“Cicero” – pro domo nostra/vostra

Cicero – pro domo nostra/vostra
(se fosse solo mea sarebbe un dejà vu)

Cittadini, mi presento:
sono un genio, un talento.
Perché possano apprezzarmi
non faccio altro che vantarmi.

Nella mente assai geniale
Io non ho soltanto sale;
a nessuno fece Iddio
un cervello come il mio.

Sono astuto, intelligente,
mi confronto con la gente:
le mie idee e i miei progetti
non li lascio nei cassetti.

Se mi viene una “pensata”
in un lampo è realizzata.
Se qualcuno, poi, dissente
io lo ascolto attentamente,
gli elargisco un sorrisino,
e gli ho “detto” che è cretino.

Seguo tutto fino in fondo
vado in giro per il mondo
ho amici altolocati,
dei gregari affezionati
che mi dicon con fervore:
“vai avanti sei il migliore”!

Non avendo più un partito
Io mi sento un po’ smarrito.
Il P.D. del Di Donato
ormai sembra lacerato,
senza un leader di prestigio
il futuro è tutto grigio.

Ma per chiudere la rima,
ve lo annuncio in anteprima,
se sarò il “candidato”
nel ricordo del passato,
come avvolti da una coltre
tutti insieme: “Andiamo oltre”!

Pensante Curioso

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