Costituente: “Castelbuono ancora una volta ostaggio dell’acqua sporca”

Ogni volta che piove è la stessa storia: dai rubinetti delle nostre case esce acqua e terra. Stavolta appare anche più grave del solito e non solo perché da due giorni non possiamo utilizzare l’acqua, ma soprattutto perché i serbatoi dei cittadini sono ormai pieni di fango che ha anche danneggiato i filtri di diversi elettrodomestici.

Ma se a febbraio di due anni fa, in occasione di un altro evento eccezionale, la spiegazione data è stata quella del crollo di un muro presso la sorgente Canna, la sorgente da cui, a dire del sindaco, deriva il problema, oggi la cosa è ancora più grave: si tratterebbe, udite udite, dei danni causati dai lavori sulla sorgente eseguiti negli anni ’80. Mentre il mondo è proiettato verso il 2050 con obiettivi di sostenibilità che riguardano anche l’acqua nel quadro del cambiamento climatico, il sindaco pensa agli anni ’80. Un po’ come se negli anni ’80, con lo stesso criterio, avessero addossato la colpa agli amministratori degli anni ’40 e a Alfredo Cucco.

Quindi per capirci: i danni sono stati fatti da chi amministrò Castelbuono negli anni ‘80, il sign. Mario Cicero è stato assessore dal 1995 al 1997, sindaco dal 2002 al 2007, dal 2007 al 2012, dal 2017 ad oggi, un lungo tempo in cui il problema si è ripresentato periodicamente, e lui, il sindaco dei sindaci, dopo tutto questo tempo e tutti i soldi che sta impegnando a destra e a manca (grazie anche all’innalzamento del tetto a 140mila euro per l’affidamento diretto dei lavori), dopo tutti i bandi che gli avrebbero consentito di rifare nuovo il paese, purché ci fossero stati progetti e idee, oggi scrive ancora “Ci scusiamo con la cittadinanza per l’ennesimo disservizio causato dall’intorbidimento dell’acqua potabile che fuoriesce dai nostri rubinetti.”

Troppo facile, si abbia la lealtà di ammettere che il problema è stato affrontato in modo fallimentare o non è stato affrontato affatto.

Potremmo fare un elenco lunghissimo delle promesse elettorali non mantenute, ce ne sarà l’occasione, potremmo fare un elenco lunghissimo dei progetti che “faremo, realizzeremo”, sempre questi discorsi al futuro che sembrano quasi un’ipoteca sulla stessa sopravvivenza di Castelbuono, ma oggi vogliamo solo fare qualche domanda: 

  1. è vero che nella nostra rete idrica scorre l’acqua appresata in un fiumiciattolo in zona Gonato? 
  2. Si pianifica per tempo la chiusura di tale forma di approvvigionamento ogniqualvolta le previsioni meteo avvertono dell’imminente arrivo di piogge consistenti?
  3. Questo potabilizzatore c’è o non c’è? Perché se c’è, evidentemente non funziona e se non c’è, qualcuno ci sta prendendo in giro.
  4. I pubblici esercizi sono stati riforniti di acqua pulita affinché il pane che arriva sulle nostre tavole sia stato impastato con acqua a norma di legge?
  5. Si è ottemperato all’obbligo di dichiarare l’acqua non potabile, in ossequio al D.Lgs. 31/01 e come da allegata tabella contenete i parametri indicatori? 

Fiduciosi in risposte tempestive e convincenti, ci affidiamo, speriamo ancora per poco, al senso di responsabilità degno del ruolo di amministratore.

La Costituente per la Castelbuono di domani