Costituente, il report del Consiglio Comunale del 4 Novembre

IL CONSIGLIO COMUNALE DEL 4 NOVEMBRE 2022

LA FINTA DEMOCRAZIA

La costituzione di comunità energetiche per promuovere la sostenibilità ambientale in Sicilia; i processi decisionali per la costituzione della nuova SNAI, ovvero la strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne; una variazione di bilancio (che tratteremo a parte) e l’occupazione dei posti nell’aula consiliare da parte dei gruppi di Maggioranza e Minoranza: sono stati questi i punti su cui, lo scorso 4 novembre 2022, il Consiglio Comunale di Castelbuono è stato chiamato a prendere decisioni. Peccato che, ormai, il sindaco Cicero utilizzi indebitamente lo spazio di confronto dei consiglieri e gli argomenti delle sedute consiliari, per sistematiche autocelebrazioni. A fronte delle proposte del gruppo di Minoranza, gli interventi continui gli son serviti anche a far passare nuovamente il messaggio, non troppo subliminale, che chi ha vinto le elezioni ha il diritto, nella pratica, di decidere, come pare scontato, che qualsiasi proposta od obiezione della Minoranza, seppure talora riconosciuta come fondata, non debba essere accolta se, in qualche modo, disturba i disegni del vincitore.

IL GRUPPO DI MAGGIORANZA BOCCIA SISTEMATICAMENTE LE PROPOSTE DEI CONSIGLIERI DELLA COSTITUENTE

Sul punto relativo alle Comunità energetiche, che devono essere rinnovabili e solidali, il consiglio è stato chiamato ad approvare una proposta di delibera per la loro costituzione, predisposta dalla Società per lo Sviluppo madonita, Sosvima. La Comunità energetica è costituita da un’associazione tra cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni locali e piccole-medie imprese, che uniscono le proprie forze con l’obiettivo di produrre, scambiare e consumare energia da fonti rinnovabili su scala locale. Il consigliere Prisinzano, esperto in materia di energia, ha proposto di aggiungere, allo schema di delibera, emendamenti fondamentali, poiché la proposta presentata conteneva una serie di punti generici o non condivisibili, come l’affidare al sindaco decisioni basilari che invece, prese dal Consiglio, gli ridarebbero il ruolo decisionale di cui è privato. Tra gli emendamenti proposti, quello che prevede alla base della Comunità forme organizzative senza scopo di lucro. A tale scopo, le più idonee forme organizzative sono le associazioni senza fini di lucro, sulla cui scelta dovrebbe deliberare il Consiglio e non il Sindaco. Prisinzano ha evidenziato anche la mancanza di un allegato, esplicitamente richiamato nello schema di avviso, per l’adesione alla comunità che ha predisposto con l’emendamento. Ha chiarito anche che non tutte le aree del territorio possono essere destinate alla costituzione della Comunità energetica; quindi, si deve fare il punto su questo aspetto fin dalla stesura della delibera. Aree non idonee non riceverebbero gli incentivi, pertanto la loro individuazione è un’operazione complessa. I soci di tale Comunità possono essere produttori e consumatori, o semplici consumatori, ma è d’obbligo inserire, tra costoro, soggetti nello stato di “povertà energetica”, proprio perché la comunità deve essere, per principio, solidale. Quindi, è fondamentale inserire i criteri per la definizione di povertà energetica e per la ripartizione degli incentivi, anche in considerazione dei tempi di durata della Comunità.

Nonostante l’indiscussa competenza tecnica dell’ing. Prisinzano e la bontà degli emendamenti presentati, volti a migliorare la proposta di delibera, il gruppo di Maggioranza, pur condividendola a parole, ha bocciato l’intera proposta, adducendo la motivazione che la proposta di Sosvima non poteva essere modificata, in quanto già approvata da altri Consigli comunali. È stato detto, però, che gli emendamenti dell’ing. Prisinzano sarebbero stati recepiti come indicazioni da dare agli altri comuni. La Minoranza ha allora fatto presente che tale modo di agire avrebbe delegittimato il Consiglio comunale, così derubricato a mero ratificatore di decisioni già prese e condivise. Ma da chi? Di fatto non ci sarebbe stata alcuna necessità di sottomettersi a direttive esterne, specie se carenti e incongruenti. Una delibera completa, autorevole, scientifica era possibile, ma Castelbuono non ce l’ha e il perché rimane nell’aria, tristemente sospeso nei dubbi. Lascia di stucco l’atto di forza della diligente capogruppo di Maggioranza, Sapuppo, che ha chiesto l’immediata esecutività della delibera.

BOCCIATA LA RICHIESTA DI PARTECIPAZIONE ALLA REDAZIONE DELLA NUOVA STRATEGIA NAZIONALE PER LO SVILUPPO DELLE AREE INTERNE (2021-2027)

Stesso tenore di ritrosia da parte del gruppo di maggioranza, visibilmente orchestrato dal sindaco, si è manifestato sul punto all’ordine del giorno proposto dai consiglieri della Costituente, che hanno voluto portare all’attenzione del Consiglio la redazione della nuova strategia nazionale per le aree interne e la riorganizzazione della struttura statutaria dell’Unione dei Comuni MADONIE, argomenti di natura politica e non tecnica. Riguardano da vicino i cittadini, per la costruzione di politiche volte a ridurre l’abbandono dei territori delle aree interne, secondo un’organizzazione piramidale, la cui base è costituita dalla società, come da impostazione del fondatore della SNAI, il prof. Fabrizio Barca. Pertanto, si è rappresentata la richiesta di aprire, in fase preliminare e non più in fase avanzata, la partecipazione ai processi decisionali, che incideranno sul futuro delle aree interne e delle Madonie, non solo ai Sindaci e ai Presidenti dei Consigli comunali, ma anche ai rappresentati delle Maggioranze e delle Minoranze consiliari e a tutti i soggetti interessati a contribuire alla progettualità, come garantito dallo statuto dell’Unione dei comuni MADONIE. È evidente, oggi, che l’insufficiente coinvolgimento nei processi decisionali dei cittadini delle Madonie e delle loro rappresentanze democratiche ha determinato la scarsa ricaduta delle azioni intraprese dagli organi sovracomunali sulla realtà economica e sociale delle Madonie. I dati ISTAT, infatti, mostrano un inarrestabile declino demografico, soprattutto riguardante i giovani. Se le procedure non prevederanno il coinvolgimento dell’unico organo rappresentativo dei cittadini delle Madonie, e cioè il Consiglio dell’Unione, noi eletti, ha detto Cangelosi, falliremo miseramente il ruolo a cui siamo stati chiamati. Anche a fronte di queste argomentazioni la Maggioranza è rimasta sorda, bocciando la proposta con motivazioni pretestuose come quella del Consiglio comunale aperto del 6 settembre, nel corso del quale si è avuto un confronto sulle problematiche del territorio, e non una discussione sulla partecipazione alla redazione della Nuova SNAI 2021-2027. Come a dire, alle vetrine possono partecipare tutti, ma i processi decisionali devono rimanere in capo a pochi.

Uno dei punti del programma elettorale della Costituente era proprio la partecipazione dal basso: noi crediamo che della voglia di cambiamento e quindi di partecipazione, in crescita per fortuna nell’area delle Madonie ed espressa nelle istituzioni comunali, ci si debba convincere. Davvero.

STARE A DESTRA, STARE A SINISTRA 

Altro punto all’ordine del giorno presentato dalla Minoranza aveva ad oggetto una riflessione sull’occupazione dei posti in Consiglio. Sedersi a destra o a sinistra non è una questione di folclore, o di poco conto, come è stato detto, maldestramente, dalla capogruppo Sapuppo, con argomentazioni spesso usate proprio dalla destra per liquidare le battaglie degli avversari politici. La questione che è stata posta nasce dal rispetto per gli elettori, prima ancora che dall’ideologia. Fatto spinoso per alcuni consiglieri di Maggioranza che, nonostante siano stati eletti in una lista civica che da sempre si è collocata nell’area progressista (e quindi di sinistra), nelle ultime elezioni regionali li ha visti sostenere politici di area politica opposta, tutt’altro che progressista. Così come il suo essere comunista non ha impedito al Sindaco di salire sul palco della DC di Cuffaro o di partecipare ad eventi elettorali privati, pubblicizzati dai social. 

In politica la forma è anche sostanza e l’incoerenza dei politici, a tutti i livelli, ha portato alla sfiducia. Crediamo che riportare il dibattito anche sui valori della politica, che si riflettono sul sociale, non sia affatto una perdita di tempo ma un dovere.

Visibile il nervosismo dei consiglieri della Maggioranza che, quando si trattano temi per loro indigesti, scadono in atteggiamenti poco onorevoli nei confronti della funzione ricoperta e dello stesso Consiglio comunale: irridere e interrompere le riflessioni della Minoranza proprio sulle questioni valoriali non è per nulla uno spettacolo edificante.