Costituente per la Castelbuono di domani: “Reclamiamo un’informazione chiara sulla situazione sanitaria”

Le ultime notizie divulgate in queste ore concitate in merito all’emergenza COVID sono molto preoccupanti e ci sollecitano una riflessione che vogliamo sottoporre all’attenzione dei cittadini e degli amministratori.

Interveniamo come liberi cittadini che hanno a cuore le sorti della nostra comunità sperando che il nostro intervento non venga derubricato a strumentale attacco politico, polemica o quant’altro, strategia funzionale alla diffusione del pensiero unico. Con pacatezza, ma non con serenità, solleviamo il problema della confusa gestione dell’emergenza fin qui osservata in quanto la salute pubblica è il bene più importante, su cui tutti e ciascuno hanno diritto di parola. Chi ha il gravoso compito di amministrare in un momento così delicato deve comprendere, profondamente e con coscienza, gli effetti dei messaggi che vengono diffusi. Lasciamo perdere il tormentone estivo del “coviddiuncinne” che apostrofava quei pochi cittadini con la testa sulle spalle che in piena estate portavano la mascherina quando non poteva essere garantito il distanziamento, lasciamo stare l’altro tormentone autunnale “castelbuonocovidfree”, lasciamo stare la scelta cocciuta del Sindaco che, in barba a tutte le indicazioni scientifiche, sosteneva che la visiera sarebbe bastata ad evitare il contagio. Ormai il danno è fatto e non vale la pena piangere sul latte versato, è importante semmai ricordare per scongiurare errori simili in futuro. 

Ma parliamo di oggi: in tutti i comuni vengono resi noti tempestivamente i dati mentre a Castelbuono si rincorrono voci incontrollabili, in assenza di comunicati ufficiali su carta intestata del comune. E’ stato detto che possono essere diffusi solo i risultati comunicati dall’ASP ma questo è in contraddizione con le comunicazioni ufficiali, e non via Facebook, degli altri comuni. Quando un cittadino esegue un tampone rapido o un sierologico, il direttore di laboratorio e il medico curante hanno il preciso obbligo di legge di comunicarne l’eventuale esito positivo agli enti preposti. Questa comunicazione porta all’attivazione dell’Unità Speciale di Continuità Assistenziale (USCA) che svolge le attività domiciliari, come il tampone molecolare necessario a confermare o meno la positività del rapido. Specifichiamo questo importante passaggio perché si tratta di un percorso connotato da ufficialità e tutt’altro che privato.

Pertanto interveniamo per reclamare e pretendere un’informazione chiara, trasparente e dettagliata sui numeri di:

1) positività al tampone rapido

2) positività al tampone molecolare

3) persone in isolamento

4) ricoveri

5) decessi.

E’ chiaro che se da un lato si può capire che le informazioni potrebbero suscitare paure presso i cittadini, d’altra parte non si discute di dati che si può scegliere di non divulgare. Anzi, il fatto di aver assistito in questi giorni ad una negligenza di comunicazione non fa altro che alimentare il timore e dare una falsa sicurezza al cittadino che abbassa la guardia e, fenomeno ancora purtroppo evidente, va in giro con mascherine dalla dubbia efficacia o posizionate male, a volte sotto il naso, o non rispetta il distanziamento fisico. 

Quindi, vorremmo invitare i nostri amministratori a farci conoscere quale strategia hanno intenzione di mettere in atto per fronteggiare efficacemente un fenomeno sempre più preoccupante e di comunicare in maniera tempestiva e trasparente i dati, sia perché è un dovere istituzionale, sia perché il mancato adempimento di questo preciso obbligo non fa altro che alimentare dicerie, paura e sfiducia nelle Istituzioni.

Costituente per la Castelbuono di domani