roma, anche se non capisco perché usare due pesi e due misure, perché a Sanremo può esserci un casinò e in altre parti d’Italia no?. Giardina è sicuro che un casinò può avere riflessi positivi per alberghi, ristoranti e attività collaterali. E anche il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, dice di essere favorevole al progetto. Anche perché, sottolinea, ?a differenza di quanto accade per il gioco che si fa nei locali con slot machine, il casinò ha regole ben precise e poi incrementerebbe il turismo con ricadute positive per l?economia del territorio?.
L?assessore regionale al Turismo, Michela Stancheris, che aveva lanciato l?idea è ovviamente schierata a sostegno del disegno di legge che la conferenza dei capigruppo penserà a calendarizzare per la discussione in aula. Si tratta di una legge-voto che dovrà poi passare per la doppia lettura alla Camera e al Senato.

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