Congresso PD di Castelbuono 11 e 12 ottobre

Spesso coltiviamo il nostro narcisismo, la nostra bontà e perfezione asettica di Cittadini bravi e schifati, consolidando la sensazione diffusa che, comunque vadano le cose, i singoli non incidono e quindi non ha senso impegnarsi. Diversamente, invece, il nostro atteggiamento deve avere, al centro, un Rinnovato Impegno, una forte tensione ideale ed anche un elemento un po? desueto in politica: l?audacia della speranza perchè il sogno per il domani si costruisce nella fatica del quotidiano, anche con la PARTECIPAZIONE.

Non serve un atto di superbia come per dire siamo i più bravi, i più onesti, i più giusti. ?A che servono le vostre mani belle pulite se poi le tenete in tasca??, diceva Don Primo Mazzolari, ed è necessario sporcarsi le mani e ?sprecare? il proprio tempo nella testimonianza di un impegno altruistico e solo allora la fiducia che proviene dalla sensazione di un sogno condivisibile si innesterà su una strategia comprensibile e di avanzamento sociale. Bisogna riannodare un filo che si è spezzato: dalle città ai comuni, dalla società alle università, nei luoghi del lavoro e nelle periferie sociali deve essere ritessuta una rete di partecipazione, capace di portare nuove idee e nuovi protagonisti, capace di ricostruire quel legame tra la politica e la società. Da qui nasce il bisogno di unire, la necessità di andare insieme dalla stessa parte, la volontà di condividere il dolore e la felicità. Si proprio la felicità , una parola tabù della sinistra perchè al massimo si può essere sereni a sinistra. Una strategia che cerca la sintesi tra saggezza e rischio, realismo e sogno, ragione e sentimento. Calcolo ponderato e appeal emozionale. La politica che vuole dare risoluzione ai problemi senza perdere il calore morbido degli ideali. Ma la luce di una visione collettiva perfetta per restituire senso e fiducia nel futuro lascia in ombra delle zone. Le periferie, forse, è per periferie oggi si intende oltre il luogo fisico delle città metropolitane anche il precario, l?immigrato, tante donne e tanti bambini cui viene calpestata la dignità di essere umano in una società clericale che predica bene ma che razzola male. Quali i miti? Dall ?I have a dream? di Martin Luther King, dalla scelta della non violenza di Gandhi, alla battaglia di libertà di Nelson Mandela., passando per Giovanni Paolo II. La politica come vocazione ed impegno, coraggio e sfida. Per tenere insieme i fili della vita associata e far coesistere il principio di universalità con quello di differenza. Torniamo sempre lì; nella ?ferocia urgenza dell?oggi? di Barack Obama dove il sogno per il domani si costruisce nella fatica del quotidiano con l?audacia della speranza. E? la politica che vola alto ma scende a valle. Popolare, certo, nel senso che mette al centro le persone. E? la politica che sa parlare a tutti, perché offre idee, solidarietà, sostegno. Un destino, uno scopo comune. E? la politica in cui conta essere, non apparire. ?Arte regia? e tecnica di governo non gran varietà di sondaggi, formule vuote, marketing di plastica. La politica è lenta, appare in affanno ma non lo è, se si considera la maschera dei suoi travestimenti e dei suoi trasformismi. E? la fatica e la dolcezza di trovare le parole giuste nel momento della difficoltà estrema. Come Enrico Berlinguer, durante quell?ultimo comizio a Padova o Moro durante la prigionia. Uomini politici, come il leader comunista e quello diccì, che non si potevano non stimare ?perché credevano in ciò che dicevano?. Avevano il pensiero lungo. Ora al massimo il naso è lungo. La politica può cambiare l?inaccettabile, vincere la fame, la malattia, l?ignoranza, le emergenze del Terzo Millennio. E? la sfida con cui si misura il progressismo e il riformismo, la ?bella politica? che colora la vita di opportunità ed insieme si nutre di programmi e dà risposte concrete. Ritrovare la passione e riscoprire la bellezza dell?impegno, l?idealismo inclusivo e pragmatico di un nuovo vecchio modo di fare politica. La politica deve avere i piedi per terra ma muoversi a tempo di utopia. Quell?utopia che serve per continuare a cercare l?orizzonte dove andare. Il bene comune, una sostanziale convergenza sull?uomo, nella prospettiva dell?umanesimo integrale e del personalismo comunitario. Ad oggi, il Partito Democratico. Così, tanto per cercare quello che non c?è, ma che ci sarà. Vedete ci sono due modi di cambiare. Uno consiste nel rinunciare ai propri ideali in un cambiamento drammatico che produce cinismo, vuoto spirituale e può anche alla fine risultare comodo. Un altro è quello di cercare nuove vie per affermare i propri ideali dopo avere misurato il fallimento, anche drammatico, di una parte della propria esperienza. Il primo modo è un modo individuale, il secondo è necessariamente un’esperienza collettiva. La mia disponibilità è solo dentro una esperienza collettiva e per grande senso di responsabilità e per la cultura del lavoro a cui sono stato educato ACCETTO, assumendo la reggenza della Segreteria viste le dimissioni del Segretario e l?indicazione unanime del Coordinamento, il compito di portare il Nostro Partito all?assise congressuale che si terrà il prossimo 11 e 12 ottobre. E lo stesso senso di responsabilità, sacrificio e contributo chiedo ad ogni iscritto e simpatizzante del Circolo castelbuonese del Partito Democratico; e lo chiedo facendo leva sull?orgoglio di essere nati in anticipo, il 17 dicembre 2006, rispetto al processo nazionale e fieri dell?esperienza di governo che ci vede oramai governare, ininterrottamente,la Nostra Comunità da 15 anni.
E lo chiedo anche per l?ambizione che ognuno di Noi deve sentire come missione per far diventare il Circolo del Partito Democratico di Castelbuono centrale nel processo di costruzione del Partito Madonita dove oramai, purtroppo, in molte realtà non siamo rappresentati nemmeno nei Consigli Comunali; centrale, non egemone.

Castelbuono, lì 26 luglio 2008
Il Segretario
Capuana Dr. Vincenzo

p.s. questo Documento è stato inviato ai componenti del Coordinamento, dellla Giunta, dell Gruppo Consiliare;
ai circa 450 fra iscritti e simpatizzanti castelbuonesi;
agli Organi Regionali e Provinciali del Partito, agli Onorevoli del Colleggio Madonie Eletti all’ARS, al Consigliere Provinciale del Colleggio Madonie, agli Eletti alle Assemblee Nazionale e Regionale, a tutti i Coordinatori dei Circoli Madoniti.

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