Costituente per la Castelbuono di domani: le vicissitudini dei contribuenti in tempi di pandemia a Castelbuono

Da qualche tempo i cittadini di Castelbuono a tappeto hanno ricevuto, da parte del Comune, accertamenti di pagamento della TASI e della TARI. Dopo le necessarie ricerche delle ricevute di pagamento per poter dimostrare di avere regolarmente versato le imposte si recano al Municipio per potere dimostrare che nulla debbono all’Ente. Qui scoprono che, per poter accedere agli uffici, l’iter non è per niente semplice. Nonostante la pandemia in corso, nelle ultime settimane un elevato numero di persone si è trovata radunata nei pressi della casa comunale in condizioni di assembramento cercando di ottenere un appuntamento dall’ufficio tributi. A quanto pare non si tratta di una cosa semplice. Risulta di cittadini che addirittura hanno ottenuto appuntamenti in date successive alla scadenza di pagamento, rischiando quindi di dover discutere un sollecito già scaduto.

Dal numero di reclamanti si può immaginare che le lettere di accertamento spedite siano state parecchie. Vox populi dice che è stato superato il migliaio. A questo punto la domanda sorge spontanea. PERCHÉ? Poiché non è pensabile che una tale quantità di persone abbia dimenticato o volutamente omesso di pagare la tassa rifiuti o altre tasse il motivo deve essere un altro. 

Sarà per caso colpa dei sistemi informatici che, gestiti male, invece di portare verso lo snellimento burocratico, verso la digitalizzazione dei servizi della pubblica amministrazione venendo incontro alle esigenze dei cittadini, porta a tali barzellette che, se non ci fosse da piangere, farebbero ridere?

I sistemi informatici, dicevamo. Si è saputo che, appena insediata l’amministrazione Cicero, l’assessore al bilancio ha cambiato il software di gestione dei tributi, affidando il servizio alla ditta Kibernetes s.r.l di Palermo. Appena il tempo dell’assestamento e riallineamento dei dati, poco più di un anno, e questo software viene nuovamente cambiato per riaffidare il servizio alla precedente ditta, la Halley s.r.l. di Catania. Subito dopo l’assessore al bilancio si dimette e la coincidenza non può non saltare all’occhio. Viene nominato un nuovo assessore al bilancio e, stranamente, anche lui, dopo circa un anno o poco più, si dimette. Sia l’uno che l’altro adducendo motivi personali. 

Ora, a quanto pare, a seguito della revoca del contratto, la ditta precedente ha negato l’accesso alle banche di dati e qui è scoppiato il caos in quanto, con i nuovi software moltissimi cittadini risultano debitori verso il Comune. E il Comune cosa fa? Senza fare un minimo di analisi decide di inviare avvisi di accertamento a pioggia. Quindi, il problema sta nel software o, per meglio dire nella sua gestione, ma intanto i cittadini pagano il disservizio e, quando non trovano più le ricevute e non sanno cercarle nelle banche dati informatiche, pagano nuovamente quanto versato. Ora, in una situazione di pandemia come quella che stiamo vivendo, che ci vede in una condizione di semi isolamento, immaginiamo cosa succede “a ‘za Puppina e a ‘za Cuncetta”, ai cittadini più vulnerabili che si vedono costretti, loro malgrado, ad uscire di casa con tutti i rischi che ne possono conseguire, per andare al Comune o in un patronato a per risolvere questo problema. 

La cosa comica è che i dati non riescono a trovarli neanche in Comune. Basterebbe infatti che l’Assessore al ramo mettesse mano all’elenco di tutti i contribuenti che risultassero inadempienti, e interrogasse i “cassetti fiscali” nel sito dell’Agenzia delle Entrate per verificare i pagamenti che ognuno ha effettuato. In questo modo sarebbe facile riallineare i dati e basterebbe inviare la lettera di accertamento solo a chi necessariamente va accertato e non a migliaia di cittadini. Ed evitare che chi è un pagatore virtuoso debba essere richiamato, debba arrovellarsi il cervello sulle ricevute, esattamente come chi non ha pagato o ha dimenticato di farlo. Senza dire dell’onere finanziario per l’Ente, derivante da un accertamento massiccio.

Se il caos è dovuto ad un disservizio di sistema del Comune, è il Comune che deve risolverlo, anche spostando gli impiegati per rinforzare gli uffici sotto pressione a causa di una scelta avventata – quella di cambiare il software senza una apparente ragione – che rischia di sottrarre altri soldi al povero contribuente che magari ha già pagato manon trova le pezze d’appoggio. 

Questo significa per una amministrazione responsabile mettersi dalla parte dei cittadini perché aiutarli concretamente è possibile e, soprattutto, è doveroso.

La Costituente per la Castelbuono di domani

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