Centenario della nascita di V. Brancati

COMUNICATO STAMPA
Il drammaturgo e sceneggiatore siciliano Vitaliano Brancati (1907-2007) sarà ricordato, per il centenario della sua nascita, con due iniziative promosse dalla Biblioteca di Castelbuono.
A inaugurare l?omaggio allo scrittore sarà la proiezione del film: ?Il bell?Antonio? di Mauro Bolognini in programma venerdi 30 c.m. alle ore 18 presso la Sala delle Capriate ? Badia, nel ricordo della fitta attività cinematografica che lo ha visto sceneggiatore dei tre film diretti da Luigi Zampa ?Anni difficili?, ?Anni facili? e ?L?arte di arrangiarsi? e dalle cui opere letterarie è stato tratto oltre a ?Il bell?Antonio?, anche il ?Don Giovanni in Sicilia? di Alberto Lattuada.


Sabato 31 Marzo ore 17.00 sempre alla Badia si terrà un Seminario dal titolo: ?Per una rilettura del Brancati nel centenario della nascita? al quale parteciperà l?Università di Palermo con i docenti Domenica Perrone – Cattedra di Letteratura italiana contemporanea e Natale Tedesco – Ordinario di Letteratura italiana e Giada Fricano – dottoranda in Italianistica.
Le attività vedranno inoltre protagoniste alcune classi del Liceo Scientifico E.Medi di Castelbuono che, grazie alla disponibilità di alcuni docenti di Lettere, hanno approfondito lo studio del Brancati e le tematiche, estremamente attuali, proposte e denunciate ironicamente dall?autore.

La cittadinanza è invitata a partecipare.

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Brevi note sull?autore:
Nato a Pachino [Siracusa] nel 1907, compì gli studi a Catania. Si trasferì a Roma per svolgervi attività letteraria e giornalistica. Nel 1934 la crisi politica che lo portò a ripudiare gli scritti giovanili e il fascismo con la sua mitologia dell’azione. Tornò a Catania e si dedicò all’insegnamento, compiendo una scelta individuale coraggiosa, che pochi scrittori in quegli anni fecero preferendo collaborare con il fascismo. Collaborò al settimanale «Omnibus» con alcune corrispondenze, ispirate a un anticonformismo radical-liberale cui rimase fedele anche dopo il 1945. Gli ultimi anni furono angustiati dalle difficoltà familiari – aveva sposato l’antipatica attrice Anna Proklemer – e economiche. Morì a Torino nel 1954.

Soprattutto importanti sono le opere narrative. Gli anni perduti (1938) è un romanzo comico-simbolico di umori cechoviani e gogoliani. Ottenne il successo con tre romanzi successivi.
Don Giovanni in Sicilia (1941) è una farsa spregiudicata e partecipe del ‘gallismo’.
Un capolavoro novellistico è Il vecchio con gli stivali (1944), una denuncia dell’antifascismo ufficiale: ancora una volta un’opera controcorrente rispetto alle mode dominanti.
Il bell’Antonio (1949), racconto tragicomico di una impotenza sessuale dissimulata in cornici vitalistiche. Incompiuto e pubblicato postumo è Paolo il caldo (1954), storia di una ossessione erotica cui si intreccia l’analisi del costume culturale e sociale postbellico.

(?) Leonardo Sciascia, rinvenendo una linea di continuità tra Brancati e Borgese parla dei due come dei “più veri ed effettuali scrittori liberali di questo secolo: Borgese di fronte al fascismo; Brancati, da un certo punto in poi, di fronte al fascismo e poi di fronte al marxismo. E perciò stanno come in disparte, solitari e quasi dimenticati” [Leonardo Sciascia, “Per un ritratto dello scrittore da giovane”, Palermo 1985] (?)

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