Circolo PD di Castelbuono. “Tutta un’altra storia”

Lo scorso fine settimana a Bologna il Partito democratico si è messo in discussione aprendo un dibattito animato da molte personalità del mondo del civismo, della politica e della cultura. II tema che è stato affrontato è quello di pensare alle politiche per gli imminenti anni venti del secolo in corso. Cento anni fa, sappiamo quanto furono crocevia di nefaste politiche, quegli anni venti che segnarono la prima metà del Novecento, secolo travagliato che, come sappiamo, ha visto la nascita di feroci dittature in Italia e in Europa.

Oggi che il vento dell’ultra destra avanza inesorabilmente, la forza del Partito democratico deve essere, quella di tornare e dire chiaramente quale sono le sfide che deve, non solo affrontare, ma essere capace di imporle come proprie politiche identitarie. Dopo dodici anni e con le fasi alterne che il PD ha attraversato, passato da picchi altissimi di consenso a scissioni e poi a perdite clamorose alle politiche nazionali, oggi a Bologna, il nostro partito ha dimostrato, finalmente, di essere capace di trovare la forza per scrollarsi di dosso gli “io” e tornare a essere il partito del “noi”. Essere Comunità, questo il concetto che segna la rivoluzione vera della tre giorni bolognese. Essere e fare Comunità, in contrapposizione della politica dell’uomo solo al comando; si passa dunque da una fase in cui il partito passa dall’autorefenzialità che tanti militanti ha allontanati alla condivisione di idee e atti concreti. Ascoltare la base del popolo di centrosinistra che ha nei propri valori alcune idee fondanti e fondative della propria esistenza.

Nasce il nuovo statuto che mette in essere tutte queste idee e nello stesso tempo tutti i campi di azione. Nei prossimi mesi, nell’ambito governativo, il PD, muoverà tesi e tasselli fondamentali che vanno nella direzione della solidarietà e del rispetto della persona. Un nuovo umanesimo che trova ragione nella cancellazione dei due decreti Salvini, dello Ius soli, dello Ius cultarae, dello studio come strumento di conoscenza e riscatto sociale. Il lavoro come unica risorsa di dignità individuale e sociale contro la politica dell’assistenzialismo, accanto a nuove politiche di innovazione delle imprese. Avremo modo di approfondire tutte le idee e le tematiche affrontate nel dibattito a Bologna, ma la cosa più importante è avere assistito alla presa di conoscenza che è nata una fase diversa del PD, un partito che non ha paura delle proprie idee che si rivela la sola forza politica forte e credibile contro il populismo e l’ultra destra. Un lavoro corposo e non privo di ostacoli, che noi del Circolo di Castelbuono, nel nostro piccolo cerchiamo di portare avanti nel nostro territorio. Non possiamo dimenticare le centinaia di voti che alle politiche del 2018 prese la Lega proprio qui a Castelbuono, siamo tuttora l’unica forza politica di Castelbuono contro l’ascesa della destra.

Stiamo lavorando per aprire, anche qui, una nuova fase, con nuovi temi che non siano strettamente o solo connessi alle dinamiche “paesane”, come la proposta sulla pastic free, ovvero Castelbuono senza plastica, che a breve pubblicheremo, ma che abbiano la capacità di guardare “oltre”. In questo duro lavoro però, non possiamo essere lasciati soli, lo ha detto anche il segretario nazionale Zingaretti, dobbiamo tutti avere la capacità di rianimare i circoli locali, sapendo finalmente da che parte stare, contro l’odio, contro la prepotenza, contro le bugie, a favore di un sociale più vero che, lo ripetiamo, metta al centro i bisogni di tutti e non solo di qualcuno. Con i dovuti distinguo, anche il nostro circolo ha subito scissioni, abbandoni, tradimenti, eppure siamo ancora qui, chi ci crede sta lavorando per fare da alternativa vera a fasi politiche che non si sono dimostrate all’altezza dei bisogni collettivi e che hanno segnato male e profondamente la società castelbuonese.

A Castelbuono, siamo l’unica forza politica nazionale esistente e operante e per questo siamo al servizio di chi crede che la politica sia ancora una cosa seria e da fare bene. Facciamo un appello a tutti i cittadini democratici, uomini e donne libere che sono capaci e desiderosi di dare il loro contributo di avvicinarsi al PD, di venire e toccare con mano la voglia di parlare di cose serie e della voglia di poterle condividere. Dobbiamo essere capaci di pensare i futuri anni venti del secolo di Castelbuono, di cosa sarà, di come vogliamo che sia. Facciamolo insieme con uno sforzo ideale di condivisione perchè davvero noi siamo tutta un’altra storia.

Castelbuono, 17 novembre 2019

Il Coordinamento del Circolo PD

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