“Chitarre sotto accusa e caccia al tesoro planetaria.”

La foto del profilo facebook lo ritrae con un fucile in mano e ai suoi piedi un bambino nero morto su una pozza di sangue. Sulla sua identit? ancora non si ha alcuna certezza, si sa solo che ? un sudafricano e il nome con cui ? iscritto al social network ? Terrorblanche Eugene che richiama il nome di un leader del movimento razzista africano AWB ucciso nel 2010. Dopo la denuncia fatta da alcuni utenti, le autorit? sudafricane hanno avviato un’inchiesta per risalire alle generalit? dell’uomo che, qualora si accertasse la veridicit? della foto (a sinistra), verrebbe arrestato. Questo ? solo l’ultimo di una serie di episodi di razzismo bianco in Sudafrica dove, nonostante l’esempio di Nelson Mandela e di decenni di lotte per l’uguaglianza, si devono ancora fare i conti con gente del genere. Anche gli ultimi mondiali di calcio avevano riacceso il dibattito sui problemi di razzismo, ma il problema permane e ci sono ancora degli idioti che si divertono ad andare in giro uccidendo bambini neri come fossero bestie.

Cambiamo radicalmente registro per parlare dell’iniziativa pi? intrigante dell’anno per gli amanti dell’enigma. In questi giorni ? stato dato il via alla caccia al tesoro pi? grande del mondo. Ci? che serve ? un libro, dal titolo “La caccia al tesoro pi? grande del mondo” (?24,90 nella versione cartacea, ?9,90 come e-book) e il software Google Earth. Infatti l’obiettivo ? trovare l’El Dorado come localit? nel mappamondo interattivo, seguendo gli indizi forniti dalle immagini del libro che sono da collegare tra loro per arrivare ad un unico punto. La caccia al tesoro termina il prossimo Marzo. Per partecipare bisogna registrarsi al sito www.jointhetreasurehunt.com e la ricompensa per chi risolve l’enigma ? di ben 50 mila euro. Il vincitore sar? annunciato durante una conferenza stampa nell’Aprile 2012. Quindi, cari lettori, se vi sentite pronti per un’esperienza degna di Indiana Jones e abbastanza stimolati dalla lauta ricompensa mettetevi in gioco.

Cos’hanno in comune Larry Page, Chuck Berry, Bob Marley, John Lennon e Slash (solo per citarne alcuni)? Ovviamente il fatto di suonare una Gibson. La leggendaria casa produttrice di chitarre elettriche ? per? sotto accusa dai federali americani per aver fatto uso di alberi in via d’estinzione, come l’ebano importato dall’India, per produrre i propri strumenti. L’amministratore delegato dell’azienda con sede a Nashville ha smentito tutto promettendo ai clienti-musicisti sparsi in tutto il globo di dimostrare in tribunale la non colpevolezza. Fatto sta che i chitarristi di tutto il mondo sono in attesa di un giudizio che potrebbe sancire una multa salatissima con possibili conseguenze sul futuro della Gibson, il colosso che insieme a Fender ? il leader mondiale nella vendita di chitarre elettriche.

Per oggi ? tutto appuntamento alla prossima settimana.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?