Cefalù, lo strazio degli amici nell’ultima partita di Peppe

[lavoceweb.com] Nell’ultima partita della vita di Peppe Cammarata c’erano tutti: gli amici, i tifosi, la gente. Tutti quelli che volevano bene a quel giovane che rappresentava il volto pulito e generoso del calcio dilettantistico. La chiesa degli Artigianelli non ha potuto accogliere tutta quella folla che nel giorno dell’Epifania è venuta per l’ultimo straziante saluto al “mister” che aveva vinto tante gare e si è arreso nel tornante più difficile della sua esistenza: troppo presto per dire addio ai sogni e a un impegno che doveva durare ancora nel tempo.

Indescrivibile la commozione di amici e parenti che l’hanno voluto ricordare con un messaggio toccante e delicato letto dal migliore amico e compagno di squadra durante la celebrazione eucaristica officiata da don Pasquale Pagliuso parroco del SS. Salvatore alla Torre.
In prima fila anche il sindaco Rosario Lapunzina e il vice sindaco Vincenzo Terrasi che hanno già deciso di intestare a Peppe lo stadio di Santa Barbara. E con loro anche Bartolo Vienna, sindaco di Geraci Siculo, dove Peppe era arrivato due anni fa per guidare la squadra di calcio con successi e promozioni.

Sulla bara, portata a spalla dagli amici del cuore, le magliette indossate da Cammarata nei campi di gioco. E intorno al feretro i ragazzi che lo hanno accompagnato nel tragitto fino al cimitero indossando maglie bianche con il numero 10. Era il numero del campione ma anche quello dei miti del calcio che giocano nel ruolo più popolare e più evocativo. Ciao, Peppe. Ora il tuo campo di gioco è in cielo.

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