Costituente: “Festa della liberazione, oggi come allora”

Per ogni italiano che abbia posto a fondamento della propria etica e della propria cultura i valori imprescindibili della libertà e dell’antifascismo il 25 aprile è la festa laica più significativa dell’anno, quella che incarna il bisogno di liberazione da ogni forma di soggiogamento, di repressione, di limitazione o inibizione dell’espressività individuale, di mortificazione della dignità dell’uomo.

Il 25 aprile è il giorno dedicato al commosso ricordo di quanti – giovani, donne, vecchi, operai, contadini, studenti – si spesero e si immolarono per spezzare la vergognosa morsa in cui la dittatura fascista e l’invasione nazista soffocavano l’Italia e il suo popolo.

Il 25 aprile coincide inoltre con la data dell’insurrezione e la liberazione di Milano, capitale morale d’Italia, sede del Comitato di Liberazione Nazionale, in cui si riversano da tutte le valli i capi partigiani con i loro uomini, nelle ore convulse in cui i vertici della lotta di liberazione incontrano i gerarchi di Salò, con la conseguente fuga di Mussolini e dei suoi. Tutto intorno divampa l’insurrezione, mentre alla radio si sente una voce calma e determinata, quella del futuro Presidente della Repubblica Sandro Pertini,  che intima ai fascisti: “Arrendersi o perire”.

Benché quest’anno la ricorrenza sia funestata dagli orrori di un’ennesima terribile guerra, che ci minaccia e per la quale proviamo repulsione, la Costituente per la Castelbuono di domani, movimento politico costituito da donne e uomini con retroterra differenti, biografie politiche e culturali diversissime, eppure con una finalità comune, festeggia la Liberazione e guarda al 25 aprile come momento solenne di rinascita, di riscatto, di rinuncia al silenzio e di insurrezione pacifica là dove non c’è garanzia di libertà. 

Ogni 25 aprile segna un fascismo che cade.