Circolo PD. “Occorre dare una visione, non una visiera”

“Non c’è niente di più tremendo che sprecare una crisi”

L’emergenza sanitaria impone di volgere lo sguardo ai bisogni essenziali immediati, ma pone anche la necessità di pensare alle soluzioni per la ripresa in una drammatica situazione che richiede strumenti e soluzioni non convenzionali, straordinari ed eccezionali. 

Il modello che abbiamo immaginato dovesse essere utilizzato era quello di un tavolo tecnico, una cabina di regia da cui far scaturire, dopo aver condiviso l’analisi dei bisogni prioritari, il piano strategico di interventi per affrontare l’emergenza epidemiologica, che è emergenza sanitaria, poi sociale e quindi economica e va affrontata immaginando in un unico contesto, organico le esigenze per ciascuno dei predetti aspetti, con chiara evidenza delle categorie beneficiarie degli interventi.

Un piano include l’analisi dei bisogni, gli obiettivi che ci si pone, le iniziative da assumere, i tempi entro i quali dare esecuzione agli interventi e le risorse finanziarie da impiegare, che sono limitate rispetto ai bisogni e quindi occorre procedere individuando delle priorità. Sono state rese pubbliche delle cifre: un milione o forse meglio due. Noi non ci associamo a questa corsa a chi offre di più, perchè non sappiamo quanto saranno attendibili queste cifre, in assenza di una proposta di bilancio che rispetti i vincoli e gli equilibri previsti dalla legge. Con il senso di responsabilità che ci caratterizza, ci piace poter affermare il principio dello “stanziamento ideale”, cioè di quello che serve, né un euro in più né un euro in meno. Il metodo che è stato utilizzato dall’amministrazione comunale non l’abbiamo condiviso e perciò resta il rammarico di un lavoro che si sarebbe potuto portare avanti in maniera diversa.

Di seguito proponiamo delle notazioni critiche sulla proposta dell’amministrazione comunale, in relazione alla quale sicuramente si poteva fare meglio per indicare la progettazione di fondo e gli obiettivi a cui ogni singolo intervento tende, in relazione ad un’operazione di rinascimento urbano e culturale a dimensione comunitaria. Convinti come siamo che occorre dare una visione.

Inoltre, desideriamo rappresentare (in forma sintetica) il nostro contributo di proposta che metteremo a disposizione dei decisori politici e delle altre forze politiche e sociali con un elaborato più ampio e completo, affinché possa arricchire le necessarie azioni concrete da porre in essere per lenire le preoccupazioni dei concittadini. 

Ma prima di andare oltre, cogliamo l’occasione per rivolgere le nostre congratulazioni al maestro Nicola Fiasconaro ed all’azienda Fiasconaro tutta, che continua a dare testimonianza delle eccellenze della nostra Castelbuono, per la meritata onorificenza concessa dal Presidente della Repubblica Mattarella.

Notazioni sulla proposta di utilizzo dell’avanzo di amministrazione

Sul merito la proposta non ci soddisfa e in massima parte non è condivisibile. Di alcune voci si capisce poco o nulla. Non si nota un filo logico, appaiono interventi casuali, scoordinati. L’indicazione della destinazione degli importi è molto generica e, in alcune voci, non si comprende bene la natura e la tipologia della platea dei beneficiari, come nel caso del contributo una tantum, anche per valutare la congruità dello stanziamento che si prevede. Così come per la manutenzione degli infissi e la pulizia e la manutenzione del verde pubblico, non si comprende come avverrà il reclutamento delle persone, che semmai dovrebbe avvenire in base ad uno specifico regolamento di servizio civico nei quali prevedere i requisiti di accesso all’attività, la pubblicazione di un avviso, la presentazione di istanze, l’istruttoria e l’assegnazione alle attività medesime che dovrebbero essere ben definite in relazione alle caratteristiche delle persone da impiegare e con indicazione del relativo compenso. Ed in ogni caso, l’attività della manutenzione del verde dovrebbe essere stralciata dall’utilizzo dell’avanzo di amministrazione perchè serve ora, non fra qualche mese.

Alcune cifre sembrano addirittura sproporzionate, come nel caso della manutenzione della fontanella di via Vittorio Emanuele, considerato che si tratterebbe della sostituzione delle tre lampade, mentre la struttura in ghisa non necessiterebbe di intervento, oppure nel caso della sistemazione della segnaletica stradale, alla luce degli interventi che sono stati effettuati di recente. 

L’acquisto di tavoli con sedute da picnic da allocare in diversi spazi pubblici del centro urbano a quale esigenza risponde? Quali sono questi spazi urbani consoni? Forse c’è ne solo uno, ma poi è proprio consone?

Gli incarichi per la progettazione di manutenzione straordinaria fa riferimento a cantieri di lavoro con una linea di finanziamento di terzi già definita? Con risorse finanziarie del bilancio comunale? Oppure si fanno i progetti, si mettono nel cassetto e si tirano fuori all’occorrenza?

Gli incarichi professionali saranno affidati con quali criteri? In base ad albo e con il principio di rotazione, ovvero a seguito di avviso pubblico? 

Ma perchè affidare l’installazione dei contatori soltanto a 5 operatori dal momento che a Castelbuono ne operano di più? 

L’emergenza sanitaria non è finita

Abbiamo di fronte una “diversa normalità”, che impone la convivenza con il coronavirus che è ancora in circolazione. Le prescrizioni per la riduzione della diffusione del contagio dovranno essere osservate ancora di più ora che sono riprese quasi tutte le attività. Perciò, occorrono continui e costanti controlli sul rispetto delle misure di contenimento. Un’intesa con le autorità sanitarie preposte dovrebbe portare all’esecuzione generalizzata di tamponi per la ricerca del virus ai soggetti professionalmente a contatto con pluralità dei cittadini, tenuto conto di una delle caratteristiche del coronavirus, cioè di trasmettersi in forma asintomatica. La spesa dovrebbe  essere a carico del Comune e sarebbe stata preferibile all’acquisto di visiere di dubbia efficacia. Ma lo è tuttora, nonostante l’incauto acquisto sia stato già compiuto. La dotazione di dispositivi di protezione per gli operatori ovvero l’esecuzione di attività di sanificazione presso le attività produttive nella forma del supporto con la fornitura diretta o con il contributo economico dovevano essere priorità prima delle riaperture. Le predette necessità rappresentano un maggior costo sostenuto dalle imprese, che potrebbe essere “caricato” sui consumatori con un aumento dei prezzi dei beni e dei servizi. Un intervento dell’amministrazione comunale che se ne sarebbe fatto carico e con un patto da fare con gli operatori, potrebbe evitarlo.

Il fondo di solidarietà alimentare

Con il fondo di solidarietà alimentare trasferito dallo Stato e con i fondi comunali si è fatto fronte ad un’immediata e primaria esigenza, quale primo effetto delle misure restrittive. Alla luce del prossimo utilizzo del fondo trasferito dalla Regione e delle misure di sostegno distrettuale per le quali è aperto l’avviso o lo si farà in futuro, è necessaria svolgere una disamina delle caratteristiche nel complesso dei beneficiari fin qui assistiti. Non nomi e cognomi, ma conoscere gli elementi distintivi delle persone e delle famiglie che hanno richiesto assistenza. Quante risorse sono state impiegate per nucleo familiare? Erano persone già in carico ai servizi sociali oppure sono state nuove fragilità? Quali, quindi, i criteri utilizzati per l’individuazione dei bisogni da soddisfare? A nostro avviso, il Comune dovrà definire criteri oggettivi e sulla base dei quali formulare la graduatoria dei beneficiari, dando conto agli eventuali esclusi dei motivi di esclusione, sicché gli esclusi avranno contezza dei motivi senza che possa restare il dubbio che ci sia stata “un’ingiustizia”. L’analisi dovrà servire a capire quali siano i bisogni da soddisfare ed in quali tempi e se potrà farsi fronte con diverse modalità.

Sospensione o riduzione dei tributi locali

In assenza di introiti e liquidità è impensabile che le famiglie alimentino il commercio o la richiesta di lavori artigianali. Va, di conseguenza, ripensato, dilazionato, scaglionato e se del caso sospeso, il sistema di recupero fiscale e tributario a gettito comunale. Questo comporterà un sacrificio per il bilancio comunale ma è soprattutto in momenti come questo che i sacrifici vanno ripartiti ed equamente condivisi. Con particolare attenzione alle famiglie ed alle imprese che dalla chiusura delle attività ne hanno subito un danno. Dovrà essere, poi, cura di ciascun cittadino di premunirsi e venire incontro all’altro con forme di solidarietà volte a sostenere il piccolo commercio e spronare a forme di consumo ed economia circolare.

Istituzione di un fondo di garanzia

Un fondo per prestiti per il consumo delle famiglie e di sostegno alle attività produttive con abbattimento degli interessi a carico del Comune che, previa sottoscrizione di convenzione con istituti di credito, abbia diverse sezioni: a) consumo per la famiglia anche composta da un solo componente; b) sostegno alle piccole imprese, in forma individuale o societaria, attiva in qualsiasi settore e con sede a Castelbuono; c) consumo per la nuova cittadinanza, per famiglie composte anche da un solo componente che decidono di trasferirsi a Castelbuono; d) sostegno alla nuova imprenditoria, per piccole imprese in forma individuale o societaria, con sede a Castelbuono.

Contributo una tantum

All’assenza di domanda od al calo fisiologico seguirà, anche per effetto delle nuove misure di distanziamento ed ai protocolli di sicurezza, un calo dell’offerta che potrà essere compensato rivedendo le piccole abitudini e sistemi di ciascuno, ma dovrà essere sostenuta con la partecipazione ai costi fissi sostenuti comunque dalle piccole attività produttive che sono state costrette a fermare le proprie attività. In una misura percentuale e con dimostrazione dell’effettivo sostenimento di costi durante la chiusura.

Interventi per favorire l’occupazione

Individuare opere pubbliche prioritarie per le quali provvedere con immediatezza all’affidamento di incarichi per aumentare il livello di progettazione e per quelle già esecutive approntare la realizzazione con utilizzo di fondi propri ovvero con l’assunzione di mutui, come per il recupero del dissesto idrogeologico di via E. Forti, della plesso scolastico “San Leonardo”, dell’”allargamento” della via Mario Levante, interventi sulla pubblica illuminazione, che in alcune zone urbane è non funzionante oppure assente, interventi presso il cimitero manutenzione straordinaria sui vialetti, sui muri, sull’impianto elettrico, su quello idrico, degli alberi, oltre che la necessità di realizzare la nuova sepoltura comunale e le opere per l’ampliamento del cimitero stesso.

Progettazione della manutenzione ordinaria e straordinaria del verde pubblico mediante affidamento di apposito incarico a tecnico paesaggistico e realizzazione della stessa mediante esecuzione di lavori in economia ovvero, in subordine, mediante affidamento ad impresa con personale qualificato.

Dare esecuzione al piano economico e di gestione del bosco comunale, apportando quelle modifiche necessarie ad un’immediata attivazione dei lavori.

Attenzione al recupero del centro urbano storico anche mediante la modifica delle norme urbanistiche che possano favorirne la rigenerazione urbana e qualora possibile con l’attivazione del piano particolareggiato o similare.

Rinnovata socialità

Favorire una nuova forma di socialità dei più piccoli, che sono particolarmente penalizzati dalla chiusura delle scuole, mediante l’individuazione e l’utilizzo di luoghi comuni pubblici o privati messi a disposizione gratuitamente ad enti associativi accreditati presso il Comune, i quali formulerebbero un catalogo di attività da svolgere nell’ambito delle quali i genitori sceglierebbero le più appropriate. Ciò, tenuto conto delle recenti linee guida emanate dal dipartimento per le politiche per la famiglia.

Servizi digitali

La c.d. didattica a distanza e l’impossibilità di svolgere riunioni in presenza, ha messo in evidenza la necessità di connettività adeguata alle esigenze. La prospettiva di un ipotetico ulteriore uso nella didattica a distanza richiederebbe l’integrazione dei dispositivi e della connettività già messa a disposizione direttamente dalle istituzioni scolastiche, affinché possa eliminarsi un divario digitale tra gli alunni che possa pregiudicare la formazione e l’arricchimento delle competenze degli stessi. Ma il potenziamento dell’infrastruttura per la connettività è necessario anche per le piccole attività produttive che vorranno sviluppare la fornitura di beni o di servizi online e renderle competitive, oltre che allo sviluppo del lavoro a distanza.

Ripensare il circuito turistico-culturale

La pandemia da Covid-19 impone di ripensare completamente il circuito turistico-culturale di Castelbuono. Le iniziative da assumere, riguardano certamente, come riconsiderare il ruolo del principale punto di riferimento ed attrattore turistico: il Castello comunale. Il Museo Civico, gestore dello stesso, in collaborazione con l’Amministrazione comunale dovrà necessariamente rivedere tutta la programmazione e lo stesso bilancio. Non potendo avere più notevoli flussi bisognerebbe rivedere tutti i progetti in itinere ed indirizzare le risorse finanziarie alla sola valorizzazione del bene con campagne pubblicitarie ad hoc e riorganizzando l’accoglienza turistica. I soci-volontari della Pro Loco non potranno perdere il loro ruolo ed a tal proposito andrebbe rinnovata la convenzione con la stessa, tenuto conto delle nuove disposizioni di sicurezza impartite a livello nazionale. Nei musei, infatti, dovranno effettuarsi dei miglioramenti infrastrutturali, nuovi allestimenti, impianti di illuminotecnica e sistemi digitali per la fruizione e la valorizzazione delle collezioni. Essi dovranno attrezzarsi per evitare ogni possibile contagio, limitare i contatti fisici con superfici e oggetti, osservare le distanze di sicurezza. Rivisitare la biglietteria con sistemi digitali e tecnologici, rivoluzionare la pulizia che dovrà comprendere la sanificazione e maggiore attenzione dovrà essere riservata all’aerazione: tutte azioni necessarie a garantire la salute del personale e di visitatori che hanno un costo. 

Finiti i lavori presso il Parco delle Rimembranze finanziati dalla Fondazione con il Sud, l’Amministrazione comunale dovrebbe stanziare le somme necessarie a mettere in sicurezza e rendere agibile la struttura annessa e dare seguito al progetto presentato dalla Pro Loco e dall’associazione Glenn Gould, rendendo il Parco il primo approdo per i turisti a Castelbuono, assicurando l’avvio dei giovani del progetto di servizio civile presentato dalla Pro Loco.

I rinnovati servizi turistici hanno bisogno di creare con i ristoratori, i gruppi di accoglienza turistica e quanti altri gravitano attorno al turismo, un gruppo operativo per individuare e riorganizzare il comparto enogastronomico alla luce delle nuove disposizioni di distanziamento. Più servizi in sicurezza Castelbuono saprà offrire e meglio potrà accogliere i turisti. Cambiamento, questo, che dovrà essere affidato ad un unico responsabile, che potrà meglio esprimere l’unitarietà di un progetto che rappresenti competenza e dinamicità.

Non si potrà puntare più a logiche numeriche e quantitative né ricorrere alla conta delle presenze ma occorrerà ripensare le modalità e la qualità dell’offerta turistica, posto che i grandi eventi estivi, almeno per quest’anno non potranno realizzarsi o, comunque, cambierà il tipo di accoglienza e non si potrà seguire la logica degli eventi di massa con gli inevitabili assembramenti. Lo stop di quest’anno, se gestito con umiltà e onestà intellettuale, potrà servire per ricreare a Castelbuono quei circuiti culturali da cui far partire il rilancio e la promozione turistica.

Tra i beni da rivalorizzare in ottica di fruibilità da parte dei turisti rientra certamente la Torre dell’Orologio, sulla quale il Centropolis dovrà presentare con immediatezza il piano della sicurezza e dare corso alle misure che ivi saranno previste ai fini dell’immediata fruizione.

Con l’approssimarsi del periodo estivo sarà di immediata necessità la collaborazione con la Diocesi di Cefalù e le parrocchie di Castelbuono, al fine del ripensamento e gestione della Festa patronale di Sant’Anna.

Castelbuono, 31 maggio 2020

Il coordinamento del Circolo PD

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