Costituente per la Castelbuono di domani: intervento sulla questione servizio idrico

L’altra sera, 13 maggio il Sindaco di Castelbuono ha invitato e ricevuto le forze politiche e sindacali del paese, su un tema di grande importanza, esprimendo preoccupazioni sulle quale quali non si può non essere d’accordo: l’intenzione del Governo Draghi di abrogare con decreto legge (quindi con efficacia immediata) la norma che permette ai comuni, come il nostro, di gestire in proprio il servizio idrico senza dover passare reti e gestione all’ATO di competenza.

Scelta grave, come sottolineato dal Sindaco e da tutti gli intervenuti all’incontro, perché il Comune è in grado di gestire il servizio in maniera sicuramente migliore di quanto farebbe un ente sovracomunale le cui dimensioni coincidono con quelle dell’intera provincia, e che ha sede a 90 chilometri da qui, cioè nel capoluogo.

Tanto più che in caso di abrogazione della norma, il nostro servizio idrico finirebbe sotto il controllo di AMAP, un ente che, per quanto a capitale pubblico, ha la forma di società per azioni, e pertanto soggetta alle logiche di mercato: insomma, la nostra acqua diventerebbe oggetto di attività economica.

Sul tema della tutela della risorsa idrica, Castelbuono vanta una lunga serie di battaglie, dal contrasto alle opere di adduzione sul torrente Canna che avrebbe dovuto portare l’acqua alla inutile e dispendiosa diga di Blufi, alla battaglia contro l’aggiudicazione del servizio idrico della Provincia ad una società privata (protesta portata fin sotto il palazzo della provincia il giorno dell’aggiudicazione), all’impegno per impedire che le reti di Castelbuono fossero consegnate alla società, pericolo per fortuna scongiurato dopo non poche discussioni con il Sindaco dell’epoca (e di ora).

Oggi, che siamo riusciti a gestire (bene o male, ma questo attiene alle capacità e alla responsabilità politica democratica degli amministratori comunali e non alle logiche del mercato) in proprio il servizio, il Governo Draghi ce lo vorrebbe scippare per consegnarlo ad AMAP SPA.

Lo stesso PNRR peraltro prevede l’accorpamento delle gestioni del servizio idrico e impone ostacoli agli enti pubblici che vogliono gestire lo stesso senza ricorrere ad imprese private.

È chiaro che su queste tematiche non c’è maggioranza né opposizione, ma tutte le forze politiche e sindacali del paese devono unirsi per la difesa della nostra acqua.

Infatti tutti gli intervenuti hanno ringraziato il Sindaco, dandogli atto di avere sollevato un problema grave e reale, ed offrendo la loro collaborazione per una battaglia comune. Non è mancato il rilievo che questo metodo sarebbe stato opportuno anche per altre scelte importanti per la vita della comunità, cosa che non era finora avvenuta.

In chiusura di riunione il Sindaco ha dichiarato che da domani avrebbe fatto circolare una petizione per chiedere al Governo di non procedere su questa scelta. Anche qua i presenti hanno dato la loro adesione.

Ma, a riunione chiusa, ecco la sorpresa: la petizione non era dei cittadini di Castelbuono per la difesa dell’acqua, ma a sostegno del sindaco gladiatore che ha intrapreso la titanica lotta. Noi eravamo pronti a scendere in campo CON il sindaco, andando oltre inefficienze e scelte avventate anche nel campo del servizio idrico, ma non PER il Sindaco.

Per fortuna il Consiglio comunale del 14 maggio ha chiarito che la petizione sarà a nome del Comune di Castelbuono e vedrà partecipare tutte le forze politiche e civiche locali. Questo atteggiamento ci trova d’accordo perché non favorisce visibilità personali né scopi elettorali come, non solo a noi, era sembrato: si qualifica soltanto come giusta battaglia civica per rivendicare il sacrosanto diritto di gestione locale di un bene primario.

Parteciperemo anche noi, insieme alle altre forze politiche, alle iniziative per protestare contro lo scippo della gestione idrica comunale da parte del governo Draghi, per compattare la cittadinanza su un tema sentito da tutti. Attendiamo ed esamineremo il nuovo testo della petizione e, se sarà redatto in base a quanto concordato in Consiglio comunale, inviteremo tutta la cittadinanza a sottoscriverla.

Difendiamo la nostra acqua ma solo se è una battaglia di tutti, altrimenti non ce la beviamo.

La Costituente per la Castelbuono di domani

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