Che ne sarà dell’ospedale Giglio di Cefalù?

[cefalunews.net]Che ne sarà dell’ospedale Giglio di Cefalù? La domanda s’impone a poche ore da una riunione di consiglio comunale che dovrebbe approvare lo statuto della nuova Fondazione nata per portare avanti il nosocomio cefaludese. Siamo davanti ad uno statuto del quale si sarebe dovuto parlare pubblicamente. Si è preferito alzarvi attorno il solito muro del silenzio.

A pochi giorni dalla riunione del consiglio comunale, che dovrà discutere ed approvare il nuovo statuto, voglio rivolgere un interrogativo ai venti consiglieri comunali cefaludesi e, soprattutto ai sindaci del comprensorio madonita che gravita attorno all’ospedale di Cefalù.

Quale dovrà essere il ruolo di Cefalù e dei comuni delle basse Madonie nella nuova gestione dell’ospedale Giglio? Dal nuovo statuto si apprende che il comune cefaludese è socio fondatore della fondazione. In questo senso nulla di nuovo rispetto a quanto accadeva con la gestione iniziata nel 2003 dal san Raffaele. Rispetto a dodici anni fa, però, sono cambiate tante cose. E’ mutato anzitutto il ruolo del comune di Cefalù nel territorio. Il comune normanno, infatti, non ha più la leadership che aveva nel 2003. Sono cambiati anche i membri della fondazione rispetto a quelli che vi facevano parte quando alla guida c’era il san Raffaele di Milano. Oggi due dei cinque soci fondatori, infatti, sono ospedali riuniti. Oggi si va avanti insieme e con progetti comuni. L’isolamento non aiuta a decollare. Per questo mi chiedo se oggi abbia senso parlare del comune di Cefalù come di uno dei soci fondatori della nuova fondazione. Non sarebbe più corretto estendere questo ruolo a tutti i comuni del comprensorio? Non sarebbe più giusto guardare ad una presenza collegiale dei comuni madoniti nella nuova fondazione? Non sarebbe più corretto coinvolgere da subito i comuni vicini in questo nuovo percorso facendoli entrare come «socio fondatore» con possibilità di scegliere insieme il loro rappresentante nella fondazione?

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