La Costituente interviene in merito all’incendio di Contrada S. Lucia

A Castelbuono è nota la massima: prima s’arrubbari a Sant’Anna e ppua ci misir’i gradi. In linea con questo proverbio, ieri 17 agosto nel nostro paese scoppiava un incendio in Contrada S. Lucia, nelle immediate adiacenze dello stabilimento Fiasconaro e dell’isola ecologica, e oggi, tempestivamente, si sono intravisti operai che ripulivano la zona dalle sterpaglie. Tutto questo in pieno agosto, con un clima torrido come mai negli anni precedenti e all’indomani dei vasti e paurosi incendi che hanno colpito le Madonie. Ai privati si impone la pulitura dei fondi ma come puro adempimento, vista la mancanza di ogni forma di controllo, mentre l’ente pubblico ritarda colpevolmente il medesimo intervento quando è di sua competenza. 

Oggi, 18 agosto, su sollecitazione di tanti cittadini che vedono e per fortuna si interessano ancora della cosa pubblica, una rappresentanza della Costituente si è recata nei luoghi interessati dall’incendio e lo scenario che si è presentato è stato di una gravità inimmaginabile. Tante le situazioni problematiche osservate che avrebbero potuto trasformare un incendio di piccole dimensioni in un disastro, e tanto altro a contorno, a dimostrazione del fatto che il territorio è completamente abbandonato, prima ancora di essere messo in sicurezza.

Alleghiamo delle foto che risultano più eloquenti di tante parole ma ci permettiamo anche di formulare delle domande a cui gli enti preposti devono rispondere.

  1. A quanto pare, non si hanno certezze in merito, l’incendio è partito dall’eliporto. Si chiede come mai gli alberi tagliati attorno all’eliporto giacessero da tempo lì attorno, costituendo un rischio per eventuali inneschi.
  2. Nei pressi del ponte che si trova dopo il bivio per il depuratore è evidente un tratto di tubatura del metano che è stato esposto all’azione del fuoco. Si chiede come mai un sito di tale vulnerabilità non sia stato messo in sicurezza dal momento che la zona circostante e l’area sotto il ponte sono completamente invase da sterpaglie.
  3. Le sterpaglie sotto il ponte non sono state oltretutto toccate dal fuoco, cioè non c’è stata continuità tra i fronti di fuoco ai lati della strada. Si chiede se sono stati individuati i focolai e quanti ne sono stati individuati, per stabilirne l’eventuale natura dolosa.
  4. Nei pressi della Chiesa di S. Lucia sono accumulati trucioli e altri rifiuti vegetali e non, compresi sfabbricidi e motorini. Si chiede se si ritiene di dover mettere in sicurezza ambientale tale zona, che indiscutibilmente rappresenta una polveriera per il rischio incendi e non ha preso fuoco, malgrado l’incendio sia arrivato in prossimità dei cumuli di trucioli e rami secchi, sicuramente non grazie all’azione preventiva di chi ci amministra ma a quella della fortuna o dei santi, chissà.
  5. Si chiede infine se l’area sotto il ponte di cui sopra sia stata mai frutto di controlli, dal momento che vi si trovano resti di macellazione abusiva di decine di capi animali, cumuli di bottiglie di vetro e di latta, copertoni. Profondo biasimo, sicuramente, per chi ritiene che la natura sia da usare come discarica a cielo aperto ma chi detiene il controllo del territorio deve vigilare su fatti tanto gravi e informare le forze dell’ordine e il Servizio veterinario: è stato fatto?

A queste domande, i cittadini e la Costituente desiderano che seguano risposte puntuali e dettagliate perché con la sicurezza e con la difesa del patrimonio ambientale non si può agire con leggerezza. 

Il cambiamento climatico in atto da tempo ha mostrato negli ultimi tempi dei segnali inequivocabili, come l’aumento dei fenomeni meteorologici estremi, dalle impennate delle temperature sempre più prolungate nel tempo alle alluvioni, alle grandinate. Proprio per questo il rischio incendi, per mano di criminali che non solo non hanno alcuno scrupolo a devastare l’ambiente che ci sostiene in vita ma non si fanno alcun problema di rovinare l’economia e di buttare sul lastrico agricoltori e allevatori che avevano investito nelle loro aziende, va affrontato con grande determinazione. É di questi giorni l’inquietante notizia di un abbandono intimidatorio di benzina a Piano Zucchi, nel cuore del polmone verde delle Madonie.

In questo desolante panorama possono fare la differenza esclusivamente una razionale prevenzione e la buona e saggia amministrazione, sia a livello regionale che nei comuni. 

La Costituente per la Castelbuono di domani