Cicero sul PD: “Librizzi ha compromesso il progetto Ecodem”

Mario Cicero – al microfono di Maurizio Turrisi, immediatamente prima la tornata elettorale – fa il suo personale punto della situazione sul centro sinistra e sul Pd comprensoriale e siciliano togliendosi qualche sassolino dalla scarpa. Il primo cittadino di Castelbuono critica l?assenza di un candidato alle regionali che sia espressione delle Madonie e auspica che, nel caso di una sconfitta alle regionali, Anna Finocchiaro rimanga in Sicilia per programmare le prossime scadenze elettorali perché a parer suo ?il centro-destra siciliano imploderà presto su se stesso ?.
?Le primarie dello scorso ottobre hanno aperto un percorso di partecipazione. Ora, paradossalmente qui nelle Madonie, con l?avvicinarsi della tornata elettorale, questa linfa vitale si è persa?.

Come mai nota questo?
?Perché il territorio ha risposto bene ma non viene ripagato da una candidatura. La cosa più preoccupante è che non siamo stati capaci di avere un nostro protagonismo, malgrado oggi il Presidente dell?Assemblea Provinciale del P.D è un madonita.?
I vertici presentano il conto: le fanno pagare lo scotto di essersi messo in prima fila per creare ?la corrente? Ecodem.
?Posso pure accettare che il partito mi presenti il conto per la faccenda dell?Ecodem, ma non accetto che le Madonie non abbiano avuto l?opportunità di una loro espressione nelle liste. Nelle Madonie ci sono delle amministrazioni di centro sinistra, noi a Castelbuono governiamo da 15 anni. E poi nel territorio abbiamo delle eccellenze, ma questo non basta perché si continua a guardare alle Madonie come un territorio di conquista di voti.?
E come se lo spiega tutto questo?
?Qualcuno ha preferito il tornaconto personale mandando in aria un progetto che era stato pensato già dall?estate del 2007.?
Chi?
?L?attuale Presidente Gandolfo Librizzi?.
In che modo?
?Pur di diventare presidente provinciale del partito democratico ha mandato in area il progetto che mirava ad ottenere un candidato alle regionali e quattro alle provinciali.?
Si ma come?
?C?era un progetto che avevamo condiviso al termine di un incontro degli Ecodem a Roma che prevedeva l?espressione di candidati delle Madonie nelle prossime tornate elettorali. Questa proposta aveva avuto anche il consenso del senatore Ferrante e dell?On. Piro. Avevo proposto che Alessandro Ficile, presidente della So.svi.ma. fosse il nostro candidato alle regionali. Ma Librizzi ha preferito fare l?accordo con Davide Faraone per ottenere una sua candidatura alle provinciali. Le Madonie, quindi continuano ad essere territorio di conquista, un serbatoio di voti.?
E lei come se lo spiega tutto questo?
?Il Pd è giovane e i meccanismi interni ancora sono poco oleati. Ancora non si è andato oltre i vecchi schemi. Ritengo che non vi possono essere uomini per tutte le stagioni. Questa classe dirigente non ha dato spazio a nuove energie, infatti ai posti di comando troviamo la vecchia leadership dei DS e della Margherita: ognuno continua a pensare al suo orticello. Faccio un esempio: Davide Faraone ha condiviso con noi il progetto degli Ecodem per dare un contributo al rinnovamento della classe dirigente del P.D, ma poi ha preferito puntellare la sua candidatura all?Ars cercando il consenso di Librizzi che ha provocato la spaccatura con il conseguente fallimento della candidatura di Ficile. ?
Esiste una soluzione ?
?Si. E questa è riposta in Anna Finocchiaro. Nel caso di una sconfitta del centro – sinistra, chiedo alla Finocchiaro di rimanere in Sicilia e di rinunciare al suo scranno al Senato. È una delle poche personalità adatte a consolidare e a dare la giusta credibilità al centro sinistra nell?isola. Può diventare il punto di riferimento della società siciliana. È il leader adatto a governare i processi interni del Partito Democratico per le prossime scadenze elettorali siciliane.?
Ma non sono lontane?
?No, il centro destra siciliano imploderà su se stesso.?
Ma ne è proprio così sicuro?
?Si. Lombardo non è uomo che troverà le giuste mediazioni per mantenere una maggioranza composita e An pagherà una alleanza fatta dai suoi vertici nazionali che la vede schiacciata dentro Forza Italia.?
Perché la Finocchiaro dovrebbe rinunciare ad una possibile presidenza del Senato?
?Per amore di questa terra, per risollevare le sorti di questa nostra Sicilia. Ci vuole una persona forte che sappia programmare e la Finocchiaro risponde a queste caratteristiche. Non si può pensare alle candidature due mesi prima delle elezioni. Le provinciali sono dietro l?angolo e nessuno ne parla. Non possiamo arrivare sempre impreparati.?
Quindi finora, secondo lei, il centro sinistra siciliano ha perso per incapacità dei suoi leader.
?Si. I leader capaci sono sempre andati via dall?isola, mentre chi è rimasto ha curato il suo orticello e ha lavorato ?per consolidare il proprio potere?.
Come??
?Nel senso che non hanno dato mai una giusta risposta alle esigenze dei siciliani. È emblematico la posizione nella lotta al racket. Di fronte alle azioni coraggiose di Confindustria e alla tenacia dei ragazzi di Addiopizzo, la politica non ha saputo raccogliere la sfida rinunciando a diventare garante di una battaglia per la legalità con azioni chiare e scelte indiscutibili. Non ho visto nessuna proposta da parte nostra, anzi delle contraddizioni. Ci sono stati atteggiamenti che possono provocare confusione tra la gente. Quando l?On. Lumia è stato escluso dalle liste del Senato ha rilasciato un?intervista in cui accusava il partito di non avere avuto coraggio, di averlo lasciato solo e di avergli preferito l?On. Crisafulli, dando giudizi poco lusinghieri su quest?ultimo. Oggi sono in lista insieme: l?On.le Lumia capolista e l?On.le Crisafulli al quarto posto.
La politica deve essere in grado di attivare il giusto canale istituzionale per sostenere la ribellione che nasce dalla società civile. In questo ritengo giusto l’intervento di Veltroni contro la mafia e i poteri criminali. Invece da parte nostra nessuna proposta, in Sicilia siamo andati in ordine sparso?

Maurizio Turrisi