“Consulenti serpenti”. Il botta e risposta tra Genchi e Minniti

Ricostruiamo, pubblicando una sequela di dichiarazioni e prese di posizione, il botta-e-risposta che ha coinvolto il nostro Gioacchino Genchi. Esprimiamo profonda solidariet? nei confronti del suo operare e rinnovata perplessit? sulle sorti della giustizia italica.


Minniti: “Se archivio Genchi esiste ? fatto gravissimo”
Mercoled? 10 Dicembre 2008 21:56
”Se le notizie diffuse da alcune agenzie di stampa sul cosiddetto archivio Genchi fossero vere, ci troveremmo di fronte ad una situazione di inaudita gravita’. Una sorta di ‘Grande fratello’, che ha controllato e controlla migliaia e migliaia di persone, parlamentari, capi dei servizi segreti e delle forze armate, con l’evidente rischio di un condizionamento della democrazia italiana. Sarebbe sbagliato sottovalutare. La vicenda non puo’ rimanere senza spiegazioni e, in caso di violazione di legge, severe sanzioni”. Lo dichiara il ministro dell’Interno del governo ombra, Marco Minniti. (Pol/Pn/Adnkronos)

11-12-2008 – In risposta all’on. Minniti ed agli errori del ROS ? se ancora ? possibile considerarli tali!
Ieri sera, mentre rientravo da Locri – dove ho partecipato alla quinta udienza della Corte d?Assise (protrattasi per tutta la giornata) ? per l?omicidio del capomafia di Siderno Salvatore Cord?, mi ha chiamato al cellulare il giornalista RAI Bruno Sokolovic, che mi ha letto una gravissima dichiarazione rilasciata sul mio conto dall?on. Marco Minniti (calabrese), ministro ombra dell?Interno del Partito Democratico.
Dopo gli affondi di D?Avanzo e di Bianconi, le dichiarazioni di Minniti (e di qualche altro che lo ha seguito a ruota) non mi hanno meravigliato pi? di tanto.
Ho replicato all?on. Minniti con l?intervista andata in onda al GR1 della RAI (nell?edizione delle ore 08:00 di oggi) che vi invito ad ascoltare:
http://www.radio.rai.it/MediaRai/player.cfm?Q_CANALE=http://www.radio.rai.it//grr/gr_1/archivio_2008/audio/gr1_20081211.0800.ram
Sono indignato delle dichiarazioni dell?on. Minniti, che ? anche calabrese ed ? stato pure Sottosegratario al Ministero dell?interno.
L?on. Marco Minniti sa benissimo qual ? stato e qual ? il mio impegno nei pi? importanti processi di mafia, di strage e di omicidio, perpetratisi in Calabria negli ultimi anni (e non solo in Calabria!) – fino a qualche giorno addietro – al fianco di numerosissimi magistrati onesti, bravi e coraggiosi.
Sono onorato ed orgoglioso della loro fiducia che non ? mai venuta meno, nonostante le ?tragedie? orchestrate da chi li ha depistati e, probabilmente, ha fatto pure loro commettere degli errori.
Sono certo, conoscendo alcuni di loro, che mai sarebbe accaduto quel che ? accaduto, se a quei magistrati fossero state fornite delle corrette informazioni.
Forse il vero problema sta proprio in questo e non va ricercato all?interno della Magistratura, come in tanti si ostinano ancora a fare, nel tentativo di conseguire altri risultati.
Molti hanno citato il Capo dello Stato – anche a sproposito – al punto che la Segreteria Generale del Quirinale ? stata pi? volte costretta ad intervenire.
Nessuno, per?, si ? ricordato di citare il pi? autorevole ed importante provvedimento che il Presidente Napolitano ha adottato quando era Ministro dell?Interno.
Mi riferisco alla famosa ?Circolare Napolitano?, con cui ha cercato di limitare la autoreferenzialit? del ROS dei Carabinieri nelle indagini giudiziarie, al di sopra delle competenze funzionali dei Pubblici Ministeri, dei Procuratori Distrettuali e dello stesso Procuratore Nazionale Antimafia.
La regolazione e la limitazione di competenze e prerogative si riferiva proprio all?organo centrale del ROS (quello di Roma).
Ripreso quota il ROS – per la sostanziale disapplicazione della ?Circolare Napolitano? – in modo molto discutibile (commettendo pure clamorosi errori), proprio un organo centrale del ROS di Roma ha svolto gli accertamenti sul conto del dr. Luigi de Magistris e su di me, su delega dell?Avvocato Generale di Catanzaro, che aveva avocato l?indagine ?Why Not?.
Di quell?organo hanno fatto parte e fanno parte soggetti che ritenendosi formalmente Carabinieri, entrano ed escono dai servizi di sicurezza a seconda delle ventate politiche del momento.
A questi si aggiungono quanti – transitando tra il ROS, la PIRELLI o qualche altra azienda telefonica – hanno cercato e cercano di riaccreditarsi al cospetto dei potenti di turno, montando ?tragedie?, con conseguenze che sono state devastanti per le Istituzioni e la Magistratura.
Purtroppo molti politici, anche in buona fede, quando entrano nelle stanze dei bottoni non riescono a restare indifferenti a queste ?sirene? e – col tempo – finiscono essi stessi per cadere nella trappola.
Alle stesse ?sirene?, purtroppo, finiscono per soggiacere taluni magistrati in buona fede e le conseguenze sono parimenti gravi.
A volte l?ambizione, a volte la speranza di facilitare qualche risultato investigativo, tradiscono i buoni intendimenti ed arrecano danni sostanziali alla giustizia, tradendo le nobili finalit? che si intendevano perseguire.
Usare certi discutibili sistemi nelle indagini giudiziarie ? come il doping per l?atleta.
Si ha la sensazione di arrivare i primi e di fare meglio.
Prima o dopo, per?, se ne pagano le conseguenze sulla persona e si rischia pure di essere squalificati!
A proposito di una certa genia del ROS, non ? il caso che si parta dalle indagini sulle stragi del ?92 e ?93, , dal ?Papello?, dalla mancata perquisizione del covo di Riina, dal suicidio del Mar. Lombard, dall?omicidio di Luigi Ilardo, dalla continuata mancata cattura di Bernardo Provenzano, dalla trattativa con Cosa Nostra, dalle indagini sulle talpe alla DDA di Palermo o alle infiltrazioni spinistiche all?interno della Telecom, per arrivare ai rampolli di quella genia, variamente distribuiti fra ROS, aziende telefoniche private ed accreditate agenzie spionistiche.
Talune di queste ancora lucrano milioni e milioni di euro dallo Stato.
Non ? nemmeno il caso che io richiami le numerose e purtroppo dolorose indagini su appartenenti al ROS ed all?Arma dei Carabinieri, che in questi anni sono stato costretto ad assistere e partecipare, al fianco ed a servizio di magistrati coraggiosi (Pubblici Ministeri, Giudici e Tribunali).
I processi si sono conclusi con condanne esemplari.
Qualcuno, forse, oggi me la vuole far pagare anche per quello e – come diciamo a Palermo – ha cercato di “pulirsi il coltello”.
A quelle indagini (come a numerosissime altre) ho avuto l?onore di lavorare (come sto lavorando) con degli onesti e bravi Carabinieri, con i quali ho condiviso i successi per i risultati conseguiti.
A loro va la mia pi? alta stima, amicizia e considerazione, per l?attaccamento allo Stato ed alla Legge, che hanno dimostrato nell?assolvere ai loro compiti di istituto.
Carabinieri onesti, professionali e volenterosi che, anche quando hanno fatto accesso al ROS, non hanno mai dimenticato di essere CARABINIERI, mantenendo alto il valore del giuramento di fedelt? allo STATO ed alle sue LEGGI.
Nel mio percorso professionale ho dovuto prendere atto, purtroppo, che molti carabinieri passati al ROS (Reparto Operativo Speciale) avevano contrabbandato per finalit? poco commendevoli il loro giuramento di fedelt? allo STATO ed alle sue LEGGI.
Altri hanno fatto la stessa cosa nelle diverse fasi di entrata ed uscita dai Servizi di Sicurezza e dalla varie sigle di societ? private, pi? o meno collegate agli stessi “Servizi”.
Altri si sono pure dimenticati di essere CARABINIERI, o se ne sono ricordati solo perch? era cambiato il vento (o il padrone di turno), ed era necessario rientrare nei ranghi dell?Arma.
Su taluni appartenenti agli apparati deviati dello Stato si stavano concentrando gli ambiti pi? importanti delle indagini, quando sono state fermate, a seguito dell?avocazione e della delega ai ROS.
In questo la cosa che mi fa pi? rabbia ? l?avere rilevato che si stava indagando anche a tutela di politici, di alte cariche dello Stato (vedi il Vicepresidente del C.S.M.) e di alti Magistrati, che hanno finito per attaccare e censurare l?operato di chi solo cercava di difenderli.
Si veda per tutti la diffusione della falsa notizia dell?acquisizione dei tabulati delle loro utenze.
Questo ed altro ? stato inserito nel tritacarne di chi ha gestito abilmente le orchestrazioni mediatiche delle ulteriori fughe di notizie, che sono state foriere di provvedimenti giudiziari abnormi.
Mi limito a definire abnormi quei provvedimenti solo per la quiete istituzionale che il Capo dello Stato ha richiesto ed ha imposto a tutti con la sua autorevolezza.
Basta leggere le puntuali anticipazioni giornalistiche di un noto quotidiano calabrese per rendersi conto di qual ? oggi il vero e reale problema della Calabria, ben oltre la Ndrangheta, la criminalit? comune ed il malaffare.
In un circuito perverso di complicit? e di ricatti incrociati, le vittime sono finite per diventare complici dei burattinai, che ancora tirano le fila di una vicenda che sta rischiando di travolgere tutto e tutti.
Quello che sta accadendo ha dell?incredibile.
Mi sembra di trovarmi sul set di ?Scherzi a parte?.
L?unica cosa ? che non ho mai visto una puntata che durasse cos? a lungo.
Mi auguro ? anzi sono certo ? che le Istituzioni sapranno reagire e trovare subito delle soluzioni efficaci, che poco mi pare si possano conciliare con delle punizioni ispirate solo da regole di ?cerchiobottismo?.
Ne vale di quel che resta della credibilit? dello Stato e della Magistratura.
Ne vale del lavoro onesto e del sacrificio di tanti ? magistrati, poliziotti, carabinieri, finanzieri ? che hanno dato e danno il massimo di se stessi per la tutela dello Stato e per l?affermazione della Legge.
Se non sentiamo il bisogno e la capacit? di ritornare a riflettere nel nome dei vivi e nel rispetto della Legge, quanto meno facciamolo nel nome e nel ricordo dei morti.
Di quanti nel nome dello STATO, della GIUSTIZIA e di una LEGGE che fosse ?UGUALE PER TUTTI? hanno combattuto con coraggio e determinazione, fino all?estremo sacrificio della vita.
Abbiano in nome di costoro gli uomini delle Istituzioni ? vuoi nei Palazzi di Giustizia che nei Palazzi del potere ? il coraggio di abbandonare le logiche degli schieramenti, le appartenenze correntizie e corporative delle caste e levare alte le proprie coscienze alla ricerca ed all?affermazione di una morale, che sta al di sopra della Legge e che – al pari della Legge – ? stata in questi giorni gravemente vilipesa, come mai era accaduto in questa Nazione.
Palermo, 11-XII-2008
Gioacchino Genchi

DE MAGISTRIS: GENCHI AD ‘OGGI’, VERI ABUSI CONTRO DI NOI (ANSA) – CATANZARO, 16 DIC – Gioacchino Genchi, il consulente di analisi del traffico telefonico che ha collaborato con l’ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris nell’inchiesta Why Not, in un’intervista al settimanale Oggi accusa la Procura generale di Catanzaro di avere svolto ”abusivamente” accertamenti sul suo lavoro e su quello del magistrato. ”L’accertamento per De Magistris – sostiene Genchi – poteva farlo solo la Procura di Salerno. E per me quella di Palermo, dove lavoro e ho svolto tutte le mie attivita’. E inoltre, se nessuna indagine poteva essere delegata al Ros di Roma, ancora meno poteva essere delegata a quelle particolari persone del Ros. Se i tabulati acquisiti avevano un senso, non si potevano affidare ai soggetti che emergevano proprio dagli stessi tabulati”. Genchi, nell’intervista, nega di aver trattato l’utenza dell’ex Ministro della Giustizia, Clemente Mastella, senza la necessaria autorizzazione. ”Il numero di telefono di Mastella analizzato da Genchi e che e’ all’origine del braccio di ferro tra l’ex ministro e l’ex pm Luigi De Magistris – riferisce Oggi in un comunicato in cui sintetizza l’intervista – non era affatto intestato alla Camera dei deputaticome affermato dai carabinieri del Ros) ma al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ed aveva perfino scheda e operatore telefonico diverso da quello rilevato dai carabinieri”. ”Appena scoprii che quel numero lo usava Mastella – afferma Genchi – lo comunicai a De Magistris. Ho recentemente scoperto, analizzando le intercettazioni dell’inchiesta Toghe lucane, svolte dalle forze dell’ordine, che Mastella e’ stato anche intercettato mentre trattava faccende locali con alcuni esponenti del centrosinistra”. Genchi, riferisce ancora il settimanale, ”conferma che il suo archivio, assolutamente autorizzato, contiene la rilevazione di utenze di autorevoli esponenti dei servizi segreti, ma solo perche’ emerse nel corso dell’inchiesta Why Not. Non mi pare – aggiunge – che i servizi siano al di sopra della legge”. ”Sempre a proposito di utenze eccellenti – afferma Oggi – Genchi rivela come nell’archivio esistano utenze di parlamentari, ma quei numeri emersi nell’inchiesta non sarebbero mai stati intestati alla Camera o al Senato o ai parlamentari stessi. Genchi rivela anche anche l’inquietante vicenda di un parlamentare che avrebbe ‘attivato una decina di schede, poi affidate a persone vicine a killer mafiosi in Calabria”. (ANSA). 16-DIC-08 20:31

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