Cittadinanza attiva “the day after tomorrow”

[Riceviamo e pubblichiamo] Si narrava, tanto tempo fa di un’isola felice, dove la gente aveva la terra piu’ bella del mondo, baciata costantemente dal sole, nella quale oltre a risiedere la gente migliore, conviveva una biodiversità naturale capace di far restare meravigliata la piu’ becera persona. La gente era produttiva, sapeva trasformar la natura e sopravvivere grazie ad essa. Ma fra questi si ergeva qualcuno che voleva rendere la produttività tutta sua. Costui cominciò a convincere il popolo, che la natura potesse rendere senza dover faticare, promettendo un cospicuo salario se quest’ultimo gli avesse giurato fedeltà. La gente supponeva che fosse un ciarlatano, ma alcuni di loro provarono, per vedere se cio’ che diceva corrispondesse a realtà. Il meccanismo funzionò, quindi alle prime cominciarono ad afferire sempre e sempre piu’ persone. L’uomo aveva conquistato il popolo, facendone strumento del suo potere, continuo’ ad assumere, assumere sempre di piu’. Ma un bel giorno le sue risorse si esaurirono, pertanto l’uomo fu costretto a licenziare. Il popolo infuriato’ si scaglio contro la natura, per far si che l’uomo avesse bisogno di loro per poter ripristinare. L’uomo non poteva più permettersi di arruolare, ma pur di non lasciar il potere, prometteva e prometteva. Fino a quando il POPOLO si SVEGLIO’ e riusci’ a riapprezzare la NATURA, prendendosene cura e non deturpandola, ma rendendola vera risorsa e RICCHEZZA PER LA COLLETIVITA’.

incendio

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